Lancet Psychiatry ha pubblicato la più vasta meta-analisi mai condotta sull’argomento. Ha permesso di individuare alcuni farmaci in grado di agire efficacemente sui sintomi dell’ADHD sia nei bambini sia negli adulti.

Il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD o DDAI) è compreso tra i disturbi dell’infanzia e sembra che sia uno tra i più diffusi. Secondo alcune stime colpisce il 5% dei bambini nel mondo ed il 2,5% degli adulti. La meta-analisi pubblicata da Lancet Psychiatry è la più vasta mai condotta finora e sarà un aiuto importante per i clinici, poiché si basa su forti evidente scientifiche. Autori di tale studio un team internazionale composto da oltre 20 università ed istituti di tutto il mondo, Italia compresa. A capo di questo innovativo progetto Andrea Cipriani, ex docente dell’università di Verona e attuale professore di psichiatria presso l’università di Oxford.

I bambini con ADHD presentano comportamenti esasperati in una certa fase dello sviluppo, i quali incidono anche sul rendimento scolastico

LO STUDIO

I ricercatori hanno confrontato sette fermaci diversi utilizzati per il trattamento dell’ADHD ed i dati raccolti riguardano 14 mila bambini e 10 mila adulti. Nella maggior parte dei casi, trattandosi di bambini, si preferisce evitare il trattamento farmacologico e si tende a prediligere un trattamento prevalentemente psicologico. Le Anfetamine (inclusa la lisdexamfetamina, commercializzata come Vyvanse ed altri), l’Atomoxetina (Strattera), bupropione, clonidina, guanfacina, metilfenidato (il famoso e contestato Ritalin) e il modafinil sono stati confrontati tra loro e con dei placebo. I bambini trattati con metilfenidato hanno riportato i risultati migliori, così come gli adulti trattati con anfetamine. Tutto questo implica un’importante svolta perché fino a poco tempo fa il trattamento farmacologico per l’ADHD è stato oggetto di numerosi dibattiti.

Inoltre questi risultati rappresentano un aiuto importante per i clinici perché li aiutano a scegliere il farmaco più efficace e tollerabile, tenendo conto soprattutto dell’età del soggetto. L’obiettivo principale di questo studio era soprattutto capire quanti pazienti interrompevano il trattamento a causa degli effetti collaterali dei farmaci. Metilfenidato ed anfetamine sono i farmaci più utilizzati ed efficaci, però hanno degli effetti collaterali maggiori in bambini ed adolescenti. Andrea Cipriani ritiene che questo sia legato al fatto che il cervello dei più piccoli si sta ancora sviluppando, per cui ci sarebbe una tolleranza minore per certi effetti. Ecco perché sarebbe opportuno calibrare attentamente il tipo di intervento, soprattutto se farmacologico, in base all’età del paziente. Il professore aggiunge inoltre che questo studio potrà servire a migliorare il trattamento dell’ADHD, evitando sovradiagnosi e sottodiagnosi.

Trattamento farmacologico per l’ADHD con Ritalin

QUADRO CLINICO DELL’ADHD

I bambini con questo disturbo hanno particolari difficoltà a controllare i loro comportamenti, sono incapaci di smettere di agitarsi o parlare, sono disordinati e scomposti. Hanno spesso difficoltà a relazionarsi con i loro coetanei e non sempre comprendono alcuni sottili segnali sociali. Il DSM-5, oltre ai sintomi, include tre specificatori relativi ai sintomi predominanti: lo specificatore con disattenzione predominante, con iperattività/impulsività dominanti e quello combinato. Spesso c’è comorbilità dell’ADHD con il disturbo della condotta o con un disturbo dell’apprendimento.

Il disturbo è tre volte più frequente nei maschi che nelle femmine e sembra avere una forte predisposizione genetica, con stime dell’ereditabilità che si aggirano intorno al 70-80%. I fattori di rischio sono tanti (neurobiologici, genetici, familiar ed ambientali) e sono oggetto di attuali studi poiché l’eziologia non è ancora stata definita chiaramente.

Per quanto riguarda il trattamento, in base al caso specifico e all’età si predilige quello farmacologico, quello psicologico o entrambi. Un recente studio ha evidenziato che la terapia comportamentale intensiva ha la stessa efficacia della combinazione tra il Ritalin ed una terapia comportamentale meno intensiva. Si lavora molto anche con i genitori per aiutarli a capire come comportarsi per migliorare il comportamento sociale ed il rendimento scolastico del bambino. Il suo comportamento deve essere monitorato costantemente, sia a casa sia a scuola e devono essere rinforzati i comportamenti appropriati, scoraggiando così la messa in atto di comportamenti inadeguati.