Il vibratore come cura per l’isteria: quando è la società a creare disturbi psichici

Oggi il vibratore è considerato uno strumento per stimolare il piacere ma, come tanti prodotti di uso comune, la sua nascita è dovuta a un’esigenza medica: il trattamento dell’isteria.

Il film “Hysteria” del 2011, diretto da Tanya Wexler, mostra molto efficacemente la storia dell’invenzione del vibratore nell’Inghilterra vittoriana come trattamento per l’isteria. Quest’invenzione ebbe un tale successo da diventare, negli anni successivi, uno degli “elettrodomestici” più venduti al mondo. Ma che cos’è l’isteria e perchè è stata eliminata (fortunatamente) dal DSM?

Il “grembo vagabondo”

Il termine “isteria” deriva dal greco “ustera”, ovvero utero. Risulta abbastanza intuitivo come questo disturbo fosse strettamente collegato al mondo femminile. Nello specifico, nell’Antico Egitto l’isteria era descritta come una patologia dovuta a uno spostamento dell’utero della donna come causa di ogni sua possibile malattia fisica o mentale. Da qui la simpatica definizione inglese “wandering womb”, utero vagabondo (“Io vagabondo” dei Nomadi in sottofondo).
Un’idea simile dell’isteria si aveva nell’Antica Grecia, i cui sintomi erano ricondotti al non riuscire a sposarsi o ad avere figli. Stesso discorso nell’Antica Roma, in cui il matrimonio era considerato il rimedio salvifico per tale malattia. Con l’arrivo del Medioevo le cose si fanno ancora più interessanti: l’isteria diventa manifestazione della presenza del demonio nel corpo della donna. Se quest’ultima era fortunata, finiva in prigione altrimenti al rogo.
Alla fine dell’800 le cose iniziano a cambiare (non in meglio, ovviamente) grazie a Freud e Charcot: l’isteria non è più causata da lesione organica ma da una ferita psichica interna dovuta a traumi irrisolti.

Il massaggio pelvico come cura per l’isteria

E’ proprio durante la puritana Età Vittoriana che l’isteria raggiunge il suo massimo splendore: circa il 75% della popolazione femminile ne è affetta. I sintomi isterici potevano includere: perdita di sensibilità in una o più parti del corpo, spasmi muscolari, euforia, senso di soffocamento, perdita di conoscenza, palpitazioni. In altri termini, si trattava di sintomi di conversione: il disagio psichico si manifestava a livello somatico. Un rimedio efficace risultò il massaggio pelvico eseguito manualmente dal medico: lo scopo era far raggiungere alla paziente il “parossismo isterico”, definizione poetica dell’orgasmo in era vittoriana. Dopo questa pratica, infatti, l’isterica risultava calma e serena. Molto esplicativa è una scena del film “Hysteria”, in cui una cantante lirica spacca i bicchieri con un acuto durante il massaggio. Tuttavia, ad un certo punto i polsi dei medici inglesi iniziarono a chiedere pietà ed è qui che la medicina incontra il genio del dottor Granville, il quale mise a punto il “Granville’s Hammer”, il primo vibratore elettrico della storia.

Una patologia psichica o sociale?

Oggi l’isteria non compare più nei manuali diagnostici e statistici per i disturbi mentali, anche se è un termine che continuiamo ad utilizzare spesso. Nella terza edizione del DSM, apparsa nel Febbraio del 1980, essa non veniva più considerata un disturbo specifico e identificabile. Oggi la vediamo redistribuita in diverse categorie diagnostiche: disturbo dissociativo, somatoforme, di conversione, disturbo istrionico di personalità, disfunzioni sessuali, disturbi dell’alimentazione e in quelli ansiosi e fobici.
Perchè l’isteria non ha più ragione d’esistere? Per vari motivi. Innanzitutto dire “isterica” significa dire “donna”, nello specifico incapace e inadeguata. In secondo luogo, le manifestazioni sintomatiche dell’isteria risultano troppo generiche per formare un quadro patologico preciso. In terzo luogo, l’isteria si è sviluppata e diffusa in un particolare periodo storico, dal quale sembra dipendere.

La società può creare mostri

L’isterica descritta da Freud è una donna borghese dell’800, educata in un ambiente rigido, ipercontrollante e moralista. Forse l’isteria non è altro che la ribellione di una donna che vive in una società che ne reprime gli istinti sessuali o, peggio ancora, che non la ritiente in grado di averne. Non sono soltanto i disturbi psichici ad avere un impatto sulla società, è vero anche il contrario: la società in cui si è inseriti può creare e favorire la diffusione del disagio psichico ed è lì che va cercata la ferita.
A questo punto è d’uopo una domanda: l’isteria ha davvero smesso di esistere o ha cambiato forma in base ai cambiamenti della società? Ovviamente gli studiosi non sono concordi in merito ma è un interrogativo che merita una risposta. Per fortuna,  il vibratore è tutt’oggi l’eroe sopravvissuto a questa storia, non come cura ma come semplice strumento di piacere.

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