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L’amicizia è stata da sempre uno dei tipi di rapporti più diffusi tra gli esseri umani, essa è solitamente un rapporto che si sviluppa tra due persone e che può poi allargarsi fino a comprendere un numero anche elevato di individui che si definiscono tra di loro amici. Cercando una connotazione più precisa di questo termine e della relazione che esso delinea, potremmo attenerci  alla definizione generale che ne viene fornita nei dizionari. L’amicizia viene infatti descritta come uno scambievole affetto fra due o più persone inspirato da affinità di sentimenti e da reciproca stima. Questa definizione si scontra inevitabilmente con le innumerevoli interpretazioni soggettive di un rapporto vissuto da ogni persona in maniera differente. Proprio per le enormi sfaccettature che presenta, il tema dell’amicizia è da tempo immemore al centro di trattazioni artistico – letterarie. Iniziando da Aristotele, che fu il primo a trattare l’amicizia in maniera sistematica, questa tematica ha ispirato le menti di molti altri filosofi e letterati fino ai più moderni registi cinematografici.

L’amicizia in Aristotele

Aristotele si occupa dell’amicizia dedicandole due libri, ossia il libro VIII e il libro IX dell’Etica Nicomachea. Partendo dall’assunto di uomo come animale politico e quindi come tendente per natura a vivere insieme agli altri, egli ritiene l’amicizia non solo necessaria ma anche bella. Il filosofo ateniese arriva a dichiarare che nessuno sceglierebbe di vivere senza amici anche se fosse in possesso di tutti gli altri beni. Successivamente passa ad una trattazione più dettagliata dell’amicizia identificandone tre tipologie. Al gradino più basso troviamo l’amicizia fondata sull’utile, che non ci spinge ad amare l’altro per come è ma per ciò che da esso ricaviamo di utile. Al secondo posto si situa l’amicizia fondata sul piacere che, come quella fondata sull’utile, cesserà di esistere al cessare del piacere che ricaviamo dall’amico. Arrivati finalmente al gradino più elevato, Aristotele parla di un’amicizia scevra da qualsiasi implicazione utilitaristica, dunque puramente intellettuale. Questo tipo di relazione si sviluppa tra uomini virtuosi, che consapevoli della propria virtù, amano la virtù dell’altro. In tal senso il nostro amico diventa una sorta di nostro doppione, che noi arriviamo ad amare solo dopo che amiamo noi stessi.

Green Street Hooligans e l’amicizia oplitica

Differente da quella aristotelica sembra l’idea di amicizia che emerge da Green Street Hooligans, una pellicola del 2005 diretta dalla regista Lexi Alexander. Il film tratta di un gruppo di tifosi di una squadra di calcio inglese che vivono di scontri con le altre tifoserie rivali. Il concetto di amicizia che emerge dalle vicende dei personaggi è quello di un rapporto fondato sulla lealtà dei compagni che durante gli scontri non abbandonano i loro amici ma restano al loro posto e combattono. Non a caso Pete e gli altri componenti del gruppo, accolgono Matt dopo che quest’ultimo, completamente incapace di fare a botte ed estraneo alle logiche degli scontri tra tifoserie, resta comunque al suo posto durante un combattimento. Dunque l’amico, qui, non è colui che amo perché virtuoso come me, ma è la persona che amo perché disposta a sacrificare la sua vita per salvare la mia. Questo tipo di rapporto potrebbe essere definito oplitico, come nella falange spartana i guerrieri si proteggevano vicendevolmente così accade tra i componenti della firm. Essi sono amici in quanto rischiano contemporaneamente la vita l’uno per l’altro. Nulla togliendo all’egregia teorizzazione aristotelica, bisogna però ammettere che questo tipo di amicizia alternativo può risultare altrettanto sincero e viscerale, in quanto è in gioco l’esistenza stessa di coloro che partecipano alla relazione.

Pete e Matt, i due protagonisti del film. (Wikipedia)

Sparta e Atene

Oltre a delineare due modalità diverse di concepire l’amicizia queste caratterizzazioni del rapporto delineano anche due modelli sociali differenti. Il concetto di amicizia che emerge in Green Street Hooligans è vicino alla struttura sociale spartana, una società di guerrieri dove chi emerge è il combattente valoroso che come Leonida dà la sua vita per il bene della patria. Aristotele invece, in linea con la società ateniese del suo tempo predilige come fondamento dell’amicizia la virtù in senso intellettuale, quella capacità che consente all’individuo di realizzarsi nell’ambito della polis e che sta a fondamento della democrazia ateniese.

Pier Carlo Giovannini

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