Il sistema capitalistico in cui viviamo è la scelta migliore? Ce ne parla Mr. Robot

Portare alla luce il mondo in cui viviamo risulta complicato per i protagonisti delle serie tv. Non per Elliot Alderson. 

La popolare serie tv americana è diventata ormai un cult per gli appassionati dell’informatica. La storia di Elliot Alderson e della Fsociety ha lasciato in noi delle perplessità e anche una curiosa ammirazione, di come la nostra società può essere improvvisamente capovolta per mano di un giustiziere informatico. Ma c’è molto altro in Mr.Robot che ha bisogno di essere spiegato.

“Un bug non è mai solo un errore”

Prendete un hacker che soffre di fobia sociale, con problemi di tossicodipendenza (Elliot Alderson). Un padre totalmente anaffettivo verso suo figlio, che si manifesta a quest’ultimo come personalità ulteriore (Mr.Robot). La sorella dell’hacker, che soffre di attacchi d’ansia ed ha vissuto un infanzia fuori dall’ordinario, per via della sua famiglia (Darlene Alderson). Un ex-manager di una multinazionale (la Evil Corp in questo caso) che scende a compromessi con il giustiziere per sfruttarlo a suo vantaggio (Tyrell Wellick).  Infine una ragazza ingenua, che cerca vendetta per la morte della madre, lavorando nella stessa azienda che ne è stata fautrice di tutto ciò (Angela Moss). Ed ora immaginate un filo conduttore che porterà gli stessi personaggi a ribellarsi contro il sistema, considerato oppressivo e fin troppo oscuro a loro. Una trama sicuramente non rappresentativa della realtà odierna, per via delle vicende che vanno a susseguirsi nelle puntate. Avete mai sentito parlare di un hacker capace di scatenare una guerra economica, premendo solamente un tasto sul suo pc? Sicuramente no, se consideriamo il lavoro degli informatici dietro i nostri server, seppur sono presenti alcune eccezioni come nel caso del malware Stuxnet. Eppure perché chiunque abbia visto tutte e quattro le stagioni di Mr. Robot, si sente dentro il suo inconscio di avere a che fare con una struttura malfunzionante che sta alla base della nostra società, come se i problemi di Elliot fossero anche i nostri? La risposta a questo quesito non sarà scontata come si pensa, soprattutto se siete dotati di un grande senso di empatia verso i protagonisti.

Gli schemi sembrano esserci dettati dai potenti

Vi sembrerà strano, ma in questa serie televisiva possiamo riscontrare delle analogie con la nostra ormai evoluta civiltà. Un mondo dove le grandi aziende comandano l’economia, dove persino un uomo come Mark Zuckerberg può avere il controllo delle nostre interazioni sociali su Facebook. Le ‘Evil Corp’ sembrano continuare instancabilmente i loro affari, onesti o immorali che siano. Profitti, guadagni, fatturati: tutto circola intorno al denaro, una sorta di divinità occulta, di cui non possiamo fare a meno di adorarla. Chi più e chi meno. Come Elliot Alderson che voleva salvare il mondo, la gente comune che produce e fatica, tende ad interrogarsi su come poter buttare giù questo ‘castello di carta’ che i piani alti della gerarchia sociale hanno costruito. Le rivolte sono dietro l’angolo, soprattutto in questi ultimi tempi dove il Covid19 ha letteralmente stravolto la vita di ognuno di noi. Fame, povertà, criminalità, sfruttamento. Tutto lascia pensare ad una concentrazione delle ricchezze nelle mani di pochi, i quali più che preoccuparsi del destino del popolo, gli voltano le spalle. Di conseguenza essi diventano complici di questa istituzione basata, se vogliamo utilizzare epiteti darwinisti, sulla sopravvivenza del più forte. Un capitalismo incontrollato, dove i grandi magnati e politici continuano ad impadronirsi del cosiddetto plusvalore teorizzato dal filosofo Karl Marx. 

Andare avanti, ma tornando indietro. Ecco perché non possiamo.

A volte sogno di salvare il mondo, di salvare tutti dalla mano invisibile, quella che ci controlla ogni giorno senza che ce ne rendiamo conto, ma non riesco a fermarla, non sono così speciale.”  Elliot Alderson

I fan di questa serie tv non potranno sicuramente dimenticare la scena dove Whiterose confessa ad Elliot del suo piano diabolico, vale a dire l’esplosione di una centrale nucleare per permettere così la nascita di un mondo migliore (per chi se lo fosse perso, l’episodio è l’undicesimo della quarta stagione). Ma cosa sta a significare “mondo migliore”? Perché il cervello della Dark Army si è espresso in quel modo? Una risposta che sta a noi interpretarla. Questa collettività di cui siamo parte, fa al caso nostro? Guardiamoci intorno. Le nostre strade pullulano di negozi delle più grandi catene commerciali. Se vuoi mangiare un panino, vai da McDonald’s. Se decidi di comprarti un iPhone, incentiverai la Apple. Persino i vestiti che stiamo indossando adesso, sono nient’altro che dei prodotti di una qualsiasi azienda che fa tesoro del cosiddetto capitale umano. Alla fine, fuggire dal dominio delle ‘E-Corp’ risulta sempre più difficile per noi, a meno che non si diventi un eremita, o si abbraccino culture subalterne come quella hippie. E dubito che la cosa possa avvenire con cotanta volontà. Ma allora Mr. Robot racconta una menzogna, una realtà totalmente infondata? Questo sta a noi deciderlo.

 

 

 

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