Restrizioni delle libertà personali nel Ventunesimo secolo in favore della salute pubblica, da “1984” di Orwell al Dpcm di Conte.

Shot of a young man wearing a mask while stuck behind a gate in a foreign city

Il Decreto firmato ieri da Giuseppe Conte induce indubbiamente il popolo a delle restrizioni sulle libertà personali al fine di tutelare la salute pubblica, un po’ come il “Big Brother” di “1984” di Orwell.

Il Dpcm di Giuseppe Conte, fra libertà e prigionia

Proprio ieri Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri, ha firmato il nuovo Dpcm in funzione delle restrizioni contro la pandemia di Coronavirus. La linea non rigorista del Presidente ha prevalso alla fine, su quella dei rigoristi del Governo, come Dario Franceschini e Roberto Speranza. E’ stato lo stesso presidente ad illustrare, in presenza dei ministri Speranza  e Boccia, il contenuto del decreto. Sono vietate le feste al chiuso e all’aperto, in maniera definitiva, a meno dei banchetti per i matrimoni con un massimo di trenta invitati. In casa è raccomandato l’utilizzo delle mascherine in presenza di persone non conviventi, ed è altresì indicato di non invitarne più di sei.  Si è verificato un cambio di rotta sulle feste relativamente all’avviso del Quirinale, in quanto nel decreto del 7 Ottobre, che fa da cornice giuridica ai Dpcm di Conte, non si fa alcun cenno ai luoghi privati in quanto a raccomandazioni, ma soltanto ai luoghi pubblici. Un altro motivo che ha spinto Conte a parlare di “raccomandazioni” riguardo ai luoghi privati è la contrarietà degli Italiani. Dopo l’intervento di Speranza a “Che tempo che fa”, in cui ha fatto riferimento a delle segnalazioni, l’opposizione si è scatenata, evidenziando la ridicolosaggine e anche la pericolosità di un intervento dello Stato così capillare, che avrebbe colpito addirittura la privacy dei cittadini nelle loro abitazioni private. I social, dal loro lato, hanno mostrato, anche ironicamente, la contrarietà dei cittadini rispetto questo provvedimento. La quarantena si riduce di cinque giorni e arriva a dieci, dopo la quale è sufficiente la negatività di un solo test molecolare e non più due. La circolare raccomanda anche l’utilizzo dell’ App “Immuni” per un efficace lavoro di “contact tracing”. A nome dell’Anci, il presidente e sindaco di Bari Antonio Decaro ha proposto, per ridurre la presenza dei pendolari sugli autobus, di «incentivare lo smart working e differenziare gli orari delle scuole», ma il Dpcm si limita a raccomandare un’incentivazione dello smart working, e nulla più. Luca Zaia, Presidente della regione Veneto, aveva proposto di attuare la didattica a distanza per gli studenti degli ultimi due anni delle scuole superiori, per decongestionare i mezzi pubblici, ma il Governo, in particolare la ministra Azzolina, ha risposto con un secco “no”, in quanto si ritiene che la didattica in presenza debba essere galvanizzata e che i contagi nelle nostre scuole siano i più bassi d’Europa. Lo scenario appare dunque oscuro, quasi orwelliano, come su “Big Brother” stesse osservandoci fra tutti i cavilli che la situazione comporta, limitando di fatto le libertà personali, in favore della salute pubblica.

1984, Orwell prevede il futuro

<<1984 è il nostro mondo che agonizza davanti a noi.>> afferma il critico Pampaloni. 1984 è sicuramente il romanzo più famoso di George Orwell, iniziato nel 1948 (da qui il titolo). Esso mette in luce uno scenario distopico nel quale ciò che emerge è uno sfrontato controllo della popolazione da parte del “Big Brother”, che nel romanzo non appare mai in maniera palese, ma è nascosto ovunque, in particolare negli schermi della televisione, in cui viene continuamente trasmessa la sua immagine. Nel 1984 la Terra è divisa in tre grandi potenze totalitarie: Oceania, Eurasia ed Estasia, impegnate in una perenne guerra tra loro, il cui scopo principale è mantenere il controllo totale sulla società. Londra è in Oceania, appunto, ed è l’ambientazione del Romanzo. La società è governata da un potente partito unico, detto “Il Partito”, che segue i principi dell’ Ingsoc, il partito socialista inglese , al cui vertice vi è il “Big Brother”. Questo governo assume senza dubbio le caratteristiche del totalitarismo stalinista o hitleriano, a discrezione del lettore. Il partito è a sua volta governato dal Ministero dell’Amore che ha il compito di tracciare i dissidenti, ed è dotato di una forza di polizia politica, la psicopolizia, che interviene in ogni situazione sospetta di eterodossia o deviazionismo. Al disotto del partito vi sono i Prolet, i quali svolgono lavori pesanti in cambio di un minimo di sostentamento, ma, dall’altra parte, come nella morale “servo-signore” hegeliana, sono più liberi, in quanto vengono controllati solo indirettamente, mediante la tecnica del “panem et circenses”. Il dissidente per eccellenza è Emmanuel Goldstein, il quale è rappresentato con fattezze ebraiche come la barbetta caprina , e deve essere odiato da tutti. La lingua parlata in Oceania va trasformandosi nella Neolingua, un idioma i cui termini sono privi di significati eterodossi, per disincentivare, dunque, la libertà di pensiero.

Winston Smith, pioniere contro il Partito

Il trentanovenne Winston Smith, impiegato presso il Ministero della Verità, è pagato per “correggere” libri e articoli di giornale, in modo da renderli confacenti ai dettami e alle previsioni del Partito, applicando la damnatio memoriae ai dissidenti. Egli è però per natura un uomo di libero pensiero, e non riesce pertanto ad adeguarsi completamente ai dettami del regime, inizia pertanto a scrivere un diario con tutti i suoi pensieri e le sue emozioni. La sua vita cambia completamente quando un giorno incontra Julia, una ventiseienne che obbedisce al Partito solo per convenienza, proprio come lui. Credendola un’agente della Psicopolizia, l’impiegato comincia a provare un sentimento di puro odio nei suoi confronti, sino a quando riceve da lei un piccolo foglio di carta con scritto: “Ti amo”. I due si innamorano, ed iniziano ad avere degli incontri amorosi nel quartiere riservato ai Prolet, per evitare di essere scoperti: il regime ammetteva rapporti sessuali solo per fini procreativi. Catturati da uno squadrone della Psicopolizia e consegnati separatamente in una prigione del Ministero dell’Amore, Winston e Julia vengono sottoposti a un programma di tortura fisica e psicologica condotta da O’Brien, un ufficiale della stessa Psicopolizia. Winston resiste nel rinnegare il proprio amore per Julia e nell’ammettere la sua totale prosternazione al regime, fino a quando non viene sottoposto alla sua più grande paura. Gli vengono posti davanti agli occhi due topi dentro una gabbia agganciata al suo volto: per paura che questi potessero divorargli la faccia, alla fine cede. Nel Marzo 1985, Winston, ormai scarcerato e riabilitato, incontra Julia in un parco, ed entrambi ammettono di essersi traditi l’un l’altro. Qualche tempo dopo, il protagonista, seduto presso il caffè “Bar del Castagno”, apprende la notizia della vittoria militare dell’Oceania sugli eserciti eurasiatici in Africa. Il romanzo si chiude con Winston che guarda con ammirazione un manifesto del “Big Brother” e facendo così intuire al lettore il proprio cambiamento ideologico. Dunque, sembra proprio che, nonostante la necessità o l’ineluttabiltà dell’esercizio delle libertà personali da parte del popolo, i poteri oligarchici, che conservano la verità, ma non la divulgano, abbiano sempre la meglio.

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