Il Premio Nobel per la letteratura in rosa: le poesie di Louise Glück e la determinazione di Grazia Deledda

Le parole di Grazia Deledda per festeggiare Louise Glück, vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura 2020.

È “per la sua inconfondibile voce poetica che con austera bellezza rende l’esistenza individuale universale” che Louise Glück ha vinto il premio Nobel per la letteratura 2020. Si tratta di una poetessa statunitense, nata a New York e di origini ebraico-ungheresi.

Louise Glück

Tra le tematiche più ricorrenti nella poesia di Louise Glück c’è la mitologia greca, insieme alla natura e ai rapporti umani. Il Nobel non è il primo premio prestigioso che consegue: nel 1993 ha vinto il premio Pulitzer della poesia. È giunta in italiano all’inizio dell’anno Averno, una delle sue raccolte di poesie, che aveva pubblicato negli Stati Uniti nel 2006 e che contiene una riscrittura del mito greco di Persefone. Umanità e mito si mescolano, negli scritti della poetessa, in uno stile inconfondibile che le ha fatto meritare l’assegnazione del Nobel. Tra le opere più singolari c’è la raccolta poetica L’iris selvatico, che contiene nomi ed esperienze della vita dell’autrice, raccontati in un dialogo con i fiori di un’affascinante giardino.

Louise Glück.

La determinazione di Grazia Deledda

La vittoria della poetessa statunitense può forse portarci alla memoria le parole dell’autrice Grazia Deledda, di origini sarde, l’unica donna italiana ad aver vinto il Nobel per la letteratura, nel lontano 1926: un premio importante, forse inaspettato, per il periodo e il contesto nel quale scriveva l’autrice conosciuta oggi in tutto il mondo.

Sono piccina piccina, sa, sono piccola anche in confronto delle donne sarde che sono piccolissime, ma sono ardita e coraggiosa come un gigante e non temo le battaglie intellettuali.

Grazia Deledda ha vinto il premio Nobel per la letteratura quasi da autodidatta, “per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata isola natale e che con profondità e con calore tratta problemi di generale interesse umano“, ed era non solo consapevole delle sue capacità artistiche ma anche determinata a raccontare al mondo la sua Sardegna, che oggi custodisce le sue spoglie nel luogo esatto dove lei voleva che fossero.

“Io non sogno la gloria per un sentimento di vanità e di egoismo, ma perché amo intensamente il mio paese, e sogno di poter un giorno irradiare con un mite raggio le fosche ombrie dei nostri boschi, di poter un giorno narrare, intesa, la vita e le passioni del mio popolo, così diverso dagli altri così vilipeso e dimenticato e perciò più misero nella sua fiera e primitiva ignoranza.” Grazia Deledda

Deledda e Glück, due voci da Nobel

La vittoria di Louise Glück è la testimonianza dei grandi passi in avanti della letteratura femminile, ma la poetessa statunitense e Grazia Deledda hanno in comune, forse, qualcosa in più di un titolo e dell’appartenenza al mondo delle donne. Un evidente punto di incontro tra le due voci poetiche è il loro realismo nell’attenzione alla realtà umana: quell’abilità di rendere universale un’esperienza individuale, citata nelle motivazioni del Nobel di quest’anno. Lontane ma non troppo, le due scrittrici, che da tempi e luoghi distanti comunicano con i loro testi una comune ispirazione. Un’ispirazione che le rende diverse dagli altri, per citare le parole della stessa Deledda.

Se vostro figlio vuole fare lo scrittore o il poeta sconsigliatelo fermamente. Se continua minacciatelo di diseredarlo. Oltre queste prove, se resiste, cominciate a ringraziare Dio di avervi dato un figlio ispirato, diverso dagli altri.”

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: