Il primo grande influencer della storia: il leggendario vate Gabriele d’Annunzio

Non si può parlare del leggendario Gabriele d’Annunzio senza citare le sue imprese, che al suo tempo destarono grande scalpore. Da non dimenticare la sua continua e sfrenata ricerca di gloria e progressione sociale, che forse assomiglia molto al lavoro che oggi giorno spopola e desta sempre scalpore: l’influencer.

Oggi viene molto discussa la figura dell’influencer, visto come un colui che direziona i consumi e le preferenze delle persone attraverso i social network, in grado, anche se solo in piccoli aspetti, di cambiare la società e le sue abitudini. Gabriele d’Annunzio può essere considerato il precursore di questo lavoro, infatti all’inizio del secolo scorso era considerato un mito vivente, in grado di spostare la pancia del popolo a suo piacimento.

L’agitatore di folle

Una delle figure più importanti del Novecento italiano è sicuramente Gabriele d’Annunzio (1863-1938), considerato da tutti come il vate, ovvero la figura intellettuale di riferimento che con la sua oratoria era in grado di spostare le opinioni di centinaia di migliaia di persone. Sempre alla ricerca della gloria e della fama personale, il poeta abruzzese è celebre nella sua vita per numerosi episodi che lo hanno reso famoso in tutto il paese e non solo.

Vivere ardendo e non bruciarsi mai.

Uno dei momenti chiave della sua esistenza è collocato il 5 maggio 1915, quando a Quarto tiene un eloquente discorso che sposta gli animi della politica italiana verso l’intervento nella prima guerra mondiale. Egli è stato sempre un grande sostenitore dell’entrata nel conflitto, considerato allora come lo scontro finale che avrebbe impostato gli equilibri della definitiva pace futura; lui stesso quando l’Italia non riceverà anni dopo i territori promessi parlerà di vittoria mutilata. Così concluderà il discorso di Quarto:

Beati i puri di cuore, beati i ritornanti con le vittorie, perché vedranno il viso novello di Roma, la fronte ricoronata di Dante, la bellezza trionfale d’Italia.

A fine conflitto il bel paese, come prima citato, non riceve tutti le zone promesse, infatti dal Trattato di Versailles non ottiene la Dalmazia, che aveva Fiume come simbolo politico (forte di componenti italiane). D’Annunzio così organizza una spedizione militare, con decine di migliaia di uomini, fino ad arrivare alla conquista della città nel 1919. Fonda questa piccola repubblica nella quale vigeva qualsiasi tipo di libertà, da quella sessuale a quella politica, fino a che l’esercito italiano, nel Natale del 1920, arresta con violenza questa invasione.

(Gabriele d’Annunzio nel discorso di Quarto)

Il lavoro del ventunesimo secolo

Negli ultimi anni ha fatto molto scalpore la figura dell’influencer, ovvero una persona che, con un grande seguito di followers, orienta le scelte di consumo di molte persone. Esso viene considerato come un vero e proprio lavoro, infatti i maggior sociale network (Instagram, Facebook ecc.) hanno previsto un compenso economico, a volte anche cospicuo, a queste nuove figure professionali. Questo ha scatenato molto scandalo e perplessità nei cittadini di tutto il mondo, essendo un impiego completamente diversa dai lavori tradizionali e stravolgendo le definizioni sociali, che erano consolidate da tempo, al riguardo. Il compito dell’influencer è quello di creare contenuti, per orientare la fruizione dell’utente verso un determinato prodotto o scelta sociale, infatti capita spesso che colossi del mercato sponsorizzino questi personaggi, al fine di incrementare le vendite.

(La diffusione dell’approvazione)

L’influenza mediatica è positiva?

La figura di Gabriele d’Annunzio e quella dell’influencer sono più simili di quanto si creda, nonostante intercorra un secolo tra l’una e l’altra. L’essere umano ha sempre avuto la necessità di farsi influenzare da qualcuno di mediaticamente o espressivamente più potente, basti pensare a come il vate sia stato uno dei trascinatori dell’Italia nel massacro della prima guerra mondiale. Ma anche oggi le figure degli influencer, a volte (anche inconsciamente), sono portate a spostare gli equilibri sociali e a cambiare le opinioni comuni. Negli ultimi anni questo settore si sta allargando anche in altri campi, che escono dal semplice consumo; il caso lampante è la politica.

(Influencer in politica)

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