Il Monte Bianco si scioglie e forse Hans Jonas aveva già previsto tutto
  1. L’aumento delle temperature e lo scioglimento dei ghiacciai sono la prova inconfutabile che qualcosa non va.
    Hans Jonas aveva previsto tutto questo e forse ha trovato una soluzione.
la terra prima dell’industrializzazione

Il riscaldamento globale è ormai un tema caldo.
Il pericolo di andare incontro a dei cambiamenti irreversibili è sempre più vicino.
Il Monte Bianco, in Italia, infatti si scioglie ad un ritmo impressionante, scendendo di 60-90 cm al giorno.

Tra il 14 e il 26 settembre si è tenuto una riunione dell’IPCC – comitato scientifico sul clima dell’ONU.
È stato pubblicato un nuovo special report sui ghiacciai e sull’oceano – The Ocean and Cryosphere in a Changing Cliamate – sulla base del lavoro di ricerca di 107 scienziati.
Questo rapporto riguarda influenza che l’inquinamento avrà sul clima e sulla vita umana entro la fine del secolo, annunciando notizie molto allarmanti.

L’oceano corrisponde al 71% della superficie terreste, i ghiacciai al 10%.
La loro influenza sulla vita umana è notevole, molto più di quanto si possa credere.
La fusione dei ghiacciai e l’aumento delle temperature globali porterà ad un innalzamento del livello degli oceani molto più rapido di quello che si era calcolato negli scorsi anni.

Il punto di non ritorno sembra sempre più vicino.
Dal 2005 al 2015 Polo Sud e Polo Nord insieme hanno perso 4000 milioni di tonnellate di massa.
I ghiacciai delle montagne invece 280 milioni l’anno, provocando così slavine, valanghe, inquinamento idrico,
Il Monte Bianco si scioglie, perdendo più di 60 cm l’anno, inquinando tutta la zona circostante e provocando gravi disagi al defluire regolare dei fiumi.
I ghiacciai inoltre contengono sostanze tossiche accumulate negli anni che provengono dall’uomo, come DDT, polveri di carbone, metalli pesanti, che liberate nell’acqua dei fiumi potrebbero causare gravi danni all’ecosistema.

Le conseguenze nei prossimi anni:

Monte Bianco

Il 10% della popolazione globale vive in alta montagna, circa 670 milioni, e questo cambiamento potrebbe provocare gravi danni alle abitazioni.
Nel 2100 inoltre – anche se tutti i paesi seguissero il progetto delle basse emissioni – i ghiacciai perderanno il 18% della loro massa rispetto al 2015.
In Europa centrale e in Asia questo fenomeno però sarà accentuato, arrivando addirittura all’80%.
Se non si rispettasse l’accordo di Parigi la temperatura globale salirebbe infatti di 4° entro il 2100.
Seguendo le linee dell’Accordo di Parigi si cerca invece di rimanere entro i 2° di aumento.
Nei migliore dei casi, il livello del mare si alzerà di circa 84 cm, costringendo 280 milioni di persone ad abbandonare le zone dove risiedono a causa di inondazioni e terremoti.

Hans Jonas

Hans Jonas

Jonas visse tra il 1903 e il 1993, fu un filosofo e studioso, perseguì l’obbiettivo di delineare una nuova etica per la società tecnologica moderna.

Egli delinea le differenze tra l’età contemporanea e quella precedente, e espone come la tecnologia abbia modificato il nostro modo di vedere il mondo.
La Natura, prima dell’era industriale, era considerata una realtà fissa e immutabile, non manipolabile dall’uomo e nulla poteva sconvolgere l’equilibrio naturale se non processi lenti – come l’estinzione di alcune specie.
Le modifiche apportate dall’uomo potevano essere rigenerate dalla Natura.
L’etica tradizionale quindi prendeva in considerazione solo i rapporti tra gli esseri umani, perché essi erano al centro del mondo, che rimaneva invece immutabile.
L’uomo tecnologico pone fine alla spontaneità del processo naturale, modifica profondamente dove opera procedendo ad uno sfruttamento sconsiderato delle risorse.
Egli provoca così dei cambiamenti radicali e irreversibili, anche attraverso l’ingegneria genetica,
La vita viene prolungata – diviene quindi manipolabile – grazie nuove tecnologie.

Di fronte a questi cambiamenti l’etica tradizionale non riesce a tenere il passo.
Non è più sufficiente basare la propria morale sulle proprie convinzioni, senza curarsi delle conseguenze sul mondo intorno → fiat justitia, perat mundus, ovvero sia fatta la giustizia (la mia giustizia) e perisca pure il mondo.

L’etica della responsabilità:

i giovani per il futuro

Bisogna guardare oltre per scoprire un nuovo modo di pensare: l’etica della responsabilità, ovvero fiat justitia ne pereat mundus, ovvero sia fatta giustizia affinché non perisca il mondo.
Si giunge così a capire che è necessario prevedere le conseguenze delle nostre azioni, anche a lungo termine.
Jonas poi identifica due nuovi soggetti di diritto:
1) l’ambiente naturale
2) gli uomini del futuro – le persone che ancora devono nascere
Essi sono da prendere in considerazione quando vengono prese decisioni ed essi limitano la nostra azione, inducendoci ad agire al meglio per tutelarli.

Se tutti noi basassimo la nostra morale sui principi esposti da Jonas forse si potrebbe riuscire a trovare – con la cooperazione internazionale – una soluzione concreta al problema, anteponendo la cura dell’ambiente – effettivamente un soggetto di diritto – agli interessi economici.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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