L’attività sportiva fa bene, anche con il ‘mal di milza’

Praticare uno sport senza dubbio significa fare fatica, ma anche con qualche dolore e il tanto odiato ‘mal di milza’, i suoi benefici sono molteplici.

Attività fisica all’aperto, illustrazione

Come riportano i dati più recenti di Eurobarometro, in Europa e soprattutto in Italia, svolgere attività fisica non piace. La fatica però è solo una faccia dello sport, il quale contribuisce a migliorare la salute fisica e mentale. Ecco quali sono le ragioni per cui qualche dolore non dovrebbe far desistere a praticare sport, e qual è il ruolo della milza nel corpo.

In quanti praticano sport in Europa e in Italia: i numeri

I dati sulla pratica sportiva pubblicati dall’ultima ricerca Eurobarometro, sullo sport e l’attività fisica, evidenziano come più di un quarto di tutti gli europei sia totalmente sedentario. Per quanto riguarda le motivazioni date che più colpiscono, si riscontra che circa il 40% dei cittadini europei non pratica sport a causa di mancanza di tempo, il 20% per mancanza di interesse o motivazioni. Al contrario, chi lo pratica denuncia di svolgere un’attività sportiva per migliorare il proprio stato di salute (54%), per il controllo e la perdita di peso (23%), per il bisogno di relax e divertimento (rispettivamente 38 e 30%), ma anche per migliorare il proprio aspetto fisico (33%). È sempre nella classifica europea che l’Italia si posiziona negli ultimi posti, segna infatti una percentuale del 72% di italiani sedentari, che non si muovono affatto. Praticare uno sport non solo è utile per migliorare il proprio benessere fisico e mentale, ma è utile per alleviare la tensione accumulata durante il giorno, dopo lo sforzo induce una sensazione di rilassatezza che ha benefici sull’umore e sul riposo notturno. Quando lo sport non si riduce a una pura competitività, praticare un’attività sportiva che piace costituisce a tutte le età un momento di relazioni sociali, di condivisione e contribuisce a risolvere problematiche come l’esclusione sociale e la disuguaglianza di genere.

Attività fisica in Europa: percentuale di popolazione che fa attività fisica o sport fuori dall’orario lavorativo in una settimana tipica. Anno: 2017 (%)

Cos’è il ‘mal di milza’ o splenalgia

Una delle ragioni per cui fare sport non piace è la fatica: quando già la vita di tutti i giorni è impegnativa e frenetica la soluzione più immediata non sembrerebbe essere quella di allenarsi, stancarsi o di portare via del tempo ad altre attività. In realtà praticare uno sport che piace, magari in compagnia, rappresenta un investimento di tempo, con il risultato di un corpo e di una mente allenati e pronti a sopportare il carico di stress della giornata. Per chi inizia un’attività sportiva non è mai facile, il corpo inizia a dare i primi risultati dell’allenamento. Uno dei ‘dolori’ che accomuna all’inizio chiunque pratichi un’intensa attività fisica, come la corsa o il nuoto, è quello che viene comunemente chiamato ‘mal di milza’, la ‘splenalgia’.  È comune e nulla di grave, in genere si risolve con una riduzione del ritmo della corsa, ad esempio, senza forzare la respirazione. Con tempo e con un allenamento costante il ‘mal di milza’ non si presenterà più. Il dolore che si percepisce durante le prime intense attività fisiche è tipico di quando non si è abituati alla fatica e le spiegazioni di quello che si sente sono diverse. Secondo le ipotesi più accreditate le fitte sarebbero una conseguenza dell’intenso ritmo respiratorio che provoca una pressione dei polmoni sul diaframma, muscolo che sotto sforzo premerebbe sulla milza, così da generare il tipico dolore.

Splenalgia, illustrazione

Cos’è la milza e quali funzioni svolge

La milza è uno di quegli organi del corpo che generalmente si conosce poco: è l’organo linfatico di dimensioni maggiori, ma è anche coinvolta nel sistema cardiocircolatorio. Localizzata nella parte sinistra della cavità addominale, latero posteriormente allo stomaco, è protetta dalla gabbia toracica. E’ un organo pieno, spugnoso, che pur essendo costituita da una capsula esterna di tessuto connettivale di fibre collagene ed elastiche, ha una struttura fragile e delicata. La milza è composta da una polpa bianca, di tessuto linfoide in cui avviene la produzione e la maturazione degli anticorpi e la presentazione degli antigeni, e da una polpa rossa estremamente irrorata da vasi sanguigni. Dal suo ilo, quindi dall’avvallamento dell’organo da cui entrano o escono i vasi o nervi, al confine tra l’area gastrica e quella renale, sono visibili vasi linfatici, la vena splenica e l’arteria lienale che è caratteristica della milza in quanto sfocia in un sistema di capillari particolari, sinusoidi. Questi capillari hanno un decorso tortuoso e un diametro variabile, sono fenestrati, e sono ciò che permette alla milza, dal punto di vista meccanico, di eliminare i globuli rossi più vecchi. Un’altra caratteristica della milza è il fatto che funge da ‘serbatoio’ di sangue, al quale l’organismo può attingere in caso di necessità: nei suoi seni venosi sono conservati in media 300mL di sangue, da cui se ne possono ricavare 200mL in caso di traumi ad esempio, tramite la compressione e la ‘spremitura’ dei suoi capillari.

Localizzazione e anatomia della milza, illustrazione
Capillari sinusoidi della milza, illustrazione

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