La degenerazione dell’utopia, la distopia, spiegata da Orwell e dai Pink Floyd

Quando l’utopia non si realizza e finisce per degenerare in un qualcosa di negativo e completamente diverso rispetto all’idea originale, si può parlare di distopia.

 

il maiale dei pink floyd

La distopia, o antiutopia, che dir si voglia, è la rappresentazione distorta di un futuro dove l’utopia, o l’idea utopica viene travisata completamente e il risultato è una società dove tendenze sociali, degenerazioni tecnologiche e politiche totalitarie vengono portate al loro estremo. Molti artisti ne hanno parlato e hanno creato opere importantissime nella storia della letteratura, della musica, del cinema. Insomma, ne sentivano il bisogno in un’epoca come quella del dopoguerra dove capitalismo e comunismo si combattevano nella guerra fredda, e dove lo spettro dell’epoca appena passata e dei totalitarismi nazi-fascisti ancora aleggiava per le vie del mondo

Orwell, la fattoria degli animali

Non c’era scritto più niente, se non un unico Comandamento che diceva: tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri. 

Basterebbe forse questa frase per raccontare la storia di questo libro, di questa parabola orwelliana, o forse no. Forse per capire il messaggio di Orwell bisogna avere memoria, bisogna ricordarsi ciò che c’era scritto prima su quel muro, prima di quella frase.

Quando una sera il Vecchio Maggiore, maiale anziano, decise di fare un discorso agli altri animali, si mise nella sua lettiera di paglia, e con quel filo di voce che ancora aveva iniziò a far parlare la propria esperienza e a condividere ciò che aveva capito in quei lunghi anni.

(…) Per quale motivo continuiamo a vivere in tanta miseria? Perché il frutto del nostro lavoro ci viene quasi interamente sottratto dagli esseri umani. Questa, compagni, è la causa di tutti i nostri problemi. (…) L’uomo è padrone di tutti gli animali. Li fa lavorare e in cambio concede loro il minimo necessario alla sussistenza, tenendo il resto per sé.

Gli animali furono affascinati da quelle parole, ne furono quasi assuefatti. E quella assuefazione, quel desiderio intenso di libertà si espresse quella sera nel granaio con un canto, il canto della libertà: Bestie d’Inghilterra. Canto che ritornerà molto spesso nella storia, fino a scomparire nel momento in cui un canto della libertà non sarà più ritenuto opportuno.

Ma quel desiderio di libertà in qualche modo doveva essere soddisfatto, non poteva rimanere nella dimensione vaga e astratta di un canto. Infatti venne messa in atto una rivoluzione, una ribellione, che portò alla cacciata del signor Jones e della sua famiglia e all’instaurazione di un regime animalistico.

La dottrina dell’animalismo poteva essere riassunta in sette Comandamenti, che sarebbero poi stati scritti su un muro:

  1. tutto ciò che va su due gambe è nemico
  2. tutto ciò che va su quattro gambe o possiede ali è amico
  3. nessun animale indosserà vestiti
  4. nessun animale dormirà in un letto
  5. nessun animale berrà alcolici
  6. nessun animale ucciderà un altro animale
  7. tutti gli animali sono uguali

Sette comandamenti che alla fine si sarebbero ridotti a uno, quello a inizio articolo, ma ci arriviamo.

I sette Comandamenti rappresentavano la morale degli animali. Morale che era contrapposta all’immoralità dell’uomo-padrone. L’unico problema dei sette Comandamenti era che non tutti gli animali riuscivano a leggerli. Solo alcuni maiali potevano farlo, ma gli altri animali no. Le pecore, ad esempio, che facevano fatica non solo a leggere i comandamenti, ma anche a ricordarseli, incominciarono a riassumerli in un unico slogan: quattro gambe buono, due cattivo. 

Dunque, fin dal principio la giusta ed egualitaria dottrina dell’animalismo si trova a dover fare i conti con l’ignoranza degli animali, che si erano sì battuti per una libertà, ma forse non sapevano e non avrebbero mai saputo dare una vera definizione di quella libertà. Ci avrebbe poi pensato qualcun altro a darne una.

Infatti fin da subito i maiali cercarono di riempire quel vuoto, quell’ambiguità lasciata dall’ignoranza degli altri animali. Insomma si posero a capo della fattoria e decisero che, essendo di fatto gli animali più intelligenti, avrebbero amministrato loro il tutto.

I due maiali che si distinsero per bravura oratoria e per una certa dose di autorità furono Napoleone e Palladineve.

Spesso, grazie ai suoi discorsi brillanti, Palladineve si assicurava la maggioranza alle riunioni del Consiglio (organo democratico dove gli animali prendevano assieme le decisioni), mentre Napoleone era più abile nel raccogliere consensi tramite manovre di corridoio. Riscuoteva grande successo soprattutto tra le pecore. Negli ultimi tempi queste avevano preso l’abitudine di belare <<quattro gambe buono, due gambe cattivo>> a proposito e a sproposito, spesso interrompendo con i loro cori le riunioni. 

Palladineve era un maiale intraprendente, ma era in continua combutta con Napoleone. I motivi erano molteplici, ma uno di questo val la pena citare: la costruzione del mulino a vento. Il maiale infatti aveva progettato un mulino a vento, corredato di dinamo, che avrebbe portato nella fattoria l’energia elettrica e avrebbe dato la possibilità agli animali di lavorare solo tre giorni alla settimana. Insomma un sogno, un sogno che venne accolto positivamente dall’assemblea degli animali, se non che il suo rivale, Napoleone, fece un qualcosa che lasciò di stucco tutti i presenti.

Ad un certo punto, quando Palladineve finì il suo discorso, un branco di cani minacciosi uscì all’improvviso dal nulla, nessuno gli aveva mai visti prima, mettendo in fuga il povero Palladineve.

La situazione era quindi cambiata, si era capovolta. Napoleone da quel momento non era più un compagno come tutti gli altri, era ormai un qualche cosa di più. E quel potere superiore gli diedero il diritto, proprio in quel momento, di sopprimere il consiglio degli animali, per far posto a un consiglio dei maiali da lui presieduto, ed eliminare quindi ogni forma di dibattito democratico.

Gli altri animali erano turbati da tutto ciò, alcuni di loro abbassavano le orecchie, altri parevano stupefatti, ma ciò che è davvero interessante notare è come gli animali, nonostante quell’episodio andasse contro i precetti dell’animalismo e della ribellione, non fecero nulla.

L’unico rumore che si iniziò a sentire poco dopo era il belato delle pecore, che a voce altissima intonavano l’unico slogan che sapevano dire: <<Quattro gambe buono, due gambe cattivo>>.

Il resto della storia è ormai palese. Tutti quei Comandamenti sarebbero stati travisati uno a uno da Napoleone e dagli altri maiali. Un maiale in particolare, Piffero, avrebbe ogni volta cercato di fare un’azione di propaganda cercando di convincere gli animali della bontà di Napoleone. Alcuni animali furono uccisi, si tornò ad avere rapporti economici con gli uomini e Napoleone e gli altri maiali non dovevano lavorare nei campi come gli altri animali, loro aspettavano e comandavano.

Insomma, i personaggi di un mondo totalitarista ci sono tutti. C’è Boxer, il cavallo stakanovista, che lavora intensamente, con grande zelo ed è guidato da due motti: ”lavorerò di più” e ”Napoleone ha sempre ragione. Avrà ragione anche quando al cavallo, ormai vecchio e stanco, verrà negata la pensione e verrà venduto al mattatoio e col ricavato verrà comprata una bottiglia di wiskey per il maiale ”Capo”.

Un altro personaggio è Piffero, la propaganda. Molto abile nel far dimenticare agli animali i motivi della rivoluzione e altrettanto abile a raccontare bugie sul conto del ”Capo” tanto da arrivare all’idolatria. Ogni suo discorso finisce sempre con ”volete che torni Mr Jones?”, domanda che porta sempre gli animali a non protestare e lasciare i loro sentimenti nel silenzio.

Poi c’è Palladineve, il capro espiatorio. Personaggio che si rivede solo una volta dopo la cacciata dalla fattoria, ma per tutto il testo viene considerato il colpevole di ogni insuccesso del regime.

Poi ci sono le galline, che provano a ribellarsi al regime, ma vengono oppresse e alcune anche uccise. I cani, che seguono il loro padrone in ogni cosa e sono sempre pronti a sbranare chiunque vada contro il loro capo.

E infine ci sono le pecore, che fin dall’inizio non fanno altro che belare e ripetere tutto ciò che il ”Capo” vuole sentire. Rappresentano quella maggioranza in un sistema totalitario che non riesce ad avere nessun senso critico, e che inevitabilmente diventa carne da macello per il padrone-dittatore.

Questo libro è stato scritto per raccontare che cosa è davvero un totalitarismo. Per far capire come quella voglia di libertà e di uguaglianza non possa realizzarsi nel momento in cui non si ha coscienza davvero di che cosa è quella libertà. Gli animali sono ignoranti, non sanno leggere, solo i maiali sanno farlo. E saranno proprio i maiali a instaurare il regime, perché utilizzeranno la loro intelligenza per cambiare i precetti dell’animalismo e modellarli a loro piacimento e a loro favore. E allora dov’è la libertà? Dov’è l’uguaglianza? Semplice, non c’è, perché per ottenere la libertà e l’uguaglianza serve anche sapere che cosa queste sono. E non è un po’ questa la storia dell’Unione Sovietica?

Dall’esterno le creature volgevano lo sguardo dal maiale all’uomo, e dall’uomo al maiale, e ancora dal maiale all’uomo: ma era già impossibile distinguere l’uno dall’altro. 

Pink Floyd, Animals

copertina animals

Nel 1977 Roger Waters decise di non usare il nuovo album dei Pink Floyd per dare espressione a quei temi generali che avevano contraddistinto gli album precedenti, come l’alienazione e il significato della follia. Questa volta voleva fare un qualche cosa di diverso, un qualcosa di politico, voleva quindi arrivare allo step successivo dell’arte, che all’inizio raffigura solo emozioni semplici e poi via via assume quella maturità che la porta inevitabilmente alla politica.

L’occasione era la generale delusione in Inghilterra sull’operato del governo del partito laburista, che in quel periodo aveva risentito di lunghe lotte intestine.

Orwell in tutto ciò fu di grande ispirazione. Infatti Waters riprese tutti i personaggi della favola orwelliana e li riutilizzò nel suo album. Ma lo fece in modo un po’ diverso rispetto ad Orwell, infatti non aveva nessuna intenzione di descrivere un sistema totalitario, e nella fattispecie quello sovietico. Lui voleva descrivere la decadenza sociale dell’Inghilterra degli anni ’70 e si servì proprio di Orwell.

Credo che il mondo sia un posto fottutamente triste. Mi trovo tagliato fuori da tutto. Sono giorni luttuosi. Le cose non vanno meglio, anzi vanno peggio, e quello degli anni ’70 è un decennio funesto (risposta di Waters a un giornalista)

I personaggi dell’album sono: Pigs (maiali), dogs (cani) e sheep (pecore). Il maiale è l’animale che sovrasta e comanda tutti gli altri. Abusa del proprio potere e diventa quasi una minaccia per tutti gli altri.

you got to stem the evil tide, and keep it all on the inside, Mary you’re nearly a treat, but you’re really a cry

I cani sono invece quegli animali cinici, che vivono solo per rubare un qualche cosa a qualcun altro.

And after a while you can work on points of style, like the club tie and the firm handshake, a certain look in the eye and an easy smile. You have to be trusted by the people that you lie to. So that when they turn their backs on you, you’ll get the chance to put the knife in. 

Le pecore invece sono la rappresentazione della massa. Vengono schiavizzate dal leader di turno e non hanno nessun senso critico.

What do you get from pretending. The danger’s not real. Meek and obedient you follow the leader. 

L’album ebbe grande successo, soprattutto negli stati uniti. Segnava un punto di svolta per la band, un punto di maturità politica. Le opere successive avrebbero continuato a tenere quel profilo socio-politico che non troviamo né in album come The Dark Side of the Moon, né in Wish you were here.

Il maiale volante

Per la copertina dell’album Animals la band commissionò a un’azienda tedesca, che costruiva gli zeppelin, un maiale gonfiabile che sarebbe stato battezzato ”Algie”.

Il maiale, gonfio di elio, avrebbe volato sopra una famosa centrale elettrica londinese, sulle rive del Tamigi, già all’epoca abbandonata, che si chiama Battersea Power Station.

Durante la realizzazione, però, si spezzò il filo che teneva il maiale e questo iniziò a volare per i cieli di Londra, mettendo a rischio il traffico aereo. Alla fine il maiale gonfiabile fu ritrovato in una fattoria, senza che avesse fatto particolari danni.

Il maiale ”Algie” è insieme forse al prisma di The dark side of the moon, uno dei simboli più famosi dei Pink Floyd e avrebbe accompagnato per molto tempo la band nei suoi concerti.

 

 

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.