Homo homini lupus est? La natura umana spiegata dagli Imagine Dragons

L’uomo da sempre si è interrogato sulla propria natura e sugli istinti più primordiali che lo caratterizzano. Siamo animali sociali o solo animali che si muovono per il proprio tornaconto? 

Gli Imagine Dragons, una delle band di maggior successo dell’ultimo decennio, hanno spesso affrontato all’interno dei loro brani temi molto importanti quali l’essenza della natura umana, i suoi caratteri e le sue inclinazioni più ‘animali’. Il singolo “Naturalpubblicato nel 2018, affronta gran parte di questi temi e ci permette di porci vari interrogativi.

Homo homini lupus”: storia di una visione da Plauto a Thomas Hobbes

Come si comporterebbe l’uomo se vivesse senza alcuna imposizione sociale, facendo parlare soltanto la propria natura? È la domanda che si sono posti moltissimi tra filosofi e uomini di cultura di tutte le epoche, senza mai giungere ad una risposta univoca. Una concezione che è stata avanzata nel corso dei secoli è passata alla storia tramite un proverbio, quello dell’ “homo homini lupus”, il cui massimo teorizzatore è stato il filosofo inglese Thomas Hobbes. Tuttavia, prima di capire cosa significa questa espressione nella filosofia hobbesiana, facciamo un salto indietro nel tempo a quasi 2000 anni prima. Correva il 211 a.C. quando Tito Maccio Plauto, uno dei più grandi commediografi della Roma di età repubblicana, scrisse all’interno di una sua commedia, l’Asinaria, la seguente frase:

Lupus est homo homini, non homo quom qualis sit non novit

Un uomo per un altro uomo è un lupo, non un uomo, quando l’uno non conosce quale sia il carattere dell’altro

Plauto fa pronunciare questa frase ad un mercante per giustificare la sua reticenza a prestare del denaro ad uno sconosciuto. Non possiamo di certo pensare che qui Plauto volesse compiere una riflessione tanto ampia al punto di parlare di rapporti umani improntati alla più spietata concorrenza e alla lotta per la vita, – sarebbe un anacronismo il nostro – ma è altrettanto vero che l’idea secondo la quale gli uomini potessero comportarsi tra loro in tale maniera era un concetto già diffuso fra i Latini, come ci testimonia anche il grande Seneca. Tuttavia, pur avendo trovato un antecedente del motto in Plauto, se vogliamo ricercare l’origine dell’homo homini lupus nella stessa forma che conosciamo al giorno d’oggi, dobbiamo compiere un altro salto temporale, questa volta fino al 1500, quando l’umanista Erasmo da Rotterdam scrisse negli Adagia:

Άνθρωπος αντρώπου λυκός, id est Homo homini lupus

Erasmo utilizza prima l’espressione greca per poi equipararla alla sua traduzione latina, creando così il tanto celebre motto. Tuttavia, anche qui l’umanista non vuole far riferimento all’inclinazione alla prepotenza della natura umana, ma il proverbio è espresso in un contesto in cui Erasmo vuole semplicemente dire che un uomo, nei confronti di un suo simile, può essere sia un lupo sia un dio, a seconda che gli faccia del male o del bene.

Lo stato di natura secondo Thomas Hobbes

Thomas Hobbes, uno dei maggiori filosofi inglesi del XVII secolo, dedicò gran parte della sua attività intellettuale alla riflessione circa la natura umana e il ruolo della politica. In uno dei sul scritti più importanti, il De cive, si interroga nello specifico su quale sarebbe la vera natura dell’uomo se quest’ultimo non fosse imprigionato nella gabbia della società civile e si spinge a dire, contestando a piè pari la visione aristotelica dell’uomo quale ζώον πολιτικόν (animale sociale), che ogni essere umano, nel suo stato di natura, si muove egoisticamente per istinto di sopravvivenza e di sopraffazione. Se non esistesse alcuna legge, ogni individuo cercherebbe di danneggiare l’altro, visto come ostacolo per il soddisfacimento dei propri desideri: il potere e il denaro. Di conseguenza, nello stato di natura vigerebbe una perenne guerra di tutti contro tutti. Qual è dunque il ruolo dello Stato in una visione così drammatica? Quello di reprimere gli istinti primordiali dell’uomo, in modo da evitare la guerra e garantire una sorta di convivenza con i propri simili, lo Stato è la forza che costringe la natura lupesca dell’uomo a diventare socievole mediante il timore che deve incutere affinchè sia mantenuta la pace, la sicurezza e la stabilità. Se la società non esistesse, in estrema conclusione, l’uomo rivelerebbe il suo vero essere: un animale feroce che si ciba dei propri simili per il proprio tornaconto.

Leviatano, creatura mostruosa rappresentante simbolicamente lo Stato.

A beating heart of stone”: l’uomo secondo gli Imagine Dragons

Vivere in un mondo che segue la regola di homo homini lupus può tirare fuori il peggio di una persona e, qualche volta, il meglio. […] “Natural” parla di trovare se stessi ed avere la volontà di fronteggiare qualsiasi avversità si pari davanti.

È con queste parole che Dan Raynolds, leader della band americana “Imagine Dragons”, ha presentato il singolo Natural, pubblicato nel luglio del 2018. Il brano fa parte dell’ultimo album in studio del gruppo di Las Vegas, Origins, un progetto discografico che si connette al precedente album Evolve, proponendosi di esplorare tutti i falsi limiti della natura umana senza però mai dimenticarsi delle proprie origini e della propria natura più profonda. In particolar modo, nella canzone Natural trova espressione tutta l’amarezza che ogni uomo può provare in un mondo in cui per sopravvivere “it’s rather be the hunter than the prey”, è meglio essere il cacciatore che la vittima, in cui bisogna pagare un prezzo tanto grande quanto quello di lasciarsi alle spalle i propri sentimenti e diventare “cuori pulsanti di pietra”. È una visione estremamente disincantata e materialistica quella espressa da Raynolds, una quasi accettazione di uno stato delle cose in cui ognuno di noi deve essere disposto e in grado di affrontare qualunque avversità si palesi lungo l’ardua e tortuosa strada chiamata vita. Ma si può mai vivere in un mondo in cui ogni uomo rappresenta un lupo per un altro uomo? No di certo, ne deriverebbe il caos più totale e forse l’invito degli Imagine Dragons è proprio questo, accettare la propria natura animalesca come unica via di scampo, ma allo stesso tempo far in modo che essa permetta di far venire alla luce il meglio di ognuno di noi, la propria forza, il non arrendersi di fronte a nulla, senza però mai intaccare il benessere altrui… insomma, far emergere il proprio natural, il proprio talento naturale.

 

 

 

 

 

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