Il metodo Iene: storia di un programma le cui regole sono quelle di infrangerle tutte

Dagli appostamenti ai test antidroga: perché il programma ideato da Davide Parenti continua a piacere

Nadia Toffa, uno dei volti della trasmissione, scomparsa nel 2019.

Le Iene portano bene, ma anche polemiche. Eppure sono più di vent’anni che la trasmissione continua ad ottenere ottimi ascolti. Nonostante la formula sia prettamente giornalistica, in molti hanno criticato il programma per aver superato ‘il limite’ più di una volta.

IL CODICE DEONTOLOGICO, UN SENTIERO MAI PERCORSO?

Il codice deontologico è un codice di comportamento, generalmente avente efficacia normativa, a cui il professionista deve attenersi per l’esercizio della sua professione. L’Ordine dei giornalisti, insieme ad altri enti e associazioni professionali, ha redatto una serie di protocolli sulle regole della corretta informazione cui il giornalista deve attenersi nello svolgimento della sua professione. Nel 2015 il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha deciso di accorpare tutte le Carte deontologiche in un documento unitario. È nato così il «Testo unico dei doveri del giornalista», entrato in vigore il 3 febbraio 2016. I principi in esse contenuti vanno rispettati anche da chi scrive articoli occasionalmente. Il Testo unico dei doveri del giornalista ribadisce il principio di essenzialità dell’informazione, specificando altresì che è necessaria una previa valutazione dell’impatto della diffusione dei dati per categorie di soggetti in particolari situazioni. Più precisamente, l’art. 3 prevede le principali regole deontologiche su identità personale e diritto all’oblio; nello specifico la disposizione che il giornalista. Ad esempio, il diritto all’identità personale ed evitare di far riferimento a particolari relativi al passato.  Oppure, nel diffondere, a distanza di tempo, dati identificativi del condannato, valuta anche l’incidenza della pubblicazione sul percorso di reinserimento sociale dell’interessato e sulla famiglia. Infine, prestare cautela nel diffondere ogni elemento che possa condurre all’identificazione dei collaboratori dell’autorità giudiziaria o di pubblica sicurezza, soprattutto quando ciò possa mettere a rischio l’incolumità loro e delle loro famiglie. Ora torniamo alle nostre Iene.

Da sinistra Matteo Viviani, Giulio Golia e Filippo Roma.

LE IENE PORTANO BENE (E POLEMICHE)

Nato come programma satirico, i suoi inviati sono diventati ben presto dei veri e propri giustizieri per il loro pubblico. Basti pensare a tutte le volte in cui hanno smascherato truffatori, oppure quando hanno lanciato casi diventati poi nazionali. Eppure, in diverse occasioni sono stati accusati di diffondere fake news e di aver costruito storie create appositamente per creare share, come accadde con la Blue Whale Challenge nel 2017. Dalle telecamere nascoste ai famosi tagli di cui vengono accusati, il programma ha comunque proseguito il suo cammino sopravvivendo ancora oggi, cavalcando l’onda di altri casi come la pandemia da Covid-19 fino ai procedimenti giudiziari relativi alla strage di Erba, causa portata avanti dalla stessa trasmissione con il contributo della iena Antonino Monteleone. Ma sono di più i successi collezionati dal programma o le critiche che hanno cercato di affossarlo? Eppure il ‘metodo iene’ è sempre piaciuto ai suoi telespettatori, probabilmente perché capaci di infrangere le regole di un codice deontologico uscendone puliti. O quasi, viste le innumerevoli condanne ricevute.

IL BELLO, IL BRUTTO E…

Di cause buone (e belle) ne hanno fatte tante, basti pensare alla Terra dei fuochi, l’ILVA ecc. Probabilmente sono i motivo che spingono il programma a continuare ad essere fautore di tante cause sociali. Talvolta, fa anche giustizia. Per non parlare poi dei volti della trasmissione, che sono quelli che tante persone invocano per risolvere i loro problemi. Da Nadia Toffa, scomparsa per tumore qualche anno fa, a quel ‘simpaticone’ di Giulio Golia, la lista è lunga. Basta questo probabilmente come codice di fiducia per proseguire con le loro inchieste, i loro servizi. Già, codice di fiducia, di quello deontologico proseguono invece le verifiche.

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