Kakeguri è un Seinen (fumetto nipponico per adulti) serializzato a partire dall’estate 2017. L’autore, poco noto in Italia, è Homura Kawamoto.

Il tema da cui l’opera trae le mosse è il gioco d’azzardo. Soffermiamoci, però, sulla scelta spaziale; gli eventi si svolgono esclusivamente all’interno del grande istituto Hyakkao.

Il Sistema ‘Hyakkao’

Kirari Momobami è, probabilmente, il personaggio chiave per interpretare Kakeguri. Kirari è presidentessa presso il comitato studentesco dell’istituto Hyakkao, il più prestigioso dell’intero Giappone.

L’istituto vanta due semplicissime regole:

  1. Pagare la presidenza mensilmente, con somme stratosferiche.
  2. Giocare d’azzardo al termine delle lezioni.

Homura utilizza lo Hyakkao come allegoria dell’elitismo accademico nipponico. Accade spesso, infatti, che per garantirsi una buona carriera scolastica, si sia costretti a sacrifici enormi, sin da giovanissimi. L’autore dipinge un quadro autoritario, se non assolutistico.

Il leviatano Kirari e la Paura

Kirari Momobami regge, personalmente, i fili a cui sono legati tutti gli studenti della scuola. Nessuno passa inosservato, lungo i corridoi. Qualora si dovesse perdere al gioco, o ci si rifiutasse di pagare la propria quota?

Si perderebbero i propri diritti fondamentali, divenendo letteralmente ”bestiame’‘. Kirari sembra incarnare il Leviatano di Hobbes: il sovrano assoluto, l’unico a cui affidare le proprie libertà. La figura che detiene i nostri diritti, in nome dell’ordine sociale.

Chi va contro il Leviatano è espulso dal Sistema-Stato. Egli si preclude la possibilità di un’esistenza comunitaria e pacifica.  Analogamente, gli studenti dello Hyakkao giocano d’azzardo non per passione, bensì per paura di perdere tutto, finendo al macero.

Il ritorno allo Stato Di Natura

Tendenzialmente, allo Hyakkao la noia imperversa. Momobami è temuta quanto una dea, dunque nessuno osa discutere l’assetto precostituito. Questo meccanismo è alla base dello Stato di Hobbes: tutti si devono impegnare affinché l’ordine, stabilito dal Leviatano, si mantenga.

Un giorno, però, è la presidentessa medesima a voler ribaltare le carte in tavola. Momobami indice una campagna elettorale aperta, nella quale tutti coloro che fanno parte dell’istituto possono correre per la presidenza.

La cosa buffa è che ogni sfida elettorale non ha regole precise, né limiti di rischio. Di conseguenza, si genera il caos all’interno dei ranghi scolastici. Molti ragazzi rischiano perfino la vita, pur di perseguire l’ambizione massima, il Potere.

Kirari Momobami non fa che proporre, in fondo, l’esperimento mentale dello stato di natura. Nello stato di natura si è dei combattenti solitari, in balia della legge del più forte. Come disse Hobbes: ”Homo homini lupus”

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