Ovidio e Michela Giraud ci insegnano che la verità è che non ti mente abbastanza

Vi è mai capitato di trovare eccezionalmente interessante una persona al primo appuntamento? Beh, ricordate che in amore vince chi mente!

Ginnifer Goodwin in una scena di “La verità è che non gli piaci abbastanza”

“Srotolà a muraglia cinese” è, come ci ricorda Michela Giraud, un bisogno ancestrale irrinunciabile, al punto da spingere qualcuno a creare una tecnica di seduzione infallibile. La tecnica è semplice, è basata sulla menzogna e quel qualcuno è quel mandrillo di Ovidio.

Michela Giraud durante una puntata di CCN

Michela Giraud spiega il “diagramma del ven pe’ poggiallo”

Michela Giraud, comica pregiatissima del Central Comedy Italia, ha sempre una perla di saggezza per tutte le occasioni e per tutti i desiderata e, mirabile dictu auditu narratu, ne ha una anche per le menzogne da primo appuntamento! Eh si, il primo appuntamento è l’occasione più ghiotta per i latin lover o per chi vive semplicemente un periodo di magra.

Diverse sono le tattiche, le regole, le personalità indossate dai predatori affamati durante gli happy hour. L’obiettivo è sempre lo stesso: apparire irresistibili e portare a casa la vittoria! Avete letto bene, esistono delle regole, un manuale di bon ton per brillare al primo appuntamento, ma la tecnica è sempre e solo una: mentire.

Se la Giraud, sempre molto attenta alle tendenze del momento, ci invita a diffidare dell’artificioso travestimento di chi schiera in campo Guccini, Zoro e Internazionale come una triade delfica, il primo latin lover della cultura occidentale fa di più. Ovidio, infatti, è autore dell’Ars amatoria, il primo manuale giocoso e arguto sull’arte della seduzione.

 

Ovidio ci insegna che una menzogna è per sempre

L’Ars amatoria di Ovidio è un’opera di età augustea, apprezzata non solo per il suo carattere fortemente didascalico e lo stile asciutto e distaccato, ma soprattutto per il suo prezioso contenuto. Il primo dei tre libri che compongono l’opera contiene tecniche per conquistare l’animo femminile.

Il seduttore deve saper “tendere le sue reti”. L’amore è un gioco di strategia galante, un’arte che risponde a un codice di regole. Il primo e unico vero comandamento è uno: la finzione. Ovidio esorta gli amanti a diffidare della sincerità, e a preferirle la menzogna: “Devi simulare a parole”, scrive.

Scegliere la preda, avvicinarsi con l’inganno, stringere amicizia con le amiche e le ancelle della malcapitata, sono solo alcune delle dritte offerte dal poeta libertino di Sulmona, che non si risparmia su nulla, nemmeno sulle promesse: “Non importa se sarai costretto a mentire / Giove dall’alto ride degli spergiuri degli amanti / e ai venti di Eolo comanda di disperderli nel nulla”.

La finzione che, dall’età augustea ad oggi, consente al Don Giovanni di perseguire il suo scopo, si concentra in particolare al primo appuntamento, un po’ a tutte le latitudini. La domanda sorge spontanea: esiste una via di scampo per la preda?

 

Justin Long e Ginnifer Goodwin in una scena del film

La verità è che non gli piaci abbastanza?

La risposta è contenuta nel fortunato film “La verità è che non gli piaci abbastanza”. Il film, tratto dal libro di Greg Behrendt e Liz Tuccillo, è diretto da Ken Kwapis e interpretato da un cast d’eccezione.

Il plot ruota attorno a quattro coppie e alle loro traversie sentimentali. Ogni coppia è protagonista di esperienze diversissime, ma sempre reali, di quelle vissute almeno una volta nella vita.  La storia di Gigi (interpretata da Ginnifer Goodwin) è attraversata dalla menzogna dei suoi amanti.

Gigi è una collezionista di seduttori che con lei fingono, che promettono di richiamarla, la lusingano e la fanno palpitare ogni volta con la passione del primo rifiuto. Insomma, ci dà l’impressione di non imparare mai la lezione, almeno fino al giorno in cui non incontra Alex (Justin Long), il suo mentore. Sarà Alex, donnaiolo impenitente e superficiale, a illuminarla sull’universo maschile e i suoi, fin troppo lineari, meccanismi mentali.

Avete presente il detto “conosci il tuo nemico”? Alex, assumendo le vesti di Ovidio, insegna all’ingenua Gigi a riconoscere le mosse del seduttore, a distinguere le frasi da manuale da quelle sincere. Quindi, se vi trovate nell’appartamento di un perfetto sconosciuto ad ascoltare Guccini, tra promesse dal sapore alcolico e riviste ancora intonse di Internazionale, la verità è sempre e solo una: in amore vince chi mente, parola di Ovidio!

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: