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Il latino una lingua morta? 5 curiosità sul perché non è così

La pandemia recente ha portato alla luce molti problemi nell’organizzazione della nostra vuta quotidiana, in ogni ambito. Che si trattasse di quello istituzionale o di quello privato la clausura forzata ha portato alla luce parecchie controversie. Molte di queste riguardano la scuola e tutto il mondo ad essa legata e, non da ultima, la polemica su cosa sia o meno necessario studiare. Le lingue classiche, cioè il latino e il greco, erano già al centro di una dibattito che riguardava la loro utilità. Ma veniamo al dunque e vediamo perché il latino è così necessario allo studente e in quale aspetti delle lingue contemporanee è ancora presente.

1) la lingua italiana

Il latino e l’italiano, si sa, vanno a braccetto. Il secondo è comunemente chiamato come “lo sviluppo del primo”. In realtà, se volete parlare correttamente italiano, vi serve conoscere la grammatica latina, soprattutto quella che riguarda l’uso del gerundio. L’italiano, infatti, lo usa allo stesso modo. È vero che non è un modo che ci sembra comunemente usato, in realtà non è così, anzi, lo usiamo eccome! Facendo attenzione a ciò, infatti, non incorreremo in errori banali di stesura di un testo, soprattutto quando, magari, dobbiamo rédiger e uno per il nostro datore di lavoro.

2) Il francese

Come nel caso dell’italiano, anche il francese deriva dal latino, anzi, fa parte di quelle lingue cosiddette romanze. Ma perché il latino serve per impararsi il francese? Perché questa lingua ha mantenuto quasi tutte le desinenze verbali del latino. La – s e la – t in finale della seconda e della terza persona singolare, il – mur/mos della prima plurale e il nesso – nt della terza plurale. Senza contare che “e” congiunzione è ancora et in francese, come in latino. Ah, e non dimentichiamoci che in una lingua come il francese, dove le “h” e le “y” abbondano, anche sapere un po’ di greco aiuta, poiché esse nella maggior parte dei casi sono traslitterazione proprio da questa lingua (es. Philosophie ha il “ph” perché in greco c’è la φ ma non ha le y perché in greco non c’erano – φιλοσοφια-).

3) L’inglese

Che c’entra l’inglese con il latino? Eh c’entra! Ma più che altro per forma mentis e per l’inglese erudito. Non tanto per quello parlato comunemente, infatti, quanto per quello accademico, che ha termini che vengono dal francese e dal latino stesso. Senza contare che tutti i nomi delle verdure e della nobiltà in inglese sono derivate dal francese per via dell’invasione normanna di Guglielmo il Conquistatore (1066) e i normanni erano francesi.

4) Il tedesco

Lingua per noi spesso pensata come assurdamente difficile, in realtà conoscendo il sistema dei casi latino il tedesco si semplifica moltissimo. Questa lingua ha, infatti, i casi, cosa che noi in italiano abbiamo perso. Costruire un discorso con i casi non è una padsaghiata e conoscere bene questa struttura grammaticale facilita davvero moltissimo le cose al momento di apprendere il tedesco.

5) I dialetti italiani

Curiosità: moltissimi dialetti del sud Italia somigliano davvero al latino! Tralasciando il sardo che è classificato proprio come lingua a parte, nei dialetti siciliani, calabresi, pugliesi, campani e lucani sono presenti moltissime forme latine. A partire dalle forme dei verbi – venisti, facisti, vidisti, mangiasti, tutti perfetti latini, usati ancora con la stessa accezione! Illu, illa, eu, sono pronomi latini (lui, lei, io). Insomma, non proprio un modo per imparare davvero i dialetti, ma sicuramente il latino è un buon vademecum!

 

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