Il Superuovo

Il governo Draghi e la fiducia del Parlamento: vediamo i possibili rapporti del nuovo Esecutivo

Il governo Draghi e la fiducia del Parlamento: vediamo i possibili rapporti del nuovo Esecutivo

Mercoledì 17 febbraio, Draghi si è presentato alle Camere per ottenere la fiducia. Ripercorriamo come si è arrivati a ciò.

Partito Democratico, M5S, Lega, Forza Italia ecc… Quasi tutti gli schieramenti governativi sembrano appoggiare l’ex-presidente della BCE. Ma come è stato possibile tutto ciò? Come possono dei partiti così distanti appoggiare all’unanimità un uomo come Draghi?

Camera e Senato hanno detto (tutti!) di sì al nuovo Esecutivo

Nello scenario politico italiano succede anche questo. Capita che un nuovo personaggio si presenti parsimonioso come il nuovo ‘Re Sole’ all’interno del governo italiano. E non un politico qualunque. Un uomo che ha avuto a che fare per tanti anni con le finanze dell’Unione Europea, in un organo importante come la Banca Centrale Europea. E subito i deputati lo accolgono come una manna dal cielo, dimenticandosi delle sviste e delle ideologie singolari dei partiti di cui fanno parte. In poche parole, riesce a mettere d’accordo maggioranza ed opposizione! Un evento piuttosto inusuale se si pensa che, come dicono i nomi, uno deve fare gli interessi del governo, e l’altro deve invece proporre misure alternative. Tuttavia il Presidente ha bisogno di una mozione votata per appello nominale delle due Camere per ottenere la fiducia, e una comprovata mancanza di essa da parte del Parlamento può mettere il premier sotto nuove elezioni. Il quadro che si presenta perciò è piuttosto confuso. Come ci si è arrivati a questa maggioranza schiacciante?
Tranquilli, non sono ancora presenti delle anomalie all’interno del nuovo Esecutivo. O meglio, togliendo che solamente Fratelli d’Italia è all’opposizione, non sembrano essercene. E che momentaneamente il Movimento 5 Stelle deve ancora provvedere ad un voto sulla sua piattaforma Rousseau, riguardo alla questione di fiducia.

Risultato immagini per parlamento italiano draghi

PD, M5S e Leu hanno formato un nuovo gruppo interparlamentare

Un appoggio che viene dato come certo, è senza dubbio quello della vecchia maggioranza nel Governo Conte bis. Il Partito Democratico ha già da subito risposto presente ad entrambi i giri di consultazione che si sono susseguiti. Lo stesso segretario Nicola Zingaretti ha tracciato una via riguardo alla questione, affermando però che la sua politica sarà alternativa a quella delle destre. Nonostante ciò, nelle file dei democratici si odono anche delle lamentele per quanto riguarda la mancanza di figure femminili del PD all’interno del governo.
Il M5S, come affermato in precedenza, deve risolvere il problema della piattaforma Rousseau. Nonostante abbia vinto il Sì al voto con il 59%, alcuni paladini stanno aizzando i suoi seguaci a non appoggiare il governo Draghi. Un esempio è il ‘condottiero’ Alessandro Di Battista, dalle idee molto variegate (più a destra, eh!) che addirittura ha lasciato il movimento. Lo stesso movimento dove lui ha speso sudore e fatica per costruirsi una carriera fatta di populismo e altre arguzie. Oppure il creatore della piattaforma stessa Davide Casaleggio, che ha accusato Vito Crimi di aver ideato lui il quesito, senza alcuna consultazione. Come se il segretario avesse deciso da un giorno all’altro di ottemperare alle richieste di partito, proponendo sul web il più grottesco dei sondaggi.

Risultato immagini per parlamento italiano draghi
I ‘tre dell’Ave Maria’ del Movimento pentastellato. Ognuno di loro ha una idea differente riguardo al governo Draghi.

La destra italiana: tra delusioni, liberalismo e…Meloni

Tuttavia il governo Draghi non può ancora ritenersi ‘coperto’ da una fiducia a tutto tondo da parte della sinistra italiana. Non finché dall’altra parte avrà partiti come la Lega di Salvini, e Forza Italia di Berlusconi.
Il primo deve la sua dubbiosa aspettativa al nuovo Esecutivo, non tanto per l’improvviso cambio di rotta del Capitano che da “prima gli italiani” è passato a “prima gli europei”. Quanto per il fatto che l’attuale neo-ministro dello sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti abbia un rapporto speciale con Mario Draghi. O meglio, questo è ciò che dice il ministro stesso. Perché a suggerire questa apertura liberale della Lega si pensa che ci sia di mezzo persino il governatore del Veneto Luca Zaia.
Il secondo invece è da sempre un convinto sostenitore dell’ex presidente della BCE. E il rapporto sembra essere reciproco, dati i 3 ministri azzurri inclusi nel governo, che hanno scatenato non poche critiche. La linea liberalista che però sposa Forza Italia, calza a pennello in un esecutivo presieduto da un economista. Seppur i media non hanno dato delle informazioni piuttosto dettagliate, per quanto riguarda la loro reale motivazione sul presunto appoggio.
Solamente Fratelli d’Italia ha confermato la propria posizione contraria. Giorgia Meloni ha dichiarato che il governo è ancora sotto il peso della sinistra, poiché molti ministri sono ancora gli stessi del Conte bis. Di conseguenza il suo partito farà un’opposizione patriottica. D’altronde, il fine giustifica i mezzi. Anche se i numeri non sono alla mano, sia perché FDI ha sfaldato la coalizione di destra, sia perché le proposte messe in campo dalla Meloni sono sempre le stesse figlie di una idea ultra-nazionalista. Che forse l’abbia fatto per farsi vedere di più?

 

Risultato immagini per salvini felpa padania
Un ‘fu’ Matteo Salvini, pienamente fiero delle sue ideologie secessioniste.

Cosa ci dovremmo aspettare da questo nuovo governo?

Al momento, il governo Draghi non piace più di tanto. Siamo ormai tutti rimasti un po’orfani di Giuseppe Conte, e del suo charme da professore universitario di diritto privato. Nonostante ciò, le politiche di Draghi sono considerate tra le più libertarie di Europa, secondo numerosi economisti. Cosa che potrebbe portare a qualche incomprensione tra le ali più radicali del governo. Ma non di certo agli europeisti convinti (vedasi Carlo Calenda ed Emma Bonino).
Persino i ministri non sono visti di buon occhio. Di Maio e Lamorgese ad esempio sono diventati simboli dell’ignoranza e della passività, soprattutto agli occhi dei più conservatori. Viceversa, Brunetta e la Gelmini sono due persone particolarmente disprezzate nella sinistra, per via del loro passato nel governo Berlusconi.
Insomma, poco capiremo dell’andazzo di questo nuovo gabinetto. Restiamo positivi.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: