Il Superuovo

Scopriamo le cause e le conseguenze dell’effetto Bloom viaggiando nella Terra di Mezzo

Scopriamo le cause e le conseguenze dell’effetto Bloom viaggiando nella Terra di Mezzo

Parlando di effetto Bloom, a chi non torna subito alla mente l’interprete dell’elfo più famoso del grande schermo? Eppure non è di Legolas che parleremo, bensì di arte.

Come in ogni ambito professionale e lavorativo, anche nel restauro esistono delle categorie di errori frequenti. Spesso le imperfezioni possono derivare dalla mancanza di prodotti specifici o dalla scarsa sistematicità presente nel settore. L’effetto Bloom è conseguenza proprio di un errore. Scopriamo cos’è e come un restauratore deve interfacciarsi con esso, in compagnia di Legolas.

“Nove compagni. E sia! Voi sarete la Compagnia dell’Anello!”

“Il Signore degli Anelli” è una trilogia è un romanzo epico-high fantasy scritto da J.R.R. Tolkien tra il 1937 ed il 1949. Tutta la storia inizia con una festa, il 111esimo compleanno del sig. Bilbo Baggins, uno hobbit della Contea. Dalla sparizione di Bilbo inizia il viaggio di Frodo, suo nipote, che si trova incastrato in un’avventura assolutamente non programmata. Il giovane parte inizialmente per raggiungere Gran Burrone, dimora di Elrond, uno dei più potenti elfi dei Tempi Antichi, lì sarà incaricato di distruggere l’Unico Anello tra le fiamme del Monte Fato. Al suo fianco ci saranno nove compagni: Aragorn e Boromir dalle terre degli uomini, Sam, Merry e Pipino dalla Contea, Gimli il nano, Legolas l’elfo e Gandalf il grigio. Tra pericoli e battaglie, il coraggioso hobbit dovrà attraversare tutta la Terra di Mezzo per adempiere al suo compito.

Legolas l’elfo, interpretato da Orlando Bloom

Le resine nell’arte e nel restauro

Le resine sono essudati vegetali non solubili in acqua e vengono classificate in base alla loro composizione e provenienza. Sono chimicamente composte da miscele di terpeni di diversa conformazione. Le oleoresine o balsami sono le più tenere e ricche di oli essenziali e vengono impiegate principalmente come adesivi. Essudati più resistenti sono detti resine consistenti e sono tra i componenti fondamentali delle vernici, sia da restauro che artistiche. Le resine fossili, particolarmente dure e di maggior valore, sono chiamate copali e difficilmente vengono usate in restauro, con l’ambra, infatti, vengono realizzati stupendi monili ed opere d’arte. Per la creazione di vernici erano e sono molto usate la resina Mastice e la resina Dammar, due resine consistenti che danno vita ad un film brillante, nonostante tenda a screpolarsi nel tempo.

Goccia di Mastice che fuoriesce da una pianta dell’Isola greca di Chios (migliore fonte della resina Mastice)

L’effetto Bloom

All’atto di trattare con adeguate soluzioni pulenti un’opera d’arte, la prima cosa da fare è rimuovere lo strato di vernice antica steso a protezione dell’opera. La scelta dei solventi migliori è la base di un processo di questo tipo, così come l’analisi chimica dello strato che si va a trattare. Nel caso in cui si procedesse con miscele non adatte ad una vernice a base di resina Mastice si avrebbe il presentarsi dell’effetto Bloom. La reazione consiste nell’opacizzazione della pellicola protettiva e nella comparsa fioriture opache sulla sua superficie. La causa di tutto ciò è, oltre alla tipologia di resina, la scelta di utilizzare un solvente troppo volatile che ammorbidisce la vernice, rendendola permeabile all’umidità ambientale che penetra e resta intrappolata all’interno della vernice stessa. L’umidità modifica le proprietà di solubilità della vernice e la rende insolubile nei solventi normalmente usati per la sua rimozione. L’effetto Bloom è irreversibile e spesso l’unico modo per limitarne gli effetti è sovrapporre uno strato di vernice recente a copertura di quella danneggiata.

Effetto Bloom in alcune opere policrome ©ARTEnet

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