Il giorno del discorso di Martin Luther King ci interroghiamo sulle cause del razzismo americano

M.L. King sognava un’America priva di pregiudizi razziali la cui causa viene analizzata dal sociologo Du Bois.

Oggi, 28 agosto, è l’anniversario di uno dei discorsi più importanti sui diritti degli uomini di colore tenuto difronte all’Lincoln Memorial nel 1963 da Martin Luther King. Qualche anno prima il sociologo Du Bois condusse studi sulla razza e sulla disuguaglianza razziale in America ricercandone le cause.

“I have a dream”

Il 28 agosto 1963 l’attivista Martin Luther King Jr. espose difronte al Lincoln Memorial il suo famoso discorso dedito all’abolizione dei pregiudizi razziali allora presenti in America e tutt’oggi non del tutto scomparsi.                       “… Io ho davanti a me un sogno”- recita il suo testo– “che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza. Io ho davanti a me un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, uno stato colmo dell’arroganza dell’ingiustizia, colmo dell’arroganza dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e giustizia. Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho davanti a me un sogno, oggi! Io ho davanti a me un sogno, che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno fatti piani e i luoghi tortuosi raddrizzati e la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli esseri viventi, insieme, la vedranno. È questa la nostra speranza. Questa è la fede con la quale io mi avvio verso il Sud …”. In questo frammento del discorso di Martin Luther King si può notare il sentimento di angoscia che ha accompagnato per anni di un’intera comunità la quale si è vista calpestare tutti i diritti necessari per ogni uomo. Allo stesso modo le sue parole vengono avvolte da un senso di ottimismo dato dalla speranza di rendere un giorno questo mondo un mondo migliore.

L’analisi di Du Bois sul razzismo

Il sociologo Du Bois, nato e vissuto in America, ha passato la sua vita a dimostrare come la teoria secondo cui la popolazione di colore fosse biologicamente inferiore rispetto alla popolazione bianca, in termini di capacità intellettive, resistenza alla fatica e predisposizione a comportarsi da bravi cittadini, fosse assolutamente falsa. Secondo Du Bois il razzismo creava forti disuguaglianze sociali e un mancato accesso alle opportunità per gli afroamericani, tali mancanze hanno fatto nascere una serie di stereotipi che hanno condannato la popolazione nera d’America. Inoltre, per via di povertà e segregazione sociale, il popolo degli afroamericani era costretto a vivere in comunità povere dove ovviamente vi era un più alto tasso di criminalità accrescendo così gli stereotipi razziali.

La “doppia coscienza”

Un altro concetto formulato da Du Bois è quello della “doppia coscienza” secondo cui la popolazione degli afroamericani, vivendo in condizioni marginali nella società, erano costretti a vivere una doppia vita, una da neri e una da americani. Secondo il sociologo questa doppia coscienza portava una forte sofferenza per la popolazione di colore poiché vedevano sé stessi con gli occhi disprezzanti dei bianchi non riuscendo a conciliare cosi le loro due anime di neri e americani.

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