Il genio creativo dietro al successo della Disney: da Walt fino ai giorni nostri

Un successo dietro l’altro per la Disney. La piattaforma streaming appena presentata in una convention ad Anaheim, fa già sognare.

Disney, un colosso sempre in espansione. Come se non bastassero gli innumerevoli spettacoli lanciati dalla famosa casa di produzione, da poco si è svolta un importante convention ad Anaheim per presentare la piattaforma Disney+.

L’universo Disney in espansione

Se al cinema impazza Il Re Leone e prima Aladdin, Dumbo, La Bella e la Bestia, i sequel Toy Story 4, Frozen 2 e ancora tutta una lista infinita, incompleta che includerà molti altri film che usciranno nei prossimi anni. Una strategia notevole e sicuramente vincente quella attuata dalla Disney. Basti pensare che ad Anaheim sono stati presentati film, storie che arricchiranno la piattaforma streaming per i prossimi due anni e che comprendono i numerosi marchi appartenenti alle produzioni di Walt. Marchi di un certo spessore se si pensa a Marvel, Pixar, Star Wars, National Geographic. Nomi importanti che spesso hanno monopolizzato e colonizzato le classifiche degli incassi. Avengers: Endgame, colossal Marvel e distribuito dalla Disney, è diventato il film più visto di sempre. È la pellicola con le più alte entrate nella storia del cinema, superando Avatar. A 6.99$ al mese, dal 12 novembre negli USA, si potrà accedere a titoli che hanno fatto sognare numerose generazioni e adesso si ripropongono ai giovanissimi che sembrano ugualmente soggiogati dalla magia di Topolino&co.

Il genio creativo dietro al successo della Disney: da Walt fino ai giorni nostri
Walt Disney

La magia di Walt Disney

Un tempo quando si pensava al mondo Disney, lo si associava ai cartoon e ai parchi a tema. Le cose sono notevolmente variate. Non è solo l’innumerevole lista di film, serie tv e altro a far volare alta l’immaginazione ma anche la proposta che, con uno sguardo sempre al passato, pare far felice grandi e bambini. Aldilà dei remake, live action dei grandi “classici” del passato, ci saranno serie tv sull’Universo Marvel, fra tutti Loki e Wanda e Visione, finalmente avremo filoni dedicati a Obi Wan Kenobi con Ewan McGregor. Insomma un mondo magico targato Disney che non smette di stupire. Una magia che fin dagli albori ha caratterizzato questa casa di produzione. Il creatore di tutti questi magnifici personaggi animati, Walt Disney, era un instancabile visionario. Cresciuto in miseria, conobbe subito il duro lavoro. Aiutava il padre a consegnare i giornali prima e dopo la scuola gratuitamente naturalmente. La sua natura da intrattenitore e creativo venne subito a galla e l’accompagnò per sempre. La velocità con cui passava dal creare una figura dietro l’altra, un racconto dietro l’altro, gli permetteva anche di non lasciarsi turbare quando gli rubavano un personaggio. È il caso di Oswald The Lucky Rabbit. Vi sovviene? A me no. Storia diversa è il secondo soggetto disegnato da Walt: Mickey Mouse. E così è andato avanti, un susseguirsi di cartoni animati, una quantità di successi innumerevoli, che pur se con qualche battuta d’arresto, non ha mai scalfito il genio creativo del padre di tutti gli eroi disneyani.

La creatività

Difficile dare una spiegazione al concetto di creatività, ci viene facile magari riconoscerla ma non definirla. Lo psicologo statunitense Jerome Seymour Bruner vede nella scoperta di qualcosa di nuovo un principio fondamentale che permette di attivare un processo creativo. Così la curiosità, ma anche la rivelazione di qualcosa di inaspettato ci portano ad attivare quei meccanismi che liberano l’immaginazione e la fantasia. Secondo il modello associazionista, la creatività è figlia proprio di quelle unioni non ovvie, affatto scontate, diciamo “sui generis”. Una penna per noi potrebbe essere semplicemente un mezzo per scrivere, tuttavia potrebbe essere la leva che solleva il mondo, un bisturi improvvisato e molto altro ancora. Secondo lo psicologo Richard E. Mayer, invece, l’estrosità è strettamente connessa al rapporto con l’ambiente esterno. La capacità di attingere comportamenti dal nostro repertorio e di metterli in atto in modo inusuale. Ciò che normalmente viene chiamato creatività, in psicologia diventa pensiero divergente, ovvero la capacità di produrre una serie di possibili soluzioni alternative a una data questione. Per Joy Paul Guilford, la divergenza è caratterizzata da tre indici:

  • fluidità: valuta la numerosità delle idee prodotte;
  • flessibilità: rappresenta la capacità di adottare strategie diverse e l’elasticità nel passare da un compito a un altro che richieda un approccio differente;
  • originalità: attitudine a formulare idee uniche e personali, differenti da quelle prodotte dalla maggioranza.

Tre aggettivi che certamente qualificano il mondo Disney, sia che si parli del leggendario Walt sia che si parli dei giorni nostri.

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