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Walt Disney: l’uomo che ci ha insegnato a sognare

Walt Disney: l’uomo che ci ha insegnato a sognare

Due giorni e 117 anni fa, a Chicago, nasceva Walt Elias Disney. Lui, l’uomo che ha fatto imparare a milioni di persone che ‘if you can dream it, you can do it’ (se puoi sognarlo, puoi farlo). Il padre di Topolino e creatore di centinaia di personaggi intramontabili ed unici, destinati a regnare per sempre nei cuori di tutti.

Chi non ha mai sognato di essere protagonista di uno dei suoi film? O chi non si è mai ritrovato a cantare a memoria una delle canzoni del suo cartone animato preferito? Walt Disney è stato l’eroe di una moltitudine infinita di bambini che hanno passato l’infanzia davanti alle sue videocassette, avendo i brividi ogni volta che il brillante castello azzurro compariva sugli schermi.

La statua di Walt Disney con Topolino al Disney World

Insomma, Walt Disney è riuscito in 65 anni di vita a creare un impero, fatto di storie e di sogni che accompagnano generazioni intere. Ma chi era esattamente il signor Disney?

 

La vita di un mito

Walt Disney nasce a Chicago in una famiglia di origini europee e canadesi. Fin da ragazzo dimostra una grande passione per l’animazione, tanto da diventare illustratore del suo liceo. Dopo aver partecipato alla prima guerra mondiale, inizia a lavorare in un’agenzia pubblicitaria, definendosi un animatore. Viaggia molto, e cambia più città, fino a quando si trasferisce a Hollywood dal fratello Roy Oliver, con il quale fonda il Disney Brothers Studio, che poi diventerà Walt Disney Productions.

Qui creerà Oswald il coniglio fortunatoTopolinoPaperino ed inizierà la lunga storia dei suoi lungometraggi animati. Biancaneve e i sette nani è quello che darà inizio alla leggenda, nel 1937. Dopo il contestato ma enorme successo del film animato, si affacciano gli anni quaranta, durante i quali lo zio Walt collabora con il governo creando pellicole di propaganda. Ma soprattutto, verso la fine del decennio, Disney inizia a rendere concreto un suo progetto: quello di creare un parco di divertimenti a tema, ‘il luogo più meraviglioso sulla faccia della terra‘. Nel 1955 apre infatti sulla West Coast Disneyland.

Walt Disney in tutta la sua carriera ha ricevuto 59 nomination agli Oscar, vincendone 26

L’avventura di Walt continua. Inizia a produrre sempre più lungometraggi e ad abbozzare l’idea di un nuovo parco di divertimenti, questa volta dall’altra parte degli States. Purtroppo però, non vedrà mai la luce del Walt Disney World ad Orlando, perché morirà nel dicembre del 1966 a causa di un collasso cardiocircolatorio, rendendo secondo Ronald Reagan il mondo un po’ più povero.

 

Le controversie

Il signor Disney è un uomo che nel corso della sua vita ha creato una delle più grandi fette dell’intrattenimento nella storia del cinema. Allo stesso tempo, però, si è anche fatto protagonista di numerose controversie. Walt Disney è stato infatti accusato di antisemitismo e razzismo, accuse dalle quali la famiglia ed i conoscenti lo hanno sempre difeso dopo la morte.

Spezzone del cortometraggio di propaganda antinazista ‘Der Fuehrer’s Face’ del 1943

Secondo il biografo Neal Gabler, l’unica colpa di Disney era stata quella di associarsi con le persone sbagliate, ma non con le loro idee. La presenza di alcuni dettagli di dubbia moralità presenti in certe sue produzioni, però, avvalorerebbero la tesi razzista. Ancora una volta Gabler ritiene solo che il creatore di Topolino avesse la tipica mancanza di tatto della sua epoca. Inoltre, anche la testimonianza di suoi numerosi collaboratori e dell’animatore afroamericano Floyd Norman andrebbero a mandare a picco queste malevole teorie. Secondo Norman ‘il suo trattamento delle persone – e con questo intendo tutte le persone – può solo definirsi esemplare‘.

 

L’inizio della leggenda: Biancaneve e i sette nani

Ritornando al suo successo cinematografico, come si è già detto Biancaneve e i sette nani è il primo lungometraggio Disney.

La sua storia è piuttosto travagliata. Da molti fu infatti denominato ‘La follia Disney’ a causa dell’enorme budget necessario per la sua produzione, e anche Roy cercò di far cambiare idea al fratello, cercando di convincerlo a continuare nella produzione di cortometraggi. Le tecniche erano troppo dispendiose e Walt Disney stesso, non volendo arrendersi, fu addirittura costretto ad ipotecare la propria casa nel tentativo di ricoprire le spese.

Nonostante tutto questo scetticismo (e 1.500.000 dollari dopo), il primo dei grandi classici targati Walt Disney vede la luce nel 1937, diventando record di incassi e valendo al suo creatore l’Oscar alla carriera. Anni dopo sarà definito come ‘culturalmente, storicamente o esteticamente significativo’ e rientrerà nella lista dei 100 più grandi film americani di tutti i tempi dell’American Film Institute.

Biancaneve e i sette nani

Ma perché Biancaneve è così importante? Sicuramente perché ha iniziato il cinema ad una serie di tecniche specifiche, come quella del cel animation. Inoltre è stato il primo film d’animazione non solo dello studio Disney, ma anche degli Stati Uniti, ed il primo ad essere interamente a colori. Inoltre, è stato il film con i maggiori incassi del 1938 e figura tra i primi dieci di maggior successo economico della storia cinematografica americana.

Biancaneve è stata la pioniera dei film dell’intrattenimento, motivo di ispirazione di altre opere (come ‘Il Mago di Oz’), ma soprattutto il simbolo della grinta di Walt Disney. Per realizzarlo, Walt ha dovuto rischiare molto, ma ha dimostrato che effettivamente, se si può sognare, si può fare.

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