Il genitore di una ragazza che attiva atteggiamenti di bullismo a scuola, scoperta, viene costretta dal padre a fare 8 km di camminatta: il tragitto dalla propria casa alla scuola.
Nonostante il freddo e la derisione del padre,il quale ha postato il video sui social, scrivendo che molti potrebbero essere in disaccordo; ci chiediamo se sia davvero la soluzione al problema scolastico del bullismo.
Il fenomeno dei bulli, diffusissimo in molte scuole, é caratterizzato sa vessazioni fisiche e/o psicologiche che rendono opprimente la vita scolastica del malcapitato.
I bulli prendono come bersaglio una caratteristica della vittima, la quale già ne soffre, come altezza, peso oppure il rendimento a scuola.
Il bullo in sé,nella realtà di tutti giorni, ha una vita che va contro la società.
Questa “maschera“, o anche sfumatura di personalità é dovuta a varie motivazioni soprattutto ambientali:
- Situazione familiare stressante.
- Bassa autostima del ragazzo, mascherata da un carattere burbero.
Ci sono, peró, anche cause biologiche: il sistema cognitivo dell’ adolescente é ancora immaturo, per questo la capacità di inibire comportamenti istintuali é ancora piccola.
E anche una causa psicoanalitica: una crescita della componente antisociale o borderline della personalità.
Come combatterlo?
Di sicuro, metodi poco ortodossi come questo attuato dal padre della ragazza sono poco consigliati.
L’ idea sarebbe quella di attuare un progetto nelle scuole, nel quale, attraverso “giochi” come il role-playing (mettersi nei panni dell’ altro), i ragazzi possono rendersi conto che questi comportamenti dovuti a pulsioni non sono norma della società e che é sbagliato punire l’ altro per un motivo che é inesistente e che, agli atti, non lede la libertà di nessuno,specialmente del bullo.

Mattia Mancini