Who wants to live forever? Forse un giorno arriveremo a non invecchiare più o a vivere per sempre come nel mondo di Nemo Nobody.

Con questo fantascientifico film di Jaco Van Dormael abbiamo finalmente la percezione che il tempo che passa non è più un problema e che l’invecchiamento umano è un processo potenzialmente reversibile. Il progresso scientifico potrebbe quindi invertire questo, per adesso, inevitabile destino.
MR. NOBODY, L’ULTIMO UOMO MORTALE SULLA TERRA
Mr. Nobody, pellicola uscita nel 2009, narra la storia di Nemo Nobody, interpretato da Jared Leto. Nemo è un uomo di 118 anni ed è l’ultimo essere umano sulla Terra destinato a morire. L’ultimo perché ormai, nel 2092 (anno in cui è ambientato il film), la razza umana ha raggiunto l’immortalità attraverso un processo chiamato “telomerizzazione”. Tale processo permette il continuo rinnovamento cellulare evitando all’organismo di invecchiare e quindi andare incontro alla morte. L’ultracentenario diventa il protagonista di un reality sulla sua vita, cerca di raccontare al pubblico il suo passato e le sue molteplici scelte. Come tutti Nemo si è ritrovato a dover scegliere delle direzioni, le quali mescolandosi alla casualità della vita l’hanno portato fino a questo punto. Il film appare confusionario poiché segue linee narrative che a seconda delle decisioni prese dal protagonista cambiano il corso degli eventi. Mr. Nobody ebbe la sua prima mondiale alla 66a Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia (attualmente in esecuzione la 78a) e fu molto acclamato dalla critica.

COME PROCEDE L’INVECCHIAMENTO?
Con il progredire dell’età il nostro organismo va incontro all’invecchiamento, ovvero a molteplici cambiamenti a livello cellulare e di conseguenza anche dei tessuti e degli organi. Tutti questi cambiamenti portano lentamente al decesso (morte naturale) e inoltre possono rappresentare un fattore di rischio per molte malattie (con conseguente morte legata alla malattia). È un progressivo e complesso processo biologico che inizia intorno ai 30 anni d’età e comporta un lento decadimento che indebolisce il corpo e rallenta le funzioni fisiologiche. Le cellule vecchie sono destinate ad una morte programmata, chiamata apoptosi, per permettere alle nuove cellule di prendere il loro posto. Inoltre le cellule possono dividersi per un limitato numero di volte e questo dipende dai geni. Ogni volta che una cellula si divide una piccola porzione di DNA che si trova alla fine dei cromosomi, il telomero, si accorcia un po’. Dopo ripetute divisioni i telomeri diventano così corti che la cellula non riesce più a dividersi, tale condizione è denominata senescenza cellulare. Una cellula può essere condotta alla morte anche in caso di danneggiamento dovuto a sostanze nocive, radiazioni, farmaci, luce solare. Il funzionamento degli organi è direttamente correlato allo stato in cui versano le cellule che lo compongono. In alcuni organi, come testicoli, ovaie, fegato e reni le cellule che smettono di funzionare non sono sostituite e il loro numero diminuisce, diminuendo non può continuare a funzionare correttamente.

È POSSIBILE INTERVENIRE?
Tra i responsabili dell’invecchiamento troviamo: l’accumulo di danni al DNA, l’aumento della produzione di ROS, l’accorciamento progressivo dei telomeri e la disregolazione epigenetica. Nel film si fa riferimento al processo di telomerizzazione per contrastare la vecchiaia che avanza, ciò significa che alla fine della replicazione del DNA di un cromosoma vengono aggiunte lunghe ripetizioni di corte sequenze di DNA. Quest’aggiunta serve a proteggere la parte terminale del filamento poiché la DNA polimerasi (enzima che copia il DNA) copiando uno dei due filamenti perde la porzione finale. La telomerasi è l’enzima che aggiunge queste sequenze di DNA non codificante (non viene tradotto in proteine) all’estremità dei cromosomi eucariotici, quando vi è una perdita di funzionalità di questi enzimi si va incontro all’invecchiamento. Per alcuni autori l’invecchiamento umano è un processo potenzialmente reversibile, promuovendo il ringiovanimento delle cellule e prolungando la vita dell’organismo. In un recente studio è stata studiata la riprogrammazione cellulare attraverso l’espressione dei “fattori di Yamanaka”(OSKM: Oct4, Sox2, Klf4,Myc). Questi fattori sono stati utilizzati per promuovere il ringiovanimento delle cellule, permettendo la riprogrammazione cellulare alla pluripotenza, invertendo il processo di invecchiamento. Nei risultati dello studio si dimostra che questo rimodellamento dell’espressione a breve termine dei fattori di Yamanaka permette di “ringiovanire” le cellule murine e umane.
