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Cosa fa lo psicologo del lavoro? Comprendiamolo aiutandoci con il film “Yes Man”

Cosa fa lo psicologo del lavoro? Comprendiamolo aiutandoci con il film “Yes Man”

Lo psicologo del lavoro è una figura che sta prendendo sempre più piede nel campo aziendale. Ma di cosa si occupa nello specifico?

Lo psicologo del lavoro è una figura che, all’interno della dinamica aziendale, si occupa del rapporto con e tra le risorse umane.

Questo si identifca bene in 5 aree specifiche: l’assunzione, la formazione, lo sviluppo, la promozione delle capacità e l’organizzazione del team.

Lo psiocologo del lavoro è quindi una figura complessa che richiede capacità tecniche ed umane trasversali.

I compiti dello psicologo del lavoro: la formazione

Una delle competenze richieste ad uno psicologo del lavoro è la formazione.

La formazione è un concetto molto ampio che comprende sia l’analisi dei bisogni (quindi la ricerca del “quale competenza” è carente nello staff) che l’atto formativo in sè. La formazione per adulti viene definita andragogia.

Essa non comprende necessariamente le hard skills specifiche di determinate professioni (ovvero quelle competenze tecniche che possono mancare in un team come la conoscenza approfondita di programmi specifici, la conoscenza di una lingua straniera, oppure semplicemente il saper utilizzare un macchinario) ma anche le soft skills.

Si definiscono soft skills quelle competenze trasversali, note anche come competenze comuni o competenze di base, che sono desiderabili in tutte le professioni.

Queste abilità sono, tra le altre, il pensiero critico, la risoluzione dei problemi, il parlare in pubblico, la scrittura professionale, il lavoro di squadra, l’alfabetizzazione digitale, la leadership, l’atteggiamento professionale, l’etica del lavoro, la gestione della carriera e la fluidità interculturale.

Il ruolo dello psicologo del lavoro in questo caso è individuare il problema e mettere in atto dei corsi di formazione per risolverlo, o come docente diretto o invitando/commissionando docenti esterni specifici del campo richiesto.

I compiti dello psicologo del lavoro: la selezione del personale

La selezione del personale di un’azienda può attraversare vari step, e in questi step posson intervenire più ruoli:

  • l’agente o l’agenzia interinale;
  • il recruiter esterno (consulente) o interno;
  • i capi reparto o i manager (e in alcuni casi, l’amministratore delegato o il CEO);
  • e lo psicologo del lavoro.

A volte il colloquio con uno psicologo è previsto dalle politiche aziendali, altre volte viene utilizzato solo per ruoli particolarmente critici.

Si tratta di un approfondimento per capire non solo i punti di contatto tra la persona e la posizione, ma anche il grado di sintonia con il clima e la cultura aziendale.

Nel corso di questo incontro vengono indagate soprattutto quattro aree:

  • Metacapacità, cioè le forze interne a cui il candidato sa attingere nei momenti critici;
  • Capacità di ragionamento e di problem solving;
  • Motivazione intrinseca al lavoro e determinazione personale;
  • Gestione delle relazioni

Il colloquio con lo psicologo segue uno schema libero e le domande si susseguono rispetto a quanto emerge dall’incontro. Il tutto cercando di proporre al candidato riflessioni strettamente personali su determinati aspetti. (Fonte: Il recruitment e i due punti di vista)

Altro step, una volta assunta la persona, è l’onborading aziendale, ovvero indirizzare strategicamente orientamento dei nuovi assunti con lo scopo è di favorirne l’inserimento in azienda.

Lo sviluppo e la promozione delle capacità

Per quanto riguarda lo sviluppo delle risorse umane, lo psicologo del lavoro ha il compito di monitorare il clima che si respira in azienda oltre a valutare se vi sono persone che potrebbero avere dei margini di crescita. Questi margini, per un motivo o per un altro, non si stiano colmando e quindi è necessario l’intervento dello psicologo del lavoro.

Questo perchè sia apportare modifiche organizzative a favore di un ambiente più sereno (in termini tecnici “benessere organizzativo”) e positivo che intervenire sul singolo, per esempio con corsi di formazione specifici, potrebbe generare benefici sia in termini di produttività sia in termini di crescita economica (attraverso un maggior risparmio oppure con aumento delle entrate dovute ad un lavoro “ben fatto”).

Un esempio simpatico nel cinema è Carl Allen nel film Yes Man (interpretato dal mitico Jim Carrey) che vivendo positivamente la sua vita personale e instaurando un simpatico rapporto con il capo Norman (interpretato da Rhys Darby) riceve una promozione perchè ha aumentato la sua produttività personale e di conseguenza arricchito le casse dell’azienda stessa.

La promozione delle capacità è quell’area dell’azienda che si occupa nel premiare (e nel caso negativo, tagliare) quelle persone che in termini di produttività stanno generando benefici all’azienda ma che in quel momento non stanno ricevendo lo stipendio ageguato oppure non stanno assumendo ruoli di maggiore responsabilità (nonostante le capacità).

La promozione, come dice la parola stessa, non è altro che il conferimento di un grado superiore nell’ambito di un ordinamento gerarchico delle qualifiche, delle funzioni, delle responsabilità e quindi dello stipendio.

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L’organizzazione del team

Come ultimo ruolo abbiamo l’organizzazione del team. Questo passa quasi sempre dalla somministrazione di test psicologici insieme a colloqui specifici.

In questo modo si può comprendere se una determinata persona, con specifiche caratteristiche tecniche ma soprattutto caratteriali, è collocata nel giusto ruolo all’interno di una dinamica aziendale.

Un esempio banale potrebbe essere una persona con un carattere molto solitario estremamente produttivo che si ritrova a collaborare con 15 persone in una stanza estremamente confusionaria.

Oppure il contrario una persona estremamente socievole racchiusa tra quattro mura in un ruolo solitario e indipendente.

Entrambi, con una differente collocazione nel mondo aziendale, potrebbero essere più produttivi per l’azienda e vivere meglio il loro rapporto con il lavoro.

Chi si occupa di comprendere queste dinamiche e riorganizzare il team di lavoro è lo psicologo del lavoro.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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