Il Superuovo

Il film Haunt e la selva di Tasso insegnano a fronteggiare i nostri mostri

Il film Haunt e la selva di Tasso insegnano a fronteggiare i nostri mostri

Nella vita possiamo far finta di essere coraggiosi quanto vogliamo; ma tutti noi abbiamo un punto debole, una paura di fronte alla quale scappiamo a gambe levate. Tasso, Scott Beck e Bryan Woods ce lo dimostrano!

Ognuno di noi ha un mostro che abita al suo interno. Esso può essere nato a causa di un lutto, di una scelta sbagliata oppure di un errore commesso che promettiamo non accada più. L’importante però non è tanto riuscire a sconfiggerlo, quanto sottometterlo alla nostra razionalità: sapere che è presente, e che potrà tornare sotto varie forme nel corso della nostra vita. Non occorre ucciderlo, basta non farsi cogliere impreparati.

GERUSALEMME LIBERATA: ELEMENTI HORROR

Bene contro Male. Dio contro Satana. Angeli contro Demoni. Questo è il vero combattimento presente nella “Gerusalemme Liberata” di Torquato Tasso (1544-1595). Il poeta introduce una vera e propria dimensione horror con la presenza delle potenze infernali, basti pensare al IV canto che si apre con il concilio indetto da Lucifero per contrastare gli esiti fortuiti dei cristiani. Tasso opera una vera e propria descrizione inquietante nei confronti degli “dèi dell’Abisso”:

Tosto gli dèi d’Abisso in varie torme
concorron d’ogn’intorno a l’alte porte.
Oh come strane, oh come orribil forme!
quant’è ne gli occhi lor terrore e morte!
Stampano alcuni il suol di ferine orme,
e ‘n fronte umana han chiome d’angui attorte,
e lor s’aggira dietro immensa coda
che quasi sferza si ripiega e snoda.

Stesso discorso vale per Satana:

Orrida maestà nel fero aspetto
terrore accresce, e piú superbo il rende:
rosseggian gli occhi, e di veneno infetto
come infausta cometa il guardo splende,
gl’involve il mento e su l’irsuto petto
ispida e folta la gran barba scende,
e in guisa di voragine profonda
s’apre la bocca d’atro sangue immonda.

Qual i fumi sulfurei ed infiammati
escon di Mongibello e ‘l puzzo e ‘l tuono,
tal de la fera bocca i negri fiati,
tale il fetore e le faville sono.

[…]

A differenza dell’horror contemporaneo, qui la creatura sovrannaturale è presentata, non c’è il cliché del “vedo – non vedo”. Richiama perciò film di genere dei primi decenni del ‘900, dove il mostro subito fa la sua comparsa e si capisce che sarà il nemico contro il quale gli eroi si scontreranno. Altra differenza è che nell’horror dei giorni nostri il buono raramente vince, o se vince è spesso una “vittoria di Pirro”(pensiamo ad esempio a The Collector o alla saga Saw).

GERUSALEMME LIBERATA: LA SELVA INCANTATA

Il mago Ismeno getta un incantesimo nella selva di Saron affinché i cristiani non riescano a cogliere legna per costruire una nuova grande torre per dare l’assedio ai pagani. Chiunque si rechi nella selva avrà visioni sulle sue paure più recondite. All’inizio Goffredo invia dei fabbri ma essi appena entrati nella foresta si imbattono in dei fantasmi, perciò decidono di tornare indietro. Partono per la missione dei cavalieri: passano i fantasmi, ma si spaventano a causa di un suono. Goffredo invia allora Alcasto (uom di temerità stupida e fera). Superati i primi due ostacoli ecco che gli si staglia davanti un enorme fuoco dalle forme di mura, è la città di Dite dalla quale fuoriescono demoni. Anche il terzo tentativo fallisce. Ora è il turno di Tancredi. Supera tutti e tre gli ostacoli fino a che giunge ad uno spiazzo con al centro un grande cipresso. Sente dei lamenti provenienti dall’albero, perciò “tragge” la spada e “con gran forza percote l’alta pianta”. Essa comincia a sanguinare ed emette la voce della donna da lui uccisa in precedenza, Clorinda.

NOI SIAMO IL MOSTRO DI NOI STESSI

Ciò che accade a Tancredi non è reale: è come se fosse prigioniero di un incubo dove emergono i mostri che popolano la sua psiche. L’albero dal ramo reciso che sanguina è una figura che richiama autori che hanno trattato di discese agli inferi: pensiamo al Canto XIII di Dante, oppure all’episodio dell’Eneide virgiliana. Scendere nelle profondità della terra è utile a rinsaldare le loro forze per la missione che devono compiere. Tancredi però non discende negli inferi, ma all’interno di sé: vede ciò che lo tormenta. E’ lui ad aver ucciso Clorinda: è lui il mostro del quale ha paura, andando a confermare la citazione di Wes Craven, noto regista horror: “il primo mostro con cui potete spaventare il pubblico siete voi stessi”.

HARPER DI “HAUNT – LA CASA DEL TERRORE” E’ UN MODERNO RINALDO

Dopo le quattro spedizioni fallite è il turno di Rinaldo, il quale liberatosi dagli incantesimi della maga Armida è tornato sul campo per combattere al fianco dei cristiani. Il giovane ormai ha condotto esperienze che lo hanno portato a una completa maturazione, perciò non si lascia ingannare dalle apparizioni e riesce a tornare all’accampamento con il legname. Infatti all’interno della selva egli viene a contatto con l’apparizione di Armida che cerca di sedurlo, ma è abbastanza forte da respingerla. In questa parte sembra di essere all’interno di un videogioco: dopo aver sconfitto i mostri piccoli, ecco che si palesa il gigante per lo scontro finale.

Egli alza il ferro, e ‘l suo pregar non cura;
ma colei si trasmuta (oh novi mostri!)
sí come avien che d’una altra figura,
trasformando repente, il sogno mostri.
Cosí ingrossò le membra, e tornò oscura
la faccia e vi sparír gli avori e gli ostri;
crebbe in gigante altissimo, e si feo
con cento armate braccia un Briareo.

Cinquanta spade impugna e con cinquanta
scudi risuona, e minacciando freme.
Ogn’altra ninfa ancor d’arme s’ammanta,
fatta un ciclope orrendo; ed ei non teme:
raddoppia i colpi e la difesa pianta
che pur, come animata, a i colpi geme.
Sembran de l’aria i campi i campi stigi,
tanti appaion in lor mostri e prodigi.

In “Haunt – La casa del terrore” la protagonista Harper è una ragazza che ha subito vari traumi: la violenza del padre che si sfogava picchiando la madre, e il suo fidanzato Sam che sembra avere le stesse tendenze aggressive del padre. Infatti l’amica Bailey cerca di convincere Harper a lasciare Sam per la comparsa di un altro livido sul suo volto. Le due amiche si recano insieme ad altri loro compagni ad una festa a tema horror, dalla quale si sposteranno per raggiungere una casa del terrore che aveva fatto una grande pubblicità in città. Naturalmente sono intrappolati nel percorso e cominciano ad avere il sospetto, sempre più confermato col procedere della storia, che le uccisioni non sono finzioni ma accadono realmente! SPOILER (per chi è curioso di guardare il film consiglio di non leggere oltre): dopo aver affrontato tutti i mostri e le paure interne alla casa, Harper e un ragazzo, sono gli unici sopravvissuti. Ha sconfitto i mostri che popolano la propria psiche: un assassino vestito da Diavolo viene ucciso in una stanza che richiama la sua cameretta, indizio che può far propendere lo spettatore a pensare che sia tutto frutto di un incubo, come in Tasso. La ragazza però mentre è ricoverata all’ospedale intuisce che il capo degli assassini non è morto ed è passato a trovarla. Architetta perciò una serie di trappole, e riesce a catturare l’uomo con la maschera da pagliaccio. Come Rinaldo, anche lei è una donna che ha fatto i conti con il proprio passato ed è pronta a rimettersi in gioco più forte di prima.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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