Il fantasma spaziale nella Via Lattea

Il fantasma spaziale nella Via Lattea

4 Agosto 2018 Off Di Francesco Rossi

Hbh 3 è un agglomerato di gas bollente generato dall’esplosione di una supernova, esplosione avvenuta presumibilmente un milione di anni fa. La sua prima osservazione risale al 1966 ed è stato da subito considerato un vero e proprio primato cosmologico.

Hbh 3

Hbh 3, fonte: media.inaf.it

Nella foto sono visibili della ramificazioni rosse, esse sono molecole di gas ad altissima temperatura, perché eccitate dall’energia prodotta dall’esplosione della stella che è poi degenerata in una supernova. L’immagine è stato catturata di recente, usando il potentissimo telescopio spaziale Spitzer, di proprietà della Nasa.

La massa bianca e centrale, invece, è formata da zone chiamate, in gergo, nursery stellari, delle zone dove, grazie ad una densità molto elevata di materiale cosmico, si vengono a creare delle nuove stelle. Queste zone, in particolare, sono chiamate W3, W4 e W5. La parte di vicina della nube si trova a 6400 anni luce dalla Terra, ed è quindi per questo che è stato necessario uno strumento potente come lo Spitzer per riuscire a catturare una sua immagine a risoluzione molto elevata.

Gli anni luce

Diametro della Via Lattea

Diametro della Via Lattea, fonte: slidesharecdn.com

Gli anni luce, a differenza di quanti alcuni possono pensare, non è un’unità di misura del tempo, bensì dello spazio. La sua definizione formale, infatti, è: “L’anno luce (ly o al) è un’unità di misura della lunghezza, definita come la distanza percorsa dalla radiazione elettromagnetica (luce) nel vuoto nell’intervallo di un anno.”

Un anno luce, quindi, è pari alla distanza che la luce (cioè la “cosa” più veloce conosciuta) riesce a compiere nell’unità di tempo (il secondo), cioè un anno luce corrisponde a 299.792,458 chilometri al secondo (km/s).

Ciò significa che, quando noi guardiamo in un punto molto lontano dello spazio, come per esempio Hbh 3, non vediamo ciò che sta accadendo ora in quel punto, bensì, ciò che è accaduto molti anni, spesso anche milioni, di anni fa.

Guardare una stella che si trova a 5 milioni di anni luce da noi, quindi, significa vederla com’era 5 milioni di anni fa. Molte delle stelle che vediamo nel cielo notturno, infatti, in realtà potrebbero essere molto diverse da come le osserviamo, o addirittura già essere spente o essere degenerate in supernove.

Anche quando guardiamo nel sistema solare non vediamo esattamente in tempo reale perché, anche se minima, esiste un lasso di tempo finito che impiega la luce ad arrivare a noi dalla nostra fonte di osservazione. La luce impiega circa 1,28 secondi per coprire la distanza che separa la Terra dalla Luna e ben 8,33 minuti per coprire la distanza Terra-Sole.