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Il Caravaggio ritrovato: scopriamo come si può capire dalla mano di quale artista proviene un’opera

Il Caravaggio ritrovato: scopriamo come si può capire dalla mano di quale artista proviene un’opera

Quando si è alla ricerca di opere scomparse il primo ostacolo al loro ritrovamento è la loro autenticità. Può sembrare facile, ma dietro l’attribuzione di un bene ad un dato artista ci sono indagini meticolose e dubbi da smentire.

“Giuditta e Oloferne” di Caravaggio, a confronto con un simile soggetto ritrovato a Tolosa, attribuito al Caravaggio

Si sente spesso parlare di attribuzioni, ma cosa sono? Come si arriva a fare un’attribuzione? In ogni situazione che vede protagonista un reperto smarrito nel corso della storia o trafugato, c’è bisogno di svolgere accurate analisi sia stilistiche che composizionali. Queste ci consentono di dire quasi con certezza chi, quando e dove ha realizzato l’opera in questione. Scopriamo alcuni di questi passaggi attraverso l’ultima attribuzione in corso: “Ecce Homo” ritrovato in Spagna.

Il dipinto probabilmente ritrovato

Secondo alcuni documenti, Caravaggio dipinse un Ecce Homo nel 1605 per il cardinale Massimo Massimi. Un dipinto con questo soggetto risulta all’interno dell’inventario della collezione di Juan de Lezcano, un ambasciatore spagnolo alla Santa Sede. Nel 1659 l’opera finisce in Spagna e le sue tracce vengono perse. Fino a pochi giorni fa l’unico Ecce Homo, attribuito a Caravaggio, noto agli esperti era quello conservato a Palazzo Bianco, a Genova. La scorsa settimana, per un evento fortuito, un dipinto finito all’asta per circa 1500€ è stato identificato come il possibile “Ecce Homo” scomparso.
La casa d’aste ha immediatamente ritirato l’opera e, con l’aiuto dello Stato spagnolo e di numerosi esperti, si sta procedendo a verificare l’autenticità del dipinto e la sua effettiva attribuzione. Sembra che a “trovare” il bene che stava per essere venduto siano stati due mercanti d’arte: Marco Voena e Fabrizio Moretti (fiorentino).

“Ecce Homo” scoperto a Madrid

Dettagli

Una prima analisi da effettuare, in questi casi, è di tipo visivo. Si devono riuscire ad osservare i dettagli, a comparare le particolarità espressive e stilistiche del possibile autore con quelle presenti all’interno dell’opera.
In base a questo tipo di osservazioni, nel caso dell’ “Ecce Homo”, molti professionisti si sono trovati d’accordo nel pensare a Michelangelo Merisi.
Secondo una delle più grandi esperte di Caravaggio, Maria Cristina Terzaghi, “il manto di porpora di cui viene rivestito il Cristo ha la stessa valenza compositiva del rosso della Salomé del Prado di Madrid” e la figura di Ponzio Pilato ha somiglianze con quella del San Pietro martire della Madonna del Rosario del Kunsthistorisches Museum di Vienna. Anche Vittorio Sgarbi si trova d’accordo nell’attribuzione, ma non sono mancati pareri contrari come quello dell’esperto Nicola Spinosa che ritiene il dipinto solo un caravaggesco di alta qualità.

“Salomè con la testa del Battista”, Caravaggio, 1609 ca, olio su tela – Palazzo Reale di Madrid, Spagna

Analisi

Quando ci si trova difronte ad un capolavoro e si deve comprenderne l’autenticità non è possibile commettere errori. Per questo spesso si eseguono anche analisi scientifiche che possano aiutare a comprendere effettivamente i materiali e la tecnica impiegati. Un’indagine comune è quella di effettuare una sezione stratigrafica, ovvero il prelievo di una minuscola parte di pellicola pittorica. Solitamente questa operazione viene eseguita nelle vicinanze di fratture dovute all’invecchiamento o in zone prive di dettagli, per non danneggiare la leggibilità dell’opera.
Si deve prelevare un campione che abbia spessore totale rispetto alla pellicola pittorica, ovvero che comprenda il maggior numero di strati di “dipinto” prima del supporto. Si deve, poi, trattare secondo processi ben definiti la sezione per ottenere un campione abbastanza sottile da essere osservato al microscopio. Così facendo si riesce, in molti casi, a comprendere la tipologia di tecnica impiegata ed a farsi un’idea sul tipo di pigmento utilizzato.

Esempio di sezione stratigrafica

 

Risultato

Alla fine si dovranno sommare i “risultati” per ottenere un quadro generale che permetta di confermare o smentire la teoria di partenza. L’analisi letteraria e visiva ci permette di inquadrare l’opera da un punto di vista temporale e stilistico. Le analisi chimiche e scientifiche ci consentono, invece, di collocarla nello spazio, oltre a confermare o smentire le ipotesi letterarie. Alcuni tipi di preparazioni e di pigmenti erano caratteristici di alcune zone o artisti. Caravaggio voleva che le sue figura uscissero del buio, per questo motivo non usava la tipica preparazione bianca, ma ne impiegava una scura, brunastra. Analizzando la sezione stratigrafica di un Caravaggio, ci si trova con un “pezzo” mancante: quello dello sfondo, perchè va a coincidere con la preparazione del supporto pittorico. Nel caso dell’ “Ecce Homo” non si è ancora arrivati a questo tipo di analisi, quindi rimaniamo in attesa di scoprire chi ha realizzato questo capolavoro!

Madonna del Rosario, Kunsthistorisches Museum di Vienna

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