Il Superuovo

Analizziamo le scuole monastiche con un occhio al film “The Last Witch Hunter”

Analizziamo le scuole monastiche con un occhio al film “The Last Witch Hunter”

Le scuole monastiche avevano lo scopo di istruire nuove figure religiose e nel caso del film i nuovi Dolan

I Dolan sono religiosi che sin dal Medioevo si susseguono per accompagnare l’immortale Kaulder nella sua infinita caccia alle streghe. È proprio nel Medioevo che nascono le scuole monastiche che hanno educato le nuove figure religiose e i nuovi Dolan

The last witch hunter

“The last Witch hunter” è un film del 2015 che narra della caccia alle streghe di un guerriero immortale di nome Kaulder, interpretato da Vin Disel, la cui storia ha inizio nel Medioevo. Nel periodo medioevale, Kaulder era un semplice contadino che, dopo aver visto morire sua moglie e sua figlia, si unisce ad un gruppo di guerrieri per uccidere la regina delle streghe che continuava a diffondere la peste. Kauler riesce con fatica ad uccidere quell’essere malvagio che in punto di morte, con una maledizione, lo condanna alla vita eterna , una vita che trascorrerà a caccia di streghe. Passano i secoli, sino ad arrivare ai giorni nostri, giorni in cui le streghe possono autogovernarsi e vivere in pace a patto che non usino i loro poteri sugli esseri umani, scatenando consequentemente l’ira del cacciatore. Ad aiutare Kaulder c’è una società che educa un prete, detto Dolan, che sarà il compagno del cacciatore durante la sua breve vita mortale. Nel film, il Dolan numero trentasei viene ridotto ad uno stato di morte apparante da uno stregone, permettono così ad un giovane prete di diventare il trentasettesimo Dolan, il quale dovrà accompagnarlo nella ricerca di colui che ha stregato il trentaseiesimo. Purtroppo, il nuovo Dolan si rivelerà essere un impostore rendendo più difficile l’imprese dell’immortale Kaulder. Questi preti venivano educati appositamente nei monasteri per accompagnare il cacciatore di streghe fin dal Medioevo, proprio quando sono nate le scuole monastiche.

Le scuole monastiche

Il Medioevo è un periodo importante per l’educazione in quanto si sviluppa l’istituzione scolastica e l’istituzione dell’università. In particolare, durante questo periodo, si diffusero le scuole del monastero il cui scopo, inizialmente, era educare i giovani maschi alla vita religiosa. I bambini che entravano a studiare nei monasteri, i quali erano situati lontano dalla civiltà, venivano offerti dalle famiglie stesse e avviati a questa educazione spirituale e religiosa. Agli inizi degli studi veniva insegnato loro a leggere in latino tramite l’utilizzo dei testi sacri e del canto liturgico. Successivamente veniva loro insegnata la grammatica latina con fini esclusivamente legati ai testi religiosi. Ad imparare a scrivere invece erano in pochi, poiché era un privilegio esclusivo di sarebbe diventato amanuense, a chi avrebbe avuto compiti amministrativi e a chi sarebbe diventato uno studioso. È in questo contesto che, inoltre, nasce e si sviluppa il libro. Uno dei personaggi che più ricordiamo quando parliamo di scuole monastiche è Benedetto da Norcia il cui modello formativo si basava sulla regola “Orat et Labora”, ovvero prega e lavora, che nel caso dei Dolan il lavoro consisteva nell’aiutare nella caccia alle streghe.

Scuola palatina

Durante il Medioevo, oltre alle scuole monastiche, venne istituita da Carlo Magno la scuola palatina utile per supportare la diffusione dell’impero carolingio. A questa vi accedevano per lo più figli di persone nobili e veniva loro insegnato come gestire al meglio i compiti che venivano loro affidati per lo sviluppo dell’impero.  Gli insegnamenti erano suddivisi come al tempo dei romani in trivio, con lo studio della dialettica, grammatica e retorica, e in quadrivio con lo studio dell’aritmetica, geometria, musica e astronomia. Fu un vero faro di diffusione della cultura.

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