Il Superuovo

Il 24 ottobre 2005 morì Rosa Parks, la donna-simbolo della lotta alla segregazione razziale

Il 24 ottobre 2005 morì Rosa Parks, la donna-simbolo della lotta alla segregazione razziale

Rosa Parks, nata Rosa Louise McCauley (Tuskegee 4 febbraio 1913; Detroit 24 ottobre 2005), è diventata simbolo mondiale della lotta alla segregazione razziale.

Una famosissima foto di Rosa Parks seduta su un bus (Google)

La donna è diventata famosa per un rifiuto che ha dato il via alla lotta diffusa contro il razzismo.

Un rifiuto che cambiò il mondo

Negli anni ‘50, negli Stati Uniti, le vite delle persone bianche e quelle delle persone di colore erano divise già nella più semplice quotidianità.
Il 1° dicembre del 1955 a Montgomery, capitale dell’Alabama, una donna di colore prese il bus dopo aver finito il suo turno di lavoro e si sedette al posto riservato ai bianchi in quello che era il “settore comune”.
Nel caso in cui fosse salito un bianco, la persona di colore avrebbe dovuto cedere il posto.
Dopo tre fermate, l’autista James F. Blake le disse di alzarsi e spostarsi in fondo al bus per cedere il posto ad un passeggero bianco.
La risposta della donna fu semplice e calma ma decisa: – No -.
Quella donna era Rosa Parks.
Il conducente fermò il veicolo e chiamò due agenti di polizia.
Rosa Parks fu arrestata e incarcerata per condotta impropria e per aver violato le norme cittadine che obbligavano le persone nere a cedere il proprio posto ai bianchi.
La donna venne da allora conosciuta come “The Mother of the Civil Rights Movement”, “la madre del movimento dei diritti civili”.
In realtà già 9 mesi prima un’altra donna di nome Claudette Colvin fu protagonista di un episodio analogo che però non ebbe uguale risonanza mediatica.
Quel rifiuto diede inizio ad una lotta per i diritti che aleggiava da molto ma non aveva ancora trovato la forza di esplodere.
La successione di rivendicazioni dei propri diritti come esseri umani crebbe e si rafforzò e cominciò una lotta a viso scoperto per la ine della segregazione razziale.

Rosa Parks dopo essere stata arrestata (Google)

L’ondata

Quella stessa notte, 50 leader della comunità afroamericana guidati da un pastore protestante, Martin Luther King, si riunirono per decidere come reagire all’accaduto, mentre già si erano manifestate le prime reazioni violente.
Il giorno dopo cominciò il boicottaggio dei mezzi pubblici di Montgomery.
La protesta durò 381 giorni.
Dozzine di bus rimasero fermi per mesi finché non venne finalmente ritirata la legge che legalizzava questa forma di segregazione.
Gli eventi diedero inizio a molte altre proteste in diverse parti del paese.
Lo stesso King scrisse sull’episodio descrivendolo:

– L’espressione individuale di una bramosia infinita di dignità umana e libertà –

e aggiunse che Rosa:

– Rimase seduta a quel posto in nome dei soprusi accumulati giorno dopo giorno e della sconfinata aspirazione delle generazioni future –

Nel 1956 il caso di Rosa Parks arrivò alla Corte Suprema degli Stati Uniti che indicò unanimamente come incostituzionale la segregazione sui bus pubblici dell’Alabama.
Da allora, Rosa Parks diventò un’icona del movimento per i diritti civili.

La segregazione razziale oggi

La segregazione razziale ha una storia lunga secoli e nonostante la lotta sia iniziata decenni fa, molti paesi hanno ancora dificoltà a garantire gli stessi diritti a persone bianche e di colore.
IL “no “ di Rosa Parks, la lotta dei “The Black Panther Party” e figure come Martin Luther King e Malcom X hanno sensibilizzato l’opinione pubblica e hanno finalmente rotto quel muro di indifferenza.
La strada è ancora lunga, ma la voglia e l’energia non si sono mai spente.

L’esplosione della lotta contro la segregazione razziale (Google)

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