In occasione dell’anniversario della nascita di Arnoldo Mondadori, ripercorriamo la vita del fondatore della celebre casa editrice.

Arnoldo Mondadori ha creato partendo da zero una delle più grandi case editrici italiane. Nel giorno del suo compleanno rievochiamo la sua vita e scopriamo insieme come è arrivato a creare la A. Mondadori Editore.
Le sue origini e il debutto editoriale
Arnoldo nasce in una famiglia povera e fin da piccolo, dopo aver abbandonato gli studi, inizia a lavorare. A diciassette anni si accostò alla vita tipografica curando un piccolo giornale chiamato “Luce”. Nel periodo tra il 1907 e 1908 con l’aiuto di Tommaso Monicelli riesce ad acquisire “La Sociale” e la trasforma in un’impresa familiare. Successivamente crea il marchio “La Scolastica” pubblicando testi per l’apprendimento di vario tipo, tra cui i sussidiari e le grammatiche. Con lo scoppio della Prima guerra mondiale la sua attività editoriale non si interrompe, ma si sviluppa. Riesce ad ottenere un contratto con lo Stato maggiore per occuparsi della pubblicazione di due giornali per i soldati al fronte.
Monicelli è stato il primo a commissionare una produzione editoriale ad Arnoldo che tra il 1911 e 1912 pubblica la raccolta di testi “Aia Madama”, per la prima volta compare un volume Mondadori.
Nonostante la situazione economica sfavorevole dopo la guerra, Arnoldo riesce a farsi strada nel mercato editoriale creandosi un posto nella produzione di libri scolastici. La casa editrice ha investito nei libri per ragazzi oltre che per i testi per lo studio, anche attraverso la pubblicazione di periodici per i più giovani.

L’editoria durante il fascismo
Con l’avvento del fascismo Mondadori vede un’opportunità. Avere l’appoggio di Mussolini implicava potersi avvicinare ad autori di prestigio ed ottenere finanziamenti per lo sviluppo della casa editrice che si stava ampliando. Riuscì a pubblicare opere di poeti di vario calibro come Pirandello, Saba e Montale. Nel 1926, dopo anni di vari tentativi, anche Gabriele D’Annunzio entra a far parte di Mondadori.
Uno dei momenti di avvicinamento al fascismo è dato dalla pubblicazione di una biografia del duce scritta da Margherita Sarfatti. In questa occasione inizialmente Mussolini non voleva che il libro venisse pubblicato poi cambiò idea e fu estremamente felice del risultato. Seguirono altre pubblicazioni che parlavano delle imprese del duce di vari autori ed anche in altre lingue.
Con gli inizi degli anni Trenta si punta ad una maggiore sperimentazione proponendo nuovi generi letterari. Compaiono sul mercato italiano per la prima volta i libri gialli, racconti di indagini poliziesche chiamati così per le loro copertine. Altra innovazione è stata la collana “Biblioteca Romantica” che raccoglieva tutte le migliori opere dell’Ottocento per le famiglie. Nel 1935, infine, arrivò il contratto con Walt Disney per la pubblicazione dei libri di Topolino.
Durante la Seconda guerra mondiale la casa editrice subì grossi danni, dovuti anche ai bombardamenti e dovette spostare le sue sedi, rendendo più difficoltosi i lavori. Mondadori con la sua famiglia si trovò costretto a trasferirsi e si spostò in Svizzera.
Gli anni del secondo dopoguerra
Al termine della guerra la casa editrice torna a svilupparsi, soprattutto grazie agli aiuti del Piano Marshall. Si ampliò il catalogo iniziando a puntare maggiormente sui periodici di varie tipologie. Nella seconda metà degli anni Cinquanta Mondadori inizia a ricevere i primi riconoscimenti, tra cui anche la nomina a Grande ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.
L’obbiettivo principale di Arnoldo non era quello di occuparsi di una fetta di mercato, ma di avvicinare ulteriormente il mondo editoriale al popolo. Nasce la collezione Oscar Mondadori, più economica e tascabile che doveva essere diffusa tramite le edicole.
La figura di Arnoldo è stata importante e rivoluzionaria. Nel corso del Novecento si è imposto nel mercato editoriale facendosi strada da solo e partendo da zero. Ancora oggi la casa editrice da lui creata è tra una delle più importanti in Italia e oltre ad occuparsi di libri si è fatta strada in altri ambiti.