Hume e le 5 regole del gusto: come capire cosa è bello per davvero

Comprendere davvero ciò che è bello non è semplice ma Hume ci indica le sue regole per giudicare la bellezza

In base a cosa le persone considerano qualcosa bella o brutta? Cosa ci porta a preferire esteticamente un quadro, un’auto o un vestito rispetto ad un altro? Esiste qualcosa che possa essere considerato universalmente bello? Per anni molti filosofi, come Hume, Kant, Hegel, Nietzsche e tanti altri, hanno spostato la loro attenzione sul concetto di estetica, provando a trovare una possibile legge universale che permetta alle persone di considerare qualcosa unanimemente bella o brutta.  La ricerca di una tale regola è sempre apparsa disperata e spesso inconcludente, ma il filosofo David Hume ha elaborato le cinque regole che caratterizzano il buon gusto.

1) Regolarità degli organi interni.

Affinché si possa definire bello qualcosa, è necessario che tutti gli organi sensoriali siano in buone condizioni, infatti, dice Hume, “un uomo con la febbre non sosterrebbe che il suo palato sia in grado di giudicare, né uno affetto da daltonismo pretenderebbe di sentenziare sui colori”.

2) Delicatezza dell’immagine.

Con questa regola Hume vuole farci comprendere come la bellezza sia soggettiva, in quanto non è propria della cosa che osserviamo ma appartiene alla mente di colui che osserva. Una persona può tranquillamente percepire una bellezza laddove un’altra persona percepisce qualcosa di brutto. Cercare una bellezza universale non porterà mai ad alcun risultato.

3) Pratica.

Attraverso la pratica, dice Hume, è possibile migliorare le nostre abilità nel giudicare qualcosa di bello o brutto. Ad esempio, se non abbiamo avuto esperienza con i grandi dipinti della storia dell’arte non saremmo mai in grado di giudicarne in maniera corretta uno e certamente non proveremmo quegli stessi sentimenti che un esperto in questo argomento proverebbe. Acquisendo esperienza e allenando i nostri gusti riusciremmo tutti ad avere un’opinione differente e migliore.

4)Confronto.

Tramite la quarta regola, Hume ci dice che per poter dare un giudizio su un determinato argomento estetico è necessario aver visto e confrontato vari tipi di bellezze, altrimenti no si ha davvero nessuna qualifica o pratica per poter comprenderle e giudicarle.

5) Libertà dal pregiudizio.

Il pregiudizio è quanto di più distruttivo esiste nei confronti del sano giudizio, esso non permette all’intelletto di comprendere cosa è davvero bello e provare tutti quei sentimenti che tale bellezza suscita. “E’ risaputo” dice Hume, “che in tutte le questioni che vengono sottoposte all’intelletto, il pregiudizio è quanto di più distruttivo nei confronti del sano giudizio e preverte tutte le operazioni delle facoltà intellettuali”

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