Homo Homini Lupus: dallo stato di natura di Hobbes al videogioco Fortnite

“Bellum omnium contra omnes “, è così che, nel 1651 nell’opera filosofica “ il Leviatano ”, il filosofo britannico Thomas Hobbes definí la natura umana, una natura egoistica in cui tutti sono contro tutti.

La vita di Hobbes

Thomas Hobbes è uno dei fondatori della filosofia politica moderna. È celebre per lo sguardo realista sulla natura dell’uomo, che lo pone sulla scia di pensatori come Tucidide o Machiavelli, che nelle loro investigazioni partono dall’esame dell’uomo preso nel fascio delle sue passioni e dei suoi limiti “naturali”. Hobbes nacque nel 1588, a Westport, città che lasciò all’età di quindici anni per proseguire i suoi studi a Oxford.

Thomas Hobbes

Nel corso della sua vita fu impegnato come precettore di William Cavendish, lavorò con il filosofo Francis Bacon e incontrò, nel 1631, Galileo. Il filosofo morì a Hardwick Hall, il 4 dicembre 1679, e nel luglio del  1683, l’università di Oxford condannerà il  De Cive e il Leviatano  accusando  queste opere di attribuire all’autorità civile un’ origine popolare. Gli studenti ballarono attorno al rogo  in cui vennero gettati i suoi libri  condannati nella gioia generale.

Lo stato di natura

Nella filosofia di Hobbes, la condizione di natura viene descritta come sostanzialmente egoista, contrariamente alla concezione aristotelica dell’uomo come “animale sociale” , che tende cioè a vivere aggregandosi in comune con gli altri.  Hobbes è convinto che nello “stato di natura”, quando non esiste ancora la società umana, ogni singolo uomo, considerato nella sua individualità corporea, tende ad acquisire per sé tutto ciò che favorisce il suo movimento vitale.

Stato di natura

Poiché infatti ogni uomo tende all’autoconservazione cerca di acquisire senza alcun limite tutto ciò che serve alla sua conservazione. La deliberazione pratica è al servizio di ogni individuo al punto che le azioni di uno si scontrano con l’uguale tendenza degli altri ed allora alla fine si genera la lotta per la predominanza dell’uno sugli altri, il bellum omnium contra omnes, la guerra di tutti contro tutti, dove ogni singolo diviene lupo per ogni altro uomo (homo homini lupus). Questa guerra di tutti contro tutti porterà inevitabilmente alla morte dei singoli, che si distruggeranno tra loro conseguendo l’opposto di quanto la natura prescrive: l’autoconservazione.

Fortnite analogo allo stato di natura

A quasi quattrocento anni di distanza, nel ventunesimo secolo,  ritroviamo nelle console delle nostre PS4 un gioco che adopera lo stesso principio che troviamo all’interno del Leviatano. Stiamo parlando di Fortnite , un videogioco del 2017 sviluppato da Epic Games e People Can Fly. Il videogioco presenta due modalità distinte che condividono lo stesso motore grafico: Salva il mondo e Battaglia reale. La modalità salva il mondo è ambientata in una terra post-apocalittica, dove l’improvvisa apparizione di una tempesta mondiale ha fatto scomparire il 98% della popolazione, in parte sostituita da pericolose creature aliene. Ed ecco che nella seconda modalità, invece , troviamo un’isola in cui 100 giocatori lottano per la sopravvivenza, proprio come nello stato di natura di Hobbes.

La partita ha inizio dal Vinder Bus, ovvero un bus che percorre una linea retta sorvolando l’area di gioco. I giocatori scelgono il momento in cui paracadutarsi e fluttuano sino all’area preferita dove ha inizio una corsa agli armamenti per guadagnarsi armi ed equipaggiamenti vari. Oltre agli avversari, i giocatori devono tener conto della tempesta, che lentamente si restringe in una parte casuale della mappa sempre più piccola arrecando danni a tutti coloro che restano al suo esterno. La partita ha termine quando a restare in vita è un solo giocatore o nelle competizioni in team almeno un componente di una squadra. E così , tenendo bene a mente l’unico obiettivo, cioè quello di sopravvivere, tutti sono nemici di tutti , rimane( e vince) solo uno ; il più forte.

Perchè ci attrae Fortnite?

Secondo Hobbes, l’indole degli uomini è caratterizzata da un turbinio di  passioni che determinano forze che mirano alla sola superiorità di se stessi sugli altri; non esiste propensione degli uomini alla società ma solo un loro vantaggio. L’uomo, per la sua natura bellicosa, è uno strano animale per cui la società si presenta come opposizione di altri uomini che ostacolano il raggiungimento dei propri fini.

Una concezione analoga a quella di Hobbes è quella del filosofo  Glaucone ( fratello di Platone , nato molto probabilmente prima del 445 a.c.). L’attitudine naturale degli uomini, sosteneva Glaucone , si esprimeva nella pleonexia , nella pulsione primaria a esercitare una violenta sopraffazione su tutti gli altri per acquisire gloria, potere, ricchezza. E’ possibile, dunque ,che il videogioco che ha fatto impazzire milioni di persone, abbia risvegliato in noi quell’impulso di autoconservazione e di amor proprio? Una modalità di gioco in cui ognuno è sempre pronto a sopraffare l’altro, mosso dall’egoismo e dall’istinto di sopravvivenza, ci ha riportato lentamente a ciò che aveva teorizzato Hobbes secoli fa , facendoci inconsapevolmente allontanare dal senso sociale di stato civile.

 

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