“Ho preso 3 perché non ho messo le unità di misura, ma non servono a nulla!”

Chiunque abbia fatto le scuole superiori o le medie (immagino tutti) avrà visto il compagno di classe (oppure sé stesso) essere penalizzato per non aver messo le unità di misura, ritenendole “inutili”. Eppure ci si punta tanto e sono di vitale importanza , ma perché?

Per rispondere al quesito bisogna definire cos’è una misura. Una misura è un’informazione costituita da:

  • un numero (ossia il valore della misura);
  • un’incertezza (è un insieme di valori entro i quali la misura può oscillare. La misura è solitamente centrata in questo insieme ed è dato dall’impossibilità di avere misure esatte. Per esempio provate con un metro a misurare una distanza al millimetro più volte: avrete misurazioni diverse);
  • un’unità di misura;
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Nel nostro caso possiamo non considerare l’incertezza, che ha una teoria ben più complessa che esula dall’obiettivo dell’articolo, mentre ci concentriamo sull’unità di misura. Essa è definita come: “Termine di riferimento adottato per convenzione, per confrontare una grandezza con altre della stessa specie.” Già da questa definizione dovremmo capirne l’importanza. 

L’unità di misura è quindi un riferimento affinché tutti possiamo confrontare le nostre misure. Il bello arriva ora: abbiamo delle unità di misura internazionali, ma storicamente esistono molte altre unità di misura. Per questo è di vitale importanza specificare l’unità di misura anche se “è scontato di che si parla”. Tralasciando alcuni casi specifici in cui non è scontato e bisogna analizzare attentamente le le unità di misura delle equazioni che portano al risultato, inserire le unità di misura è essenziale per capire quale riferimento si usa.

Grandezze dette “fondamentali” del Sistema Internazionale di misura

Un esempio pratico in campo medico: la pressione sanguigna

Per capirci meglio, prendiamo un esempio dal campo biomedico (quello a cui appartengo): un ingegnere biomedico deve effettuare delle misure di pressione tramite uno strumento. Solitamente gli ingegneri usano come unità di misura della pressione il Pascal (Pa). In medicina invece rimangono gli storici “millimetri di mercurio” (mmHg): specificare di che si parla è veramente importante, perché se l’ingegnere usasse i suoi cari Pascal in ospedale nessuno lo capirebbe, anzi. Non solo: se nemmeno lo specificasse si vedrebbero dei valori totalmente sballati che potrebbero indurre errori di diagnosi. Errori di diagnosi, com’è noto, portano a grossi rischi per il paziente.

Piccolo misuratore di pressione da polso. Da notare, di fianco ai numeri 129 e 86 l’unità di misura espressa in mmHg

I prefissi, questi aiutanti spesso ignorati

Quasi ogni unità di misura, per essere espressa, possiede multipli e sottomultipli. Queste potenze del 10 (positive se multiplo e negative se sottomultiplo) permettono di semplificare notevolmente la vita (anche se agli studenti alle prime armi sembra di no): essi, infatti, tramite un piccolo prefisso dell’unità di misura riescono ad esprimere numeri molto grandi: se consideriamo 1.000.000 m possiamo sintetizzarlo come 1 Mm (un mega metro). Semplice, no?

Tabella con tutti i multipli e sottomultipli. Più aumentano gli zeri e più è questo sistema ci viene in aiuto

Concludendo, le unità di misura ci permettono di effettuare misure (perdonate il gioco di parole) in modo preciso e comprensibile da tutti. Permettono pure di essere sintetiche: sono un po’ come una lingua, per certi versi, cioè un convenzione per comunicare qualcosa. Non usarle significa come usare delle lettere senza formare parole di sento compiuto.

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