Il passaggio è stato tanto rapido quanto drastico. Sino a qualche mese fa, Manuel Bortuzzo, nuotatore veneto 19enne, sperava nelle Olimpiadi, mentre ora sogna unicamente di poter tornare a camminare. Il giovane è rimasto paralizzato agli arti inferiori dopo l’aggressione subita nella notte tra il 2 ed il 3 febbraio scorso. Nonostante ciò, il sorriso non l’ha mai abbandonato, tanto che Manuel si definisce privo di odio nei confronti di chi gli ha sparato. Come riportato da Quotidiano.net, egli intende pensare unicamente a se stesso, recuperare e tornare a nuotare. Con la grinta tipica di un vero atleta, il ragazzo manifesta una tra le più genuine forme di forza psicologica: la motivazione. Cos’è questa – ci siamo chiesti – e da dove trae origine?

Il fondamento della motivazione

La motivazione, in termini di psicologia, concerne l’espressione dei motivi che inducono un individuo a compiere – o quantomeno a propendere verso – una determinata azione. Di fatto, essa assume la forma di quell’insieme di fattori dinamici che spingono il comportamento di una persona verso un preciso obiettivo. Di conseguenza, ogni atto compiuto senza una componente meramente motivazionale rischia di fallire. A livello di funzioni ed attività, da un lato la motivazione attiva il comportamento e, come detto, dall’altro si occupa di orientarlo. Nel primo caso, dunque, ci si riferisce ad una attivazione energetica, mentre, nel secondo, ad una componente direzionale.

Le diverse motivazioni e i loro principali caratteri

Una prima categorizzazione della motivazione si ottiene attraverso la distinzione tra controparti biologiche, ossia elementi fisiologici innati, e controparti cognitive, indotte in particolare dall’esperienza. Il meccanismo motivazionale umano si deve al continuo interagire di tali fattori, contraddistinto da un’azione a lungo termine, permanente cioè nel tempo. Di fatto, la motivazione risulta essere un concetto particolarmente ampio, al punto tale da essere suddiviso in tre principali filoni: l’estrinseca, l’intrinseca e l’orientamento motivazionale.

La motivazione estrinseca

La motivazione estrinseca riguarda quella situazione in cui un individuo prende parte ad un’attività per fini che risiedono al di fuori dell’attività stessa. Un ragazzo che studia allo scopo di ricevere un buon voto, di conseguire un riconoscimento o di evitare conseguenze spiacevoli, alla stregua dei castighi materni, ne fornisce un esempio.

La motivazione intrinseca

Al contrario, la motivazione intrinseca sussiste nell’attività in sé, da cui l’individuo ricava uno stimolo diretto. In tal caso, riprendendo l’esempio di cui sopra, un ragazzo studia unicamente perché gratificato dalla conoscenza acquisita. L’intrinseca si fonda sulla curiosità, la quale si attiva allorché il soggetto entra in contatto con particolari e nuove caratteristiche ambientali. Questi, sperimentando incertezza e conflitto concettuale, sente il bisogno di esplorare, ricercare informazioni e soluzioni, venendo da ciò stimolato.

L’orientamento motivazionale

L’orientamento motivazionale sottolinea l’evolversi del concetto di motivazione. L’individuo, secondo l’approccio cognitivista, costruisce infatti attivamente la propria motivazione attraverso l’esperienza. Ciò si deve agli obiettivi prefissati, che egli intende raggiungere od evitare. La percezione dei propri limiti, della personale autostima e dell’attribuzione causale – correlata con il Locus of Control – giocano un ruolo fondamentale. I bambini tendono a vivere emozioni in maniera aperta e spontanea altresì in contesti sociali aperti: aiutarli a riconoscere simili stati emotivi e a saperli affrontare donerà loro un costrutto intellettivo più stabile, che contribuirà ad una buona evoluzione della personalità.

L’incredibile motivazione di Manuel: lo sviluppo della grinta

Le persone differiscono tra loro nel modo in cui affrontano le situazioni in termini di motivazione. In tal senso, è corretto parlare di forza della motivazione. I processi cognitivi che si occupano di catalogare gli stimoli in relazione ai motivi determinano la natura e l’intensità di tale forza. Mano a mano che cresce ed acquisisce esperienza, l’individuo sviluppa, grazie all’apprendimento, uno schema cognitivo in grado di organizzare le reazioni emotive in categorie positive e negative. Con l’esperienza e l’apprendimento, insomma, un sempre maggior numero di situazioni si associa a stimoli da ricercare – se positivi – o da allontanare – se negativi.

Manuel Bortuzzo, il giovane nuotatore veneto, prima dell’incidente

La teoria dell’attribuzione di Weiner si basa su simili giudizi retrospettivi, concernenti le cause attribuite alle prestazioni. Un ragazzo che tende a correlare i propri successi alle capacità personali ed i propri insuccessi ad un impegno insufficiente, ad esempio, intraprenderà compiti più complessi nonostante la maggiore difficoltà. In breve, questi svilupperà una maggiore grinta, intesa come la capacità di protendere per lungo tempo verso un obiettivo prestabilito. La voglia di vivere e di reagire palesata da Manuel Bortuzzo consta di pura grinta e motivazione, accezioni che lo incentivano a continuare la propria lotta, nonostante tutto.

Le parole di Zanardi, esempio storico di motivazione e grinta

Alex Zanardi

Il 15 settembre 2001, presso il circuito Lausitzring, in Germania, Alex Zanardi fu vittima d’un tremendo incidente, che gli costò letteralmente le gambe. Da quel giorno, il nuovo Alex, in possesso di protesi e bastoni, non è parso poi così diverso dal vecchio. Divertimento, passione, umiltà, grinta e motivazione si sono mantenuti capisaldi del suo essere. Tra maratone, gare mondiali e Paralimpiadi, Zanardi non ha mai smesso di credere nello sport e nella vita, pur adocchiando, ogni sera, quel pezzo mancante del proprio corpo che la vita stessa gli aveva sottratto. “Mi ha fatto scorgere un’opportunità in ciò che mi stava capitando. […] Bisogna saper cogliere l’attimo. […] Sono come un buon vino rosso: miglioro invecchiando” ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport.

In ciò risiede la grinta a cui abbiamo fatto cenno, la capacità di definire opportunità un incidente tremendo e psicologicamente disastroso. A Manuel, pertanto, auguriamo di mantenere accesa la medesima fiamma, di non arrendersi né smettere di lottare per quello in cui crede, nonché di tornare presto a reggersi sulle proprie gambe. La positività insita in lui ci ha lasciato a bocca aperta.

– Simone Massenz

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: