Gli spin doctors, esperti di comunicazione: come lavorano i “dottori” della Lega e della Roma

Chi lavora dietro i profili social delle più influenti personalità del globo? Come lavorano per ottenere visibilità? Entriamo nel mondo degli spin doctors

Il pubblicitario americano Ivy Lee (detto Poison Ivy per la sua capacità di “avvelenare” l’informazione) è considerato un precursore degli spin doctors.

Le tecniche utilizzate per guadagnare pubblico e portata sui social media sono pressoché infinite, ma gli esperti del settore, gli spin doctors, sembrano avere una marcia in più

Chi sono

Nel 1974, due sociologi, Molotch e Lester hanno dimostrato come la notizia (intesa come semplice news) potesse essere controllata da quelli che sono in grado di manovrare gli eventi stessi. Essi li soprannominano “organizzatori dell’evento” ed essi sono i precursori dei cosiddetti social media manager di oggigiorno. I tentativi di influenzare le notizie e di cercare consenso tra il pubblico mediale hanno conosciuto una notevole accelerazione soprattutto grazie alle moderne tecniche di campagna elettorale e di rilevazione delle opinioni. Oggi, partiti politici, agenzie governative e tutte le principali istituzioni impiegano degli “spin doctors” il cui compito è quello di massimizzare la presentazione favorevole delle politiche e minimizzarne gli aspetti negativi. Quella portata avanti dagli spin doctors è, a tutti gli effetti, una “politica simbolica” che è indipendente dalla sua reale efficacia. Un altro punto a favore per questi “dottori dei social” è quello che i mezzi di informazione sono sempre meno in grado di verificare i contenuti e la responsabilità di quanto si afferma è lasciata sempre più spesso alla fonte. Se, però, la fonte non viene citata, i social media managers la fanno loro e il rischio di malinformazione e conseguente fake news è molto alto.

Matteo Salvini e Luca Morisi, l’affidabile curatore dell’area social della Lega

Il caso della Lega

Un esempio calzante in merito è sicuramente quello di Luca Morisi. Classe 1973, si definisce: “Imprenditore, libero professionista e docente universitario, si occupa di tecnologia fin da giovanissimo. Esperto nella progettazione di database, web application e Intranet/Extranet, ha realizzato sistemi informativi ogni giorno utilizzati da migliaia di utenti, in particolare nel campo sanitario (ASL e strutture ospedaliere)”. Inoltre, nella sua bio di Twitter si legge: “Digital philosopher. Social-megafono, mi occupo quasi 24×7 della comunicazione per il Capitano. #goSalvinigo“. Luca Morisi è l’esperto di comunicazione, il social media manager, lo spin doctor dei canali social ufficiali della Lega. Insieme ad Andrea Paganella e Ida Garibaldi della Lega e Pietro Dettori e Rocco Casalino del Movimento Cinque Stelle, Morisi è il responsabile di quello che in molti definiscono “il ministero della propaganda” dell’ex governo giallo-verde. La macchina della propaganda portata avanti da Morisi è pressoché perfetta: sfrutta all’ennesima potenza il sentimento degli utenti social (soprattutto quelli di Facebook con gli emoji che rappresentano uno stato d’animo diverso l’uno dall’altro).

L’11 agosto 2014 James Pallotta ha ottienuto il controllo totale della Roma, acquistando il restante 31% delle azioni detenute da UniCredit per un corrispettivo pari a € 33,5 milioni.

Social media manager: “guerra” tra profili social giallo-rossi e bianco-neri

Un altro, differente, esempio che possiamo riportare è il caso del profilo Instagram dell’AS Roma. Una pagina cresciuta moltissimo da quando James Pallotta, nel 2014, ha acquisito il 100% della proprietà giallo-rossa. Basti solamente pensare che è anche grazie al suo intervento, che il profilo Instagram della Roma, ad oggi, conta 3 milioni di followers e ha staccato di netto la sua “principale rivale” in città: la Lazio, infatti, ne possiede solamente 526 mila. Inarrivabili sono i numeri della Juventus: 35,4 milioni di followers in continuo aumento, con interazioni per video che toccano le 3,3 milioni di riproduzioni singole e un picco di 2 mila commenti in media. Un climax di portata di utenti giornalieri. Ogni canale che si rispetti, al giorno d’oggi, possiede almeno uno spin doctor, un esperto del settore che sa utilizzare alla perfezione le tecniche di information management e di provare a competere con la concorrenza sempre agguerrita. Perché avere una copertura favorevole, mantenere una costante visibilità nei media e che sappia parlare al cuore del pubblico vuol dire essere capaci di una “meta-comunicazione” che, oggi, potrebbe potenzialmente far ingigantire vertiginosamente il capitale economico di un’azienda. È la logica dei media connessa all’avvento dei social network, definibili, in questo particolare frangente, come voce nuova che si insinua nell’arena pubblica (a dispetto, invece, di tutti i media tradizionali, che molto spesso hanno cercato di restringere il dibattito pubblico ad una èlite.

 

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