Gli effetti benefici della musica sul cervello: perchè i Pink Floyd usano la frequenza 432 Hz

E’ ormai noto che il suono può avere effetti positivi sul cervello. Vediamo nello specifico il perché.

“The Dark Side of the Moon” e “The Wall” sono ancora, a distanza di quasi cinquant’anni, tra gli album più ascoltati al mondo. Le motivazioni possono essere tante ma vediamo cosa succede, a livello elettrochimico, quando mettiamo le cuffie e premiamo “Play”.

Onde cerebrali e stati fisiologici

Il cervello umano emana continuamente delle onde elettrochimiche. Anche adesso, mentre state leggendo. Le sentite? Possono essere di vario tipo, a seconda dello stato fisiologico in cui vi trovate e degli stimoli esterni.
In questo momento, ad esempio, il vostro cervello sta emanando in maggioranza attività beta, caratteristica della veglia attiva. O almeno lo spero perché, se invece vi state annoiando, la maggior parte delle onde prodotte è di tipo alpha, tipiche degli istanti precedenti all’addormentamento .
Le onde theta, invece, sono caratteristiche dell’attività onirica durante il sonno, degli stati meditativi e delle attività creative. Per intenderci, quelle che sta producendo il mio cervello mentre sto scrivendo quest’articolo.
Se vi trovate in uno stato particolarmente euforico o di estasi, beati voi: state producendo onde gamma.
Se invece, leggendo, siete sprofondati in un sonno profondo, il vostro cervello sta producendo per lo più onde delta.

Una questione di frequenza

Molte ricerche hanno mostrato come alcuni suoni, viaggiando a particolari frequenze, siano in grado di stimolare la produzione di onde alpha, gamma e theta. La produzione di queste onde cerebrali, da parte del cervello, si è dimostrata particolarmente benefica per lo stato psicofisico della persona.
Quali sono gli effetti benefici?

  • Miglioramento della concentrazione e della memoria
  • Miglioramento dell’umore
  • Riduzione di ansia e stress
  • Abbassamento della pressione sanguigna
  • Facilitazione del sonno
  • Facilitazione nelle attività meditative

Vi siete mai chiesti perché tendete a rilassarvi davanti allo scoppiettio del camino o al rumore del phon? Perché suoni che viaggiano a una frequenza di 396 Hz favoriscono il rilassamento e la riduzione dell’ansia.
Frequenze di 528 Hz, invece, sembrano migliorare l’umore e quelle di 174 Hz agiscono come un vero e proprio anestetico naturale
Ma veniamo alla frequenza su cui i Pink Floyd hanno deciso di far viaggiare i propri strumenti e, con essi, anche noi.

Comfortably 432 Hz

Tralasciando le diatribe che si leggono in giro, è un dato di fatto che la band britannica utilizzi un’accordatura del “La” a 432 Hz, anziché la più comune 440 Hz.
Anche Mozart, Verdi, Mick Jagger e il cantautore italiano Niccolò Fabi hanno utilizzato questa tipologia di frequenza. Moltissimi ricercatori e musicisti sono concordi sul fatto che la 432 Hz sia quella che più si avvicina all’ ”Accordatura Naturale”, utilizzata fino al 1953 e poi sostituita con quella in La 440 Hz.
Ma quali sono gli effetti benefici concreti di questa “piacevole frequenza”?

  • Regolarizzazione della respirazione, della sudorazione e del battito cardiaco
  • Facilitazione del rilassamento
  • Riduzione di ansia e stress

Ora, il motivo per cui i Pink Floyd abbiano scelto di utilizzare la 432 Hz non lo sappiamo. Magari credono nei suoi benefici, magari no. Forse è un caso, forse no. Ha importanza?
Quel che conta è che, quando li ascoltiamo, le onde gamma, theta e alpha iniziano a danzare, il respiro rallenta e la mente prende il volo.

“Respira. Respira nell’aria. Non aver paura di preoccuparti.”

Breathe“, 1973

Lascia un commento