“Gli amanti” di Magritte come risposta ai baci privi di romanticismo

Il bacio, secondo un recente studio, è un gesto molto più comune nelle nazioni con una disparità economico-sociale molto evidente. “Gli amanti” di Magritte, invece, si baciano alla faccia della scienza.

Degli esperti hanno scoperto una correlazione tra il bacio alla francese e le disuguaglianze economiche in una nazione. Il romanticismo forse è sempre meno presente nella nostra società, ma basta andare in un museo e apprezzare baci carichi d’amore e sentimento.

Baci e disuguaglianze

A Dundee, in Scozia, uno studio scientifico ha appurato un legame insospettabile tra i baci e le disparità economiche che ricoprono un Paese: ci si bacia molto di più in ambienti con discrepanze sociali evidenti. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports. 2300 persone provenienti da 13 Paesi del mondo sono state sottoposte a un questionario in cui si chiedeva ad esempio quanto spesso baciassero il proprio partner e quanto ritenessero fosse importante il bacio all’interno di una relazione. I risultati hanno posto basi sia scontate, come ritenere che il bacio abbia un ruolo importante nella valutazione del partner per questioni fisiche e psicologiche, che abbastanza inattese da parte degli inguaribili romantici, come che la frequenza con cui ci si bacia sia correlata al benessere socioeconomico dell’ambiente in cui si vive: chi abita in un Paese con forti disparità economiche potrebbe essere spinto a ‘investire’ di più nell’amore, non avendo troppo altro su cui puntare.

La morte del romanticismo

L’esito dell’analisi suggerisce che l’ambiente in cui si vive è effettivamente correlato all’atto del bacio. Già studi precedenti avevano confermato la correlazione tra il bacio e la qualità del rapporto di coppia. Il risultato definitivo indica che tendiamo a baciarci di più se viviamo in un ambiente con meno gratificazioni, un ambiente in cui la dedizione alla relazione ha un valore più alto rispetto alla realizzazione personale. Chi vive situazioni con maggiori disparità economiche tende a dare più importanza alla stabilità affettiva piuttosto che al raggiungimento di un tenore di vita considerato irraggiungibile.

Il romanticismo è quindi morto? Tutti speriamo chiaramente di no. Queste 2300 persone non devono e non possono rappresentare l’umanità tutta. Non può il romanticismo essere una conseguenza della situazione sociale o economica di un individuo, il romanticismo deve continuare a essere una scelta. Dare il giusto peso alla sfera emotiva è parte integrante della realizzazione di una persona, non può l’inseguimento di una carriera precludere momenti in cui collochiamo l’amore al primo posto. Allora che il bacio diventi il denominatore comune di qualsiasi condizione affinché possa unire con un apostrofo astratto ricchezza e povertà.

“Gli amanti”

“Gli amanti”, René Magritte

Il quadro raffigura due amanti che si baciano, con le teste coperte da un panno bianco che impedisce loro di vedersi e comunicare, suscitando una certa inquietudine e angoscia. I due lenzuoli sono resi, con un abile uso dei chiaroscuri, leggeri e appena appoggiati sui volti dei due amanti. La composizione è equilibrata anche attraverso il rapporto che il pittore crea tra il rosso del muro e il rosso della camicia della donna, questo rosso richiama il rosso del sangue e quindi della morte che rimanda al suicidio della madre. Tra le due figure quella più emblematica è la figura maschile, questi è il padre di Magritte che da un ultimo bacio alla moglie, appena morta, con il volto coperto dal dolore. Nascondendo i volti, rendendoli non visibili, il pittore vuole mostrare i molteplici significati del reale attraverso nuovi punti di vista, un “vedere oltre” le semplici costruzioni sociali a cui tutti siamo schiavi. Si può scorgere una vera e propria venerazione del bacio, apprezzato e vissuto come un attimo da cogliere e non lasciar scappare.

«C’è un interesse in ciò che è nascosto e ciò che il visibile non ci mostra. Questo interesse può assumere le forme di un sentimento decisamente intenso, una sorta di conflitto, direi, tra visibile nascosto e visibile apparente.»

René Magritte

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