Giovanni Boccaccio era un giornalista d’inchiesta? Ci risponde il team di Spotlight

Giovanni Boccaccio è il padre del moderno giornalismo d’inchiesta?

Ritratto di Giovanni Boccaccio

In una sua celeberrima opera, Horacio Verbitsky, giornalista e scrittore argentino, ci illumina su quella che è la differenza tra giornalismo e propaganda: enunciando il fatto che il giornalismo, a differenza di quest’ultima, ha il compito di diffondere ciò che qualcuno non vuole che si sappia, fornendo delle prove, e di fatto quindi, dando fastidio; si ma cosa ci azzecca il Decameron di Boccaccio?

Il giornalismo investigativo (quello serio)

Sentir parlare di giornalismo investigativo, ci riporta alla mente molti fatti perlopiù cupi: lo Scandalo del Watergate, Tangentopoli, Calciopoli, il Rubygate, Mafia Capitale, lo Scandalo Wirecard ecc.

A queste inchieste, sono collegate altrettante personalità, uomini e donne che mettono il loro coraggio al servizio dell’informazione, quella seria ed impavida, si beh, quella ormai fuori-moda che ha lasciato il posto alla mera propaganda ed alla tifoseria partitica a colpi di retorica, con titoloni che, ahinoi, attirano sempre più lettori e diffondono sempre più Fake News, difatti:

In Italia, le bugie hanno le gambe lunghissime, ma la verità è monca.

Poi però c’è l’altro lato della medaglia, coloro che con il loro lavoro ci fanno conoscere realtà ai più ignote, fatte di illegalità, processi ed atti criminosi: Saviano che da un palco a Casal di Principe fa i nomi dei boss del clan dei Casalesi, Carl Bernstein e Bob Woodward che lavorano senza sosta per incastrare l’allora leader della Casa Bianca Nixon in quello che fu lo scandalo del Watergate, Marco Travaglio nel suo storico confronto televisivo con Silvio Berlusconi, in cui il giornalista fece conoscere all’intera nazione l’altro volto del “Cavaliere”.

Robert Redford e Dustin Hoffman interpretano Bob Woodward e Carl Bernstein nel film “Tutti gli uomini del Presidente”.

Il Caso Spotlight

Il Caso Spotlight è un pluripremiato film del 2016, che tratta un tema che calza a pennello con la domanda posta all’inizio.

Questo film racconta una famosissima inchiesta di cui si occupò il Boston Globe nel 2001, un caso che fece molto scandalo e creò una grandissima indignazione tra i lettori del quotidiano statunitense, una storia che valse alla testata giornalistica il premio Pulitzer nel 2003, quando l’inchiesta dettagliata uscì raccolta in un libro di circa 400 pagine.

La trama è la seguente: il Pool di giornalisti di Spotlight, guidati da un nuovo e coraggioso direttore, iniziano ad occuparsi di una storia che vede come protagonista la Chiesa Cattolica, ed in particolare l’arcidiocesi di Boston; il team scoprì che oltre novanta, tra preti e cariche ecclesiastiche di ogni livello della metropoli statunitense, sono coinvolti in piccole indagini e denunce per molestie e soprusi su bambini piccoli ed inconsapevoli, molto spesso di bassa classe sociale, inutile dire che la Polizia e molti giornalisti cercarono di insabbiare il tutto.

L’inchiesta lanciata dal quotidiano, diede coraggio a molte vittime degli abusi di denunciare i soprusi subiti, e quindi di dimostrare che il fenomeno non riguardava solo qualche “mela marcia” all’interno dell’arcidiocesi.

Gli attori che compongono nel film il team di Spotlight

Boccaccio e la sua immensa opera

Con la sua opera Boccaccio indignò il mondo, o almeno il mondo che intorno a lui ruotava, un’opera dedicata ad una classe sociale bassa (ai tempi era così) come le donne, e che inoltre accusa di corruzione morale esponenti del clero? Follia, ed infatti, dallo stesso Clero, fu proibito ed espurgato durante la Controriforma.

Leggere il Decameron è difficile, lo si fa probabilmente solo se costretti, per poi scoprire la bellezza, fatta di parole, retorica e volgare fiorentino, ma aspetto estrinseco a parte; ci sono un paio di novelle del Decameron, in cui possiamo trovare riferimenti simili alla materia trattata dal team di Spotlight: la IV novella della I giornata e la II novella della IX giornata.

Sintetizzando brutalmente:

Nella prima: un monaco compie un peccato di ordine carnale, e, degno di grande punizione, scopre che però l’abate si è macchiato dello stesso peccato, e quindi, la punizione del monaco si annulla automaticamente.

Nella seconda: una monaca “fornica” con un bellissimo giovane, e la Badessa, alzatasi dal letto in fretta e furia va a punire la monaca, mettendosi in testa per sbaglio le braghe del prete con cui anch’essa stava avendo una relazione sessuale, e quindi, la punizione si annulla automaticamente.

Le due novelle sono quasi uguali come trama, eccetto per il cambiamento di genere dei protagonisti, ma non è questo l’importante, la cosa che salta più di tutte all’occhio, è che Boccaccio in queste novelle, rivela nella sua opera una realtà quasi quotidiana che molto fastidio diede al clero.

Nell’introduzione alla IV giornata, Boccaccio si difende in prima persona dai propri “Haters” per ciò che scrive, ma non rinnegò mai il suo operato, se subì o no minacce concrete, non ci è dato saperlo.

Si ma “in soldoni”?

I giornali cartacei stanno morendo, ed è un male, poiché quando l’unico modo per informarsi era andare in edicola e comprare il giornale, la probabilità di incappare in bufale e panzane, si riduceva drasticamente.

Di professionisti dell’informazione ne sono rimasti pochi, ormai come già detto, la “moda” è la notizia gonfiata, priva di prove, urlata da uno studio televisivo, scritta su giornali di proprietà di noti esponenti di partito, ed è qui che la vera informazione lascia il posto alla mera tifoseria; più che di giornalisti, specialmente e soprattutto in Italia, è ormai lecito parlare di “Ultras dell’informazione”, in un tripudio di titoloni provocatori ed il più delle volte privi di fonti, e quindi per inciso, non veri, la propaganda che supera l’informazione, l’incubo di quell’Horacio Verbitsky citato all’inizio.

A chi si impegna per informare davvero la popolazione, soprattutto in questo difficile momento, grazie, a chi invece urla “DONATO, IL MONOPATTINO, IL BONUS MONOPATTINO!”… mah.

Mario Giordano si diverte con il suo nuovo monopattino.

 

 

 

 

 

 

 

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