Il Superuovo

Fides aut ratio: un dilemma che si squaderna nelle politiche del Natale in pandemia

Fides aut ratio: un dilemma che si squaderna nelle politiche del Natale in pandemia

Il governatore newyorkese Andrew Cuomo vieta l’accesso ai luoghi di culto per Natale, La Corte Suprema lo respinge. 

Joe Biden, Presidente degli Stati Uniti d’America

Analizzando il contesto sociopolitico e, ahimè, sanitario, si è portati a porsi molte domande, a riflettere. La Chiesa, che aveva da sempre rappresentato una voce autorevole, adesso risulta essere assente, ma negli USA vince il Conservatorismo.

Ansa: New York nel mirino

Ieri , 1-12-2020, durante la trasmissione “Dimartedì” di Giovanni Floris, la virologa Ilaria Capua ha accennato alla situazione epidemiologica americana, facendo riferimento al provvedimento del governatore Cuomo nell’ambito delle messe natalizie. Il Covid risulta parte integrante della nostra quotidianità, ormai da mesi, e la parenesi che impazza fra diverse opinioni di illustri scienziati e governanti, è ormai una nube che avvolge tutti noi. Il Natale , il quale non è una festa di origine cattolica, bensì di ascendenza romana, derivando dai Saturnalia, risulta una tradizione assolutamente consolidata all’interno del Cristianesimo, è quasi un dogma. La pandemia però non perdona, il virus non si ferma di fronte all’ingresso delle chiese, e non va in vacanza a Natale, anzi, si potenzia fra le folle volendosi endemizzare. Dunque, il governatore di New York Andrew Cuomo, avrebbe proposto la chiusura di tutti i luoghi di culto nella sera della vigilia di Natale (si veda questo link per la notizia ufficiale : https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2020/11/26/corte-suprema-azzera-restrizioni-luoghi-culto-new-york_b7e1985e-44c3-417c-8d16-48de64c58170.html ) .

Trump e Biden.

Amy Coney Barnett ed il  Conservatorismo

Dopo la morte di Ruth Bader Ginsburg, giudice della Corte Suprema americana, Donald Trump, poco prima delle elezioni, ha insediato l’ultracattolica e conservatrice Amy Coney Barnett, che avrebbe trascinato con sé altri cinque giudici, anch’essi conservatori. Così, la Corte Suprema boccia il provvedimento di Cuomo. Trump, difficilmente arrendevole ed assai timoroso di una damnatio memoriae proveniente da una possibile svolta antiglobalista, anticapitalista (dopo la crisi del Capitalismo che Marx aveva predetto), ha permesso al Conservatorismo di guidare comunque la fortuna della Costituzione americana, nonostante la vittoria del democratico Joe Biden.

Fides contra rationem

Ed ecco che si presenta un annoso conflitto che pervade le mentes dei filosofi fin dalla nascita della Patristica e della Scolastica: fides contra rationem. Ebbene sì, nel 2020 torna ancora in auge questo tema, d’altronde i Greci non hanno mai avuto torto: la storia presenta un andamento circolare, essa è metaforicamente rappresentata da un “οὐροβόρος”, un ‘serpente che si morde la coda’, dunque gli eventi tornano sempre ciclicamente.

La Christianitas e la Societas

E’ interessante però comprendere quanto effettivamente la Chiesa abbia influenzato la nostra società nel corso dei secoli. Quasi tutto il territorio della  Romània (termine che in filologia ed in linguistica indica il territorio conquistato dai Romani, che raggiunse la massima espansione sotto l’egemonia di un imperatore d’ascendenza visigota: Traiano), risulta coincidere con la Christianitas. Tale termine indica il territorio in cui la Chiesa esercitò il proprio potere spirituale, con capitale virtuale Roma. La Christianitas di fatto costituisce ancora nel nostro paese, nonostante la maggioranza dei cittadini si dichiari non praticante o agnostica, un importante sostrato culturale. La Chiesa, fondata secondo gli eventi mitici dei Vangeli da Pietro, apostolo di Gesù Cristo, cambiò radicalmente nel corso dei secoli. Proverò in questo luogo a realizzare una breve summa della sua storia esterna, che si intreccia inevitabilmente con il contesto storico-politico.

Breve excursus sulla storia della Chiesa

Durante il periodo del basso Medioevo ( 410,o 476, o 568 che dir si voglia fino al 1000), la Chiesa rappresentava un faro per la popolazione italica completamente sperduta nel fervore delle invasioni barbariche. Le città erano state abbandonate, la scrittura perduta (è proprio in questo periodo che si sviluppano i fenomeni di mutamento del vocalismo primario in secondario, dal latino medioevale alle lingue volgari nascenti),si viveva nel terrore di essere completamente derubati o uccisi da questi popoli, che altro non avevano fatto, se non rivendicare i propri territori di cui i Romani si erano appropriati. Non molto tempo dopo, intorno all’anno mille e al millecento, i fenomeni di corruzione della Chiesa iniziarono ad imperversare, primi fra tutti la simonia ed il nepotismo. Il popolo, ma soprattutto gli intellettuali che erano chierici per la maggior parte, iniziarono ad avvertire la necessità di un rinnovamento spirituale, di riportare la Chiesa a quel candore evangelico di carità, di fede, di amore verso il prossimo. Nacquero così , una serie di movimenti millenaristici ed ereticali , insieme al Francescanesimo (1213). Questi riportarono in auge i dettami evangelici, ma la Chiesa perpetrò nella  corruzione. Basti pensare all’istituzione del Tribunale della Santa Inquisizione (1233), all’inizio del periodo detto “Captivitas avignonese”, che iniziò nel 1309 con papa Clemente V, e terminò nel 1377. In tale periodo, che iniziò con lo spostamento della sede papale ad Avignone, si consumarono gli scandali più facinorosi, fra cui la continua nomina di papi ed antipapi che cercavano di usurparsi il potere l’un l’altro. La richiesta delle Indulgenze, inoltre, contestata poi dalle novantacinque tesi di Martin Lutero nel 1517, faceva in modo che i cittadini versassero continue somme per assolvere i propri cari e se stessi, dalle pene purgatoriali.

Fides aut Ratio

La Chiesa oggi non detiene più un potere simile, ma allo stesso tempo non rappresenta un valido sostegno per i fedeli. Basti pensare al decorso di questa pandemia: che genere di appoggio avrebbe fornito il Vaticano ai propri fedeli, se non l’Urbi et Orbi? Dunque ad oggi, il conflitto fra “fides et ratio” continua, ma la religione non è più quella cattolica: vi è la religione del Vaccino. La scienza, forse per la prima volta nella storia, si trova scoperta nei propri umanissimi conflitti, di fronte ad una società assolutamente erede del Positivismo. Dunque chi ha ragione, Cuomo o la giudice Barnett? Fides aut ratio?

Un commento su “Fides aut ratio: un dilemma che si squaderna nelle politiche del Natale in pandemia”

  1. Buondì,
    Articolo che pone questioni interessanti. Peccato per alcuni errori di banalizzazione (tra l’altro non necessari ai fini dell’articolo) che a me, studente di filosofia e teologia, mettono seri dubbi.
    Reputo una inutile banalizzazione il cenno sul rapporto tra Saturnalia e Natale. E’ evidente che vi è tra i due un legame di senso e di collocazione nell’anno, ma questo non diminuisce l’autenticità del Natale come festa cristiana. Si tratta del memoriale dell’evento dell’incarnazione, che celebra la venuta del Figlio nella carne e invita a porre l’attenzione sulla presenza attuale e sulla venuta escatologica.
    Ora, se è evidente che la collocazione nell’anno è stata fatta in rapporto alle festività che già c’erano (anche per porre una “alternativa”, è altrettanto evidente che c’è una distinzione enorme tra la celebrazione del “sol invictus” e quella dell’incarnazione. Pur essendoci tra le due un legame di senso, vi è una discontinuità profonda.

    La seconda cosa è il riferimento alla fondazione della Chiesa, “fondata secondo gli eventi mitici dei Vangeli da Pietro, apostolo di Gesù Cristo”. Ecco… altra banalizzazione con anche una punta di astio.
    Le ricerche sul Gesù storico e sui Vangeli, protratte (per fortuna) dall’Illuminismo fino ad oggi, testimoniano quanto i Vangeli siano una testimonianza della fede della Chiesa primitiva, la quale non si concepiva certo fondata da Pietro. La Chiesa postpasquale si autocomprende in piena continuità con la comunità prepasquale degli apostoli di Gesù. Certo, la comunità prepasquale e la prima comunità postpasquale non si comprendevano in netta distinzione con il giudaismo. Essi erano una comunità ebraica. Alla luce della fede pasquale nella risurrezione e, in modo particolare, nella divinità di Gesù, si consuma la frattura intorno agli anni 90 del I secolo, quando buona parte dei testi evangelici era stata redatta. Inoltre la parola “mitici” dice tutto e niente. Cosa vuol dire “mitico”?
    La narrazione evangelica vuole presentare degli eventi con una impostazione kerygmatica (cioè di annuncio del Vangelo) testimoniando la propria fede. La Chiesa, secondo quanto narrano i vangeli, è fondata da Gesù, tanto che (anche questo secondo le ricerche storiche) non c’è una discontinuità tra l’autocomprensione storica di Gesù come emerge dai vangeli e dall’interpretazione della vicenda e la comprensione che ne ha la Chiesa. Certo, vi è un cambio di prospettiva, dovuta al fatto che la Chiesa si trova ad annunciare Gesù e a comprenderne la figura nel corso del tempo.

    Infine, è un tema molto interessante quello del rapporto tra fede e ragione. Il magistero di Giovanni Paolo II, di Benedetto XVI e di Francesco, ma anche tutto lo sviluppo teologico-filosofico della scolastica (Tommaso, Anselmo, ecc), della patristica (Agostino, ecc) pongono un enorme accento su un “fides ET ratio”. La fede non è contraria alla ragione. Tutto ciò che, in ragione della fede, vuole demolire la ragione, non è fede. La fede anzi stimola ad avere una intelligenza e una lettura profonda del reale. La fede certo chiede alla ragione un “salto” che è connaturale alla ragione stessa e mai chiede all’uomo di “decapitarsi”. Ne è una prova la mole di opere di Tommaso d’Aquino, di Agostino, la ricerca di Teilhard de Chardin, di Newman, di Maritain, eccetera eccetera.
    Ritengo quindi che le scelte politiche in nome della “fede” siano molto più spesso delle scelte ideologiche. No, la messa di Natale non è necessario farla a mezzanotte anzi, non c’è scritto da nessuna parte. No, Gesù non è nato il 25 dicembre dell’anno 1 ma questo non cambia nulla sul senso di quella festa. Occorre rispettare il desiderio dei cristiani di partecipare alle celebrazioni eucaristiche, pur nell’assoluto rispetto dei decreti, delle norme, della razionalità. D’altra parte non credo sia necessario banalizzare o svuotare di senso ciò che di senso ne ha eccome. Purtroppo, per esperienza, mi capita spesso che anche gli anticlericali o gli atei siano un po’ “fides aut ratio” sulle loro posizioni (nessun giudizio sull’autore, ci mancherebbe).
    Ergo, credo che “fides aut ratio” sia un tema che riguarda non solo i cristiani, non solo i credenti di tutte le religioni, ma l’uomo in quanto tale.
    Quali sono le mie convinzioni nella vita? Su cosa fondo il mio vivere? Sono disposto a mettere in discussione ciò che reputo importante, i miei pensieri, i miei principi, o assolutizzo la mia posizione?
    Se un cristiano afferma che sia fondamentale andare alla messa di mezzanotte con il rischio di assembramento e di contagio, mi oppongo fermamente. Se una persona mi colloca sotto i piedi la fede dicendo che sono tutte cretinate e che le cose importanti sono altre mi oppongo fermamente allo stesso modo. Non noto differenza nel “dogmatismo” (bisognerebbe approfondire e chiarire meglio anche questo termine abusatissimo) delle due posizioni.
    La convivenza civile credo richieda tanto rispetto, tanto uso della ragione e tanta consapevolezza dei propri sentimenti, tutte cose che il cristianesimo (e il papa credo ne sia un esempio per tutti i credenti) non rinnega ma anzi, favorisce. Non dimentichiamo che proprio l’incarnazione e la risurrezione della carne danno un valore profondissimo alla natura umana e alla dignità dell’individuo, di tutto l’individuo, corpo e spirito.

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