Il Superuovo

Giornata internazionale della solidarietà: Kant la definisce una “necessità pressante” del genere umano

Giornata internazionale della solidarietà: Kant la definisce una “necessità pressante” del genere umano

Il 20 dicembre di ogni anno si celebra la “Giornata Internazionale della solidarietà umana” istituita il 31 ottobre del 2005 dall’ONU.

Giornata Internazionale della Solidarietà Umana 2020 - calendario bimCal.it

 

Dedicare del tempo alla sensibilizzazione della solidarietà è indispensabile per risvegliare i cuori degli uomini, oramai, governati da un egoismo prominente. Ecco perché l’ONU ha pensato di istituire una giornata per soffermare l’attenzione sull’importanza del sostegno reciproco e della generosità.

Dalla “social catena” al “Tu devi”

La parola “solidarietà” indica propriamente il rapporto di fratellanza e di assistenza reciproca che unisce i membri di un gruppo, quindi, in senso lato, l’umanità intera; deriva dal francese “solidarité” che, a sua volta, viene dal latino: “solidus” ossia solido, stabile.

Perché necessitiamo di essere solidali? La collaborazione tra esseri appartenenti ad una stessa specie è fondamentale per la sopravvivenza; accennando alla “social catena” dell’ultimo Leopardi, si evidenzia il ruolo di un’umanità consapevole dell’impegno etico-sociale, dell’aiuto reciproco nelle difficoltà per resistere alla sorte avversa che, prima o poi, colpisce tutti gli uomini. La solidarietà, l’empatia, l’essere gentili e disponibili, il compiere una buona azione, il mettersi a servizio degli altri permettono di creare un legame tra gli uomini in grado di tollerare le situazioni di sofferenza.

Cos’è una società senza solidarietà e senza carità? Una società menefreghista o come ha annunciato Mattarella il 17 febbraio scorso (in occasione della consegna di alcune onoreficenze) “sterile”. Preoccuparsi del bene comune è fondamentale. Ce lo sta insegnando il Covid; questo periodo drammatico che ha fatto emerge da un lato l’impronta -appunto- solidale, dall’altro lo slancio egoistico dell’uomo (come definire, infatti, chi non rispetta le regole?).

Personaggio Dei Cartoni Animati Di Immanuel Kant Illustrazione Di Vettore Illustrazione Vettoriale - Illustrazione di insegni, vettore: 112226291

Umanità e moralità

Le leggi come afferma Kant, (1724-1804) uno dei più importanti filosofi occidentali, sono fondamentali. E qui, oltre ai diritti e ai doveri prettamente civili che riguardano, quindi, lo Stato, possiamo anche fare riferimento soltanto all’etica kantiana dell’imperativo categorico. Il famoso “Tu devi” è sempre valido, deve rivestire e illuminare tutte le azioni, permettendo di agire moralmente. La legge del dovere appartiene a tutti gli uomini e, in breve, consiste nel:

  1. Uniformare la massima della volontà dell’individuo alla legge del dovere che è universale;
  2. Domandarsi se il comportamento del determinato individuo potrebbe essere comune a tutti gli altri uomini (cioè, chiedersi se ci si sta comportando come si comporterebbero tutti gli altri);
  3. Trattare l’umanità come fine e mai come mezzo;
  4. Non compiere alcuna azione secondo una legge diversa da quella universale della morale. Da qui, la necessità di adeguare la volontà alla ragione, presupponendo la legittimità della suddetta morale.

La crisi di fiducia nelle società “non profit” mette in pericolo il capitale sociale della solidarietà che regge la nostra Italia - Fondazione Pirelli

Attualità dell’opinione politica di Kant

Le considerazioni kantiane in merito alla morale valgono anche oggi, così come il suo pensiero politico.

L’ideale politico di Kant potrebbe essere rappresentato da uno Stato liberale-repubblicano, universale e cosmopolita.

Oltre a riflettere sulla posizione e sulla militanza degli eserciti permanenti, per i quali propone l’abolizione definitiva, e sul diritto di ospitalità e di visita che uno Stato deve prevedere e attuare, l’acme del suo impegno politico si ritrova nell’importante trattato “Per la pace perpetua” scritto nel 1795.

Si tratta, per l’appunto, di un saggio di tipo politico che presenta un ipotetico trattato di pace tra le nazioni del mondo; ovviamente si pone l’attenzione sulla dimensione filosofica dell’opera e non giuridica.

Kant dà vita a una discussione sul raggiungimento dell’ambita e bramata pace perpetua, ossia costante; ideale che è garantito, sul piano teorico, da un’unica repubblica universale, cioè una federazione mondiale di tutti gli Stati, in cui il potere decisionale appartiene al Parlamento che svolge una funzione importantissima: infatti, la sua presenza è indispensabile affinché, attraverso il confronto, tra le diverse parti politiche, il popolo non scelga la guerra, che non vale, neanche, come ultima ipotesi.

Gli Stati costituenti la federazione rinunciano a una parte della propria sovranità per stabilire un governo comune, sottomettendosi a leggi pubbliche. Qual è il fine (utopico) di Kant? Assicurare un’armonia tutelata dal diritto internazionale che ripudi la guerra, rendere il popolo e gli Stati membri più consapevoli in merito all’importanza della possibilità di affidarsi l’uno all’altro, di poter contare sull’altro, di tollerare le diversità, riferendosi al famoso atteggiamento spontaneo di convergenza verso l’altro e i suoi interessi, chiamato “solidarietà”.

Kant: "Per la Pace Perpetua" | SCREPmagazine

L’obiettivo dell’ONU

L’ONU si dedica attivamente al mantenimento della pace e della sicurezza globale. Compito ambizioso e difficoltoso, perché non sempre è facile far dialogare tutti gli Stati, soprattutto, quando si aggiungono conflitti interni e lotte intestine, interessi economici comuni ecc.

Si parla del fenomeno del peace keeping, cioè, di una serie di operazioni volte al mantenimento della pace sostenibile che non sempre funzionano come sperato.

Elemento embrionale per poter, soltanto, pensare di voler creare una comunità più aperta al dialogo, meno indifferente, meno egocentrica, meno concentrata esclusivamente su se stessa e più empatica, è la solidarietà.

“La solidarietà del genere umano non è solo un segno bello e nobile, ma una necessità pressante; un ‘essere o non essere’; una questione di vita o di morte”.

-Immanuel Kant

La convivenza civile tra gli uomini deve partire da questi presupposti.

Una delle Risoluzioni delle Nazioni Unite identifica la solidarietà come il valore fondamentale universale che sta, o almeno dovrebbe, alla base delle relazioni tra i popoli.

L’istituzione della “Giornata internazionale della solidarietà” e del Fondo mondiale per la solidarietà” servono per promuovere la militanza sociale, gli accordi internazionali, lo sviluppo umano nei Paesi in via di sviluppo e presso le fasce della popolazione più povere; e sono importanti, ma non bastano. Ci vuole azione concreta da parte dei caschi blu e non solo, occorre un minimo di impegno da parte di tutti noi.

Tanta strada è stata fatta, ma molta ne resta per veder finalmente attuata parte delle opinioni kantiane.

Casco Delle Forze Di Pace Delle Nazioni Unite Illustrazione Vettoriale - Illustrazione di segno, pacifico: 126954751

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