Il Superuovo

Pascoli e Lewis Carroll nel paese delle meraviglie: ecco come Alice incontra il fanciullino

Pascoli e Lewis Carroll nel paese delle meraviglie: ecco come Alice incontra il fanciullino

 

 

Vi siete mai chiesti come sarebbe il mondo se vedessimo tutto con gli occhi di un bambino? Il fanciullino e Alice hanno la risposta per voi!

 

Il bianconiglio munito del proprio ororlogio da taschino corre in preda all’ansia e allo stress fissando le lancette che scorrono incessantemente. In tanti si riconoscono in questo personaggio nato dalla penna di Carroll. Tutti corrono , scalpitano per essere i primi, inciampano e si rialzano senza avere il tempo di riflettere su ciò che hanno intorno. A volte bisognerebbe guardare il mondo dalla prospettiva di un bambino e Alice e il fanciullino pascoliano insegnano soprattutto questo: respirare e fermarsi a osservare.

 

Alice nel paese delle meraviglie: il capolavoro di Lewis Carroll

”Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie” è uno dei capolavori di narrativa più riusciti di tutti i tempi. Una bambina di sette anni è intenta a leggere nel giardino di casa e , annoiata, lascia che la sua attenzione venga catturata da un coniglio bianco che corre verso una tana. Alice precipita lentamente verso un universo assurdo e paradossale capace di violare ogni legge fisica esistente. Il nonsense di questo splendido quadro tratteggiato da Carroll si rivela eccezionale nel panorama della letteratura di fine Ottocento. Giochi di parole, enigmi, combinazioni numeriche popolano il paese delle meraviglie ed evidenziano la realtà conflittuale tra l’età infantile e quella adulta. La dimensione onirica che avvolge il mondo in cui Alice viene catapultata è permeata da personaggi che porteranno la protagonista a confrontarsi costantemente con le proprie scelte. Imparerà quanto sia importante capire che direzione prendere con il gatto del Cheshire, scoprirà la propria unicità grazie al cappellaio matto e sarà sempre chiamata a rispondere alla domanda ”Chi sei?” per scoprire la propria identità.

Un giorno Alice arrivò ad un bivio sulla strada e vide lo Stregatto sull’albero.
– “Che strada devo prendere?” chiese
La risposta fu una domanda:
– “Dove vuoi andare?”
– “Non lo so”, rispose Alice.
– “Allora, – disse lo Stregatto – non ha importanza”.

 

Giovanni Pascoli e la poetica del fanciullino

L’intuito e l’irrazionalità del paese delle meraviglie esplodono anche nella poetica pascoliana del fanciullino. L’autore interpreta la poesia come strumento per giungere alla verità tramite gli occhi di un bambino. Pascoli invita ad afferrare la verità non tramite il raziocinio, ma attraverso la meraviglia di chi guarda le cose per la prima volta. Gli schemi culturali imposti dalla società non devono inquinare la poesia e il suo immenso potere analogico. Le suggestioni che animano le piccole cose sono intessute di poesia e quest’ultima è pura esattamente come lo sguardo vergine di un bambino sulla vita. Uno degli espedienti poetici che Pascoli utilizza per esprimere ciò è l’ onomatopea di cui il poeta si serve in particolar modo nella poesia ‘’L’assiuolo’’ il cui verso chiude ogni strofe infondendo un presagio di sventura. Questa è una caratteristica dominante nel fonosimbolismo pascoliano e rivela tutta la sensibilità dell’autore nei confronti del sublime e di tutto ciò che in natura produce paura e fascino.

La meraviglia dell’esistenza negli occhi di Alice e del fanciullino

Alice e il fanciullino insegnano a guardare la vita dritta negli occhi e a farlo con lo sguardo puro di chi con stupore osserva il mondo per la prima volta. Pascoli e Carroll invitano a fare della vita una continua sorpresa, a tenere vivo il fanciullino che risiede in ognuno. Spesso capita,nel corso dell’esistenza, di cadere nella tana del bianconiglio e si ha paura perchè l’ignoto spaventa sempre, ma al contempo incuriosisce. Non bisogna lasciarsi sopraffare da quella paura, ma è necessario trasformarla in energia positiva. La poesia vera è quella che si ha dentro e  il solo modo per scoprirla è chiudere gli occhi e riaprirli con lo sguardo vergine di chi ama fermarsi a osservare la meraviglia che ha intorno, per scoprirne ogni volta aspetti nuovi e sorprendenti.

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