Energia nucleare: il pendolo che oscilla pericolosamente fra l’utopia energetica e Fallout

Rappresenta un settore che produce il 16% dell’energia elettrica che usiamo quotidianamente e che in futuro occuperà fette di mercato ancora più grandi, ma conviene veramente ?

Il secondo dopoguerra fu inaugurato con il terrore dell’atomica, una paura che sopravvive ancora oggi, anche se il reale rischio di un conflitto nucleare è minimo. Oggi sembra che l’energia nucleare stia per compiere un altro decisivo passo, ma questa volta con risvolti positivi

Dal centro della terra alle centraline elettriche

Si definisce energia nucleare quell’energia prodotta da determinati fenomeni che avvengono nella materia a livello atomico. Le reazioni nucleari avvengono sia nelle stelle, essendo il modo in cui queste producono energia, che sulla terra, dove ad esempio elementi radioattivi come il torio e il potassio che si trovano nel suo nucleo, si trasformano in altri elementi, producendo energia che mantiene a temperature altissime il nucleo stesso della terra. Andando più nello specifico l’energia nucleare può derivare da due processi distinti, la fissione nucleare e la fusione nucleare. Nella prima un atomo con elevata mazza atomica (il numero di protoni e neutroni) viene spezzato tramite il bombardamento con neutroni, emettendo grandi quantità di energia oltre che altri neutroni, i quali andranno a spezzare altri atomi innescando un processo a catena. I frammenti dell’atomo spezzato e i neutroni prodotti rappresentano circa il 99,8% della massa iniziale, la restante massa invece è stata convertita in energia secondo la famosa formula E=mc2. I reattori di ultima generazione progettati per la fissione nucleare sono sicuri ed efficienti, ma non risolvono in tempi brevi il problema delle scorie radioattive prodotte , limitandosi a sigillarle in bunker sotterranei per migliaia di anni, aspettando che il processo di decadimento trasformi completamente il combustibile esausto in materiale non più nocivo. La fusione termonucleare invece segue il procedimento inverso, dove due atomi con massa atomica molto piccola (attualmente si usano gli isotopi dell’idrogeno) vengono fatti collidere per produrre una particella con massa maggiore. Con questo procedimento l’energia prodotta è molta e pulita, ovvero senza scorie radioattive. Tuttavia l’energia necessaria per innescare il processo è tale da rendere gli attuali reattori sperimentali non efficienti dal punto di vista energetico, motivo per cui sono stati avviati diversi progetti internazionali con lo scopo di costruire un reattore a fusione perfettamente funzionante ed efficiente.

L’ombra delle Wasteland

La famosissima e prolifica serie di videogiochi Fallout, con le dovute esagerazioni, offre una visione verosimile di un mondo dove il nucleare è utilizzato sia per il bene che per il male. Da una parte il progresso scientifico ha portato benessere e prosperità per la società, dall’altra è la causa della sua fine. I paesaggi che il gioco offre, tetri e desolati, non sono poi così tanto distanti dalla zona contaminata di Chernobyl. Case malmesse e visibilmente rovinate, anche a causa delle radiazioni, paesaggi non proprio spogli come i deserti nucleari, ma comunque selvaggi, e mutazioni genetiche. Ebbene si, sembra che le radiazioni stiano influenzando il genoma di fauna e flora, senza necessariamente portare alla loro morte. Questo perché l’intervallo di vita di un animale è molto più breve di quello di un essere umano, permettendogli di crescere e riprodursi liberamente senza gravi conseguenze. In generale sembra che le mutazioni maggiormente riscontrate riguardino piumaggio  e pigmentazione della pelle, forse come sorta di protezione contro radiazioni alla stregua della nostra abbronzatura. Quel che è certo è che noi non saremmo altrettanto bravi ad abituarci a simili condizioni, e se non fosse per la tecnologia sarebbero veramente pochi quelli che riuscirebbero a cavarsela con le proprie forze, ma il discorso cambia se ci si trova in un mondo post-apocalittico. Fuori dai vault non avremmo grandi possibilità.

Rapporto costi-benefici

Il settore del’energia nucleare è, come ogni settore produttivo, finalizzato al guadagno. Se produrre energia atomica conviene più di altre forma di energia è chiaro che ci sarà un interesse generale nel produrre energia atomica, semplice. Tuttavia ci troviamo in un’epoca di forti cambiamenti e infinite possibilità, e stando a guardare progetti internazionali come ITER e DEMO, finalizzati alla produzione efficienti di energia nucleare tramite la fusione, sembra che l’interesse generale per questa risorsa non solo non stia sfumando, ma anzi stia riprendendo vigore, e questo per numerose ragioni. Innanzitutto sotto l’aspetto economico la fusione nucleare è estremamente conveniente, dato che per carburante non si utilizza il costoso uranio, bensì l’idrogeno. Inoltre non produce scorie radioattive, e in caso di guasti il reattore si spegnerà automaticamente. Sfortunatamente ci vorranno ancora diversi anni prima che i progetti vengano ultimati, e anche per allora ci vorrà tempo prima che venga pubblicata un’attenta analisi su costi e benefici.

 

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