Il Superuovo

Elio Germano attore dell’anno? La risposta la troviamo nella sua interpretazione in “volevo Nascondermi”

Elio Germano attore dell’anno? La risposta la troviamo nella sua interpretazione in “volevo Nascondermi”

La rivista online Rolling Stones ci offre la lista dei migliori film italiani del 2020, en-plein per le tre interpretazioni di Elio Germano

Elio Germano nei panni di Antonio Ligabue durante il fil “Volevo nascondermi”

Se nel 2020 il mondo si è fermato a causa della pandemia, Elio Germano ha fatto gli straordinari, regalandoci tre interpretazioni magistrali che appaiono di diritto nella classifica dei migliori film italiani stilata dalla rivista Pop Rolling Stones; ma in particolare, come se la cavò nei panni del tormentato pittore Antonio Ligabue?

La Lista

In questa lista compaiono le seguenti dieci pellicole: Figli, Hammamet, Magari, Miss Marx, L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, Volevo Nascondermi, Tolo Tolo, I Predatori, Gli anni più belli e Favolacce.

Vedendo questi film possiamo finalmente dire una cosa con relativa certezza: il cinema italiano sta (finalmente) rinascendo, potrei azzardare il titolo del film responsabile di questa rinascenza, e direi La Grande Bellezza, e mi si biasimi pure, De Gustibus.

Ancora una volta troviamo un film che cerca di rinfrescare la scarsa memoria politica di noi italiani: Hammamet, che racconta gli ultimi anni di vita di un onesto ma non troppo Bettino Craxi, con annessa interpretazione magistrale di Favino nei panni appunto del leader del Partito Socialista Italiano.

Troviamo nella lista Tolo Tolo, con il solito irriverente e tagliente Checco Zalone, che con la sua satira cerca sempre di far ridere, e ok, ma anche riflettere sui problemi e i disagi politici e sociali che viviamo in prima persona ogni giorno.

In Gli anni più belli abbiamo 4 amici che raccontano i 40 anni che vanno dal 1982 al 2020, ricordando i bei momenti, i fallimenti, i cambiamenti dei protagonisti stessi e del Paese in quei travagliati anni, e poi lo dirige Gabriele Muccino, quindi “Tanta Roba” a priori.

Ora, elencarli tutti sarebbe una noia infinita, quindi il consiglio è: vedeteli, le parole, specialmente se troppe, sono boriose.

Ospite di lusso di questa lista è senz’altro Pierfrancesco Favino nei panni di Bettino Craxi in “Hammamet”.

Le tre interpretazioni di Elio Germano

C’è chi vede Elio Germano in un film e dice: “Ah ma quello interpretò Leopardi ne Il Giovane Favoloso“… certo mio caro amico Radical Chic, ma c’è un prima ai più sconosciuto e un dopo oltremodo stellare, bello il Giovane Favoloso, non c’è dubbio, interpretazione maestosa, David di Donatello meritato, ma fossilizzarsi su una sola interpretazione è scorretto e ingeneroso.

Nel 2020 Elio Germano è protagonista di tre film, piazzati come detto nella lista dei migliori film italiani del 2020, essi sono: Volevo nascondermi, L’incredibile storia dell’Isola delle Rose e Favolacce.

In Favolacce Germano interpreta la parte di un padre inetto (nel senso stretto del termine) e collerico, in una storia talmente contorta e complicata da risultare geniale all’inverosimile, Inception e Shutter Island in confronto sono semplici da capire.

Ne L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, interpreta l’eccentrico e sognatore ingegnere bolognese Giorgio Rosa, che costruì una piattaforma petrolifera dichiarandola Stato sovrano, indipendente dalla Repubblica italiana, il tutto a largo di Rimini fuori dalle acque territoriali, il tutto bombardato da un incrociatore nel febbraio del 1969, il tutto per farsi notare dalla sua ex prossima al matrimonio con un altro uomo, magico.

In Volevo Nascondermi, Germano è Antonio Ligabue, pittore Naif di origine svizzera con qualche squilibrio mentale a volte anche vistoso,  ma cos’è il genio senza un po’ di follia? E obiettivamente, quanto Elio Germano ha incarnato bene questo personaggio in ogni sua sfaccettatura? Sia nei momenti di massima espressione artistica sia nei momenti di massimo sfogo maniacale, iracondo ed autolesionista.

Elio Germano interpreta Giorgio Rosa ne “L’incredibile storia dell’Isola delle Rose”

L’interpretazione in Volevo Nascondermi

Antonio Ligabue è sempre stato malato (di Gozzo e di Rachitismo), vittima di abusi, di un’infanzia e di una giovinezza travagliata e ricca di insuccessi ed internamenti vari in ospedali psichiatrici vari.

Antonio Ligabue nacque nel 1899 a Zurigo, già fin da piccolo qualche segnale di squilibrio lo dimostrava, scappando dalla sua famiglia adottiva senza apparenti motivi, girovagando senza meta qua e là, aggredendo la sua madre adottiva, cosa che gli valse addirittura l’espulsione dalla Svizzera, finendo nel paese natio del padre: Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia, senza conoscere una parola d’italiano, e venendo deriso da tutti.

Nel film vediamo chiaramente che la critica apprezzò molto i lavori di pittura e di scultura di Ligabue, e vediamo in prossimità di questi apprezzamenti, anche il profondo miglioramento a livello mentale del protagonista, che inizia a parlare più volentieri con le persone che lo circondano, denotando anche un pizzico di tracotanza a volte.

L’arte di Ligabue

Antonio Ligabue fu uno dei massimi esponenti di una corrente chiamata dalla critica Arte Naif, Naif in francese si traduce con “ingenuo”, che era del resto un po’ lo stile di questi artisti, un disegno semplicistico e molto abbozzato e un uso del colore molto massiccio e scriteriato, si prediligevano i colori accesi e le tinte calde.

I principali soggetti di Ligabue erano gli animali anche esotici, lui adorava gli animali, e li rappresentava in modo frequentissimo nei suoi dipinti, faceva anche ritratti e autoritratti, celebre ad esempio era quello sulla motocicletta, secondo il film di motociclette ne aveva dodici, mani bucate.

Gli artisti Naif raramente erano accademici e professionisti, ma la loro arte, e quella di Ligabue in particolare riuscì ad essere molto apprezzata dalla critica, vennero infatti organizzate molte mostre con al centro di esse i quadri e le sculture zoomorfe dell’artista italo-svizzero.

Dipinto di Ligabue che somma in un unica opera tutte le sue passioni e i suoi soggetti più frequenti: il dipingere gli animali, i paesaggi minimalistici, l’autoritratto e la motocicletta.

La Rinascita

I massimi fautori di questa Rinascita del nostro cinema, inutile dirlo, sono gli attori stessi, l’esplosione carrieristica di essi, la consacrazione e i riconoscimenti internazionali hanno ovviamente fatto il loro lavoro.

Probabilmente avevamo gli attori che ci meritavamo, e quindi di conseguenza la cultura cinematografica che ci meritavamo, e quindi forse nei primi anni 2000 ci meritavamo solo Boldi, De Sica e Cinepanettoni di dubbio gusto con alcuni capolavori isolati ma indubbiamente incisivi, finalmente pare che l’aria stia cambiando.

Per quanto riguarda invece questo sventurato 2020, che ha visto soffrire il Cinema Italiano, e non solo: aspetto con grandissima ansia i David di Donatello, credo che per il premio al “Miglior attore protagonista” potrei azzardare un pronostico, e forse anche per il titolo del film.

 

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