Elezioni e democrazia: perchè il popolo finisce per scegliere sempre Barabba?

“La tirannia di un principe in un’oligarchia non è pericolosa per il bene pubblico quanto l’apatia del cittadino in una democrazia.” Con questa frase Montesquieu inquadrava uno dei grandi rischi insiti nella democrazia. Per qualche ragione, dopo queste elezioni il pensiero del francese mi sembra più attuale che mai. Infatti, quando ho letto i risultati delle elezioni italiane (e non solo!), il primo pensiero non è stato per qualche politico, bensì per il popolo. Come possiamo lasciare accadere tutto questo (e oserei dire ‘di nuovo’)? Non ho più molta fiducia nella politica italiana, ma nei cittadini italiani ancora un po’ ci speravo. Quante volte abbiamo sentito dire che la storia, se ignorata, è destinata a ripetersi? La mia domanda è: quelli che invece non la ignorano e cercano di capirla per non rifare gli stessi errori, sono condannati a guardarla comunque ripetersi per colpa di altri? E francamente trovo assolutamente ironico che gli italiani corrano a sedersi in prima fila in chiesa la domenica e poi finiscano per scegliere sempre Barabba. Ci scandalizziamo per un vestito troppo scollato, per le unioni civili, per qualsiasi cosa insomma. Tranne per quelle che contano ovviamente.

Matteo 27, 15-26 “Essi risposero: -Barabba!-“

La vicenda della liberazione di Barabba viene presentata in tutti e quattro i Vangeli. Per dirla brevemente, Ponzio Pilato offre al popolo la possibilità di liberare un prigioniero, ma il popolo sceglie Barabba, condannando di fatto Gesù a morte. Ma chi è Barabba? È un brigante, secondo il Vangelo di Giovanni, un ribelle e un omicida secondo Marco e Luca; per Matteo è “un prigioniero famoso”. Il nome stesso “Barabba” (Bar- Abbas) significa ‘figlio del padre’. E questo forse ci permette di capire meglio il significato di questo testo biblico. Barabba è una sorta di alter ego di Gesù, sono due ‘Messia’, per quanto Barabba si riveli in realtà essere poi falso. Entrambi promettono libertà e un regno, ma mentre la strada per giungervi secondo Barabba è quella della violenza, per Gesù la strada è interiore. Tralasciando qualsiasi commento sulle derive estremiste nate proprio dall’erronea interpretazione ‘esteriore’ delle Scritture, è rilevante la scelta del popolo, che libera la violenza non comprendendo la grandezza di una via più impegnativa. “E tutto il popolo rispose: -Il suo sangue è su noi e sui nostri figli!-“. Questa frase, pronunciata dal popolo davanti a Pilato, sancisce la decisione definitiva dei cittadini e ha il sapore di una maledizione.

"Liberate Barabba" in una stampa britannica
“Liberate Barabba” in una stampa britannica

Forse davvero i popoli sono condannati, per loro stessa natura, a scegliere sempre il Barabba della situazione. Forse davvero questo è il limite irrisolvibile delle democrazie. Come riescono questi Barabba a conquistare così il popolo? In genere sono bravi a sfruttare i problemi, a rigirarli a vantaggio delle loro tesi. Sanno parlare alla ‘pancia’ della gente stimolando la parte peggiore di ognuno, ne annullano la ragione e la logica. Ci sono innumerevoli libri che parlano di questi temi, svelando i meccanismi alla base di queste derive democratiche. Tuttavia la mancanza di informazione ci condanna a vederli ripetersi.

Democrazia: realtà o illusione?

La democrazia è, per definizione, il sistema politico in cui la sovranità appartiene al popolo, il quale però viene presentato dalla filosofia e dalla letteratura come inaffidabile. Il problema principale è la facilità con cui si lascia incantare e ingannare. Senza contare che Socrate venne condannato a morte con una votazione ‘regolare’, alcuni dei peggiori governanti di sempre sono stati eletti proprio dal popolo. Penso a Hitler, che ottenne il 40% dei voti e venne perciò nominato Cancelliere, e a Mussolini, che rivestendo di legalità un partito criminale ottenne il governo e molto altro. Si potrebbe continuare all’infinito nominando i tanti Barabba che, giocando sulle difficoltà delle varie epoche, hanno parlato alla pancia delle persone, sfruttandone i problemi per assumere posizioni di controllo e dominio. Nei momenti di difficoltà il popolo si mostra più vulnerabile, e arriva sempre qualcuno in grado di capirlo e di approfittarne. Ragionando in questo modo si arriva all’analisi delle elezioni di domenica. Salvini è solo uno dei tanti Barabba abbastanza furbi da sfruttare un momento difficile della storia del nostro Paese per aizzare l’odio e tutti quei sentimenti che ci avvicinano alle bestie. I risultati di domenica sono tuttavia estremamente preoccupanti, ci raccontano di una crisi che forse è innanzitutto culturale.

Infatti quando può dirsi morta la democrazia? Dopo queste elezioni, giurerei che la democrazia inizi a morire quando mancano la cultura e l’informazione. La democrazia muore quando il Primo Ministro, nonchè leader del primo partito nazionale, lascia morire i bambini in mare. Purtroppo siamo nell’era degli opinionisti e nell’era in cui in mezzo a tutte queste opinioni la verità dei fatti viene soffocata. Questa confusione fra opinione e verità assoluta diventa così uno strumento potentissimo in mano a coloro che sono disposti a mentire e a omettere pur di sedersi su una poltrona. Si potrebbe scrivere un’enciclopedia con tutte le false informazioni rifilate da Salvini alle persone attraverso i social e non solo. Basterebbe però informarsi, conoscere i fatti, per smascherare tutte le menzogne e ricominciare a comportarsi da umani, prima che da cristiani o da italiani. “Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c’è altro comandamento maggiore di questi.” Se non sbaglio non continuava dicendo “ma solo se ha la pelle bianca, solo se pratica la tua stessa religione e solo se la pensa come te”. Ecco, forse nel momento in cui un uomo decide chi può vivere e chi può morire la democrazia traballa pericolosamente. Non so bene come sarà l’Italia fra qualche anno, o cosa studieranno della nostra epoca sui libri di storia fra trent’anni. Certamente questa è una pagina ingloriosa per questa Repubblica. E certamente prima di baciare un rosario occorrerebbe conoscere il significato della religione a cui rimanda.

Viviana Vighetti

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