Un’analisi più accurata dell’ultimo progetto musicale di Claver Gold, il lupo di Hokkaido, ci porta ad una visione mistica di alcuni concetti, avvolti da una nebbia di leggenda.
“Questa è la storia del lupo di Hokkaido, morto per mano degli uomini alla fine del XVIII secolo. Soltanto la popolazione degli Ainu decise di non partecipare allo sterminio di questo animale, mantenendo la tradizione che ha sempre visto uomini e lupi vivere in armonia.“
Il lupo si estinse quando la stessa sorte colpì anche gli shōgun che persero il loro dominio. Siamo nel Giappone del 1868 e un colpo di Stato ha appena restituito il potere all’imperatore. Da poco si era conclusa la guerra Boshin (chiamata ‘dell’anno del drago‘) con la battaglia di Toba-Fushimi, alla periferia di Kyoto, in cui l’esercito comandato dai signori di Chōshū e Satsuma aveva sconfitto quello delle forze lealiste dello shogunato.
Nel bel mezzo del caos di una battaglia appena giunta al suo termine. Iniziò così la restaurazione Meiji e con se portò una catalizzazione (il processo che consiste nell’accellerare una reazione) delle energie del Giappone verso scelte politiche di modernizzazione e di industrializzazione. Proprio quest’ultima, accomunata ad un acuto menefreghismo degli abitanti, trascinò la razza che abitava l’isola di Hokkaido ad una prematura estinzione, a causa della distruzione di certi habitat naturali nei quali il lupo viveva. Oggi però l’animale vive ancora, nei cuori della gente, nelle leggende popolari e nell’ultimo EP. di Claver Gold, artista classe ’86, originario di un quartiere popolare di Ascoli Piceno, ultimo di 5 fratelli.
Un episodio di atmosfere magiche
Il lupo di Hokkaido è composto da 7 tracce che trasportano l’ascoltatore in un viaggio verso un Giappone nel quale il tempo non va a braccetto con la razionalità, si limita bensì a seguire i flussi di coscienza delle rime di Claver. Un concept inedito, alquanto mistico ed avvolto dalla mitologia. Ma è davvero solo questo lo scopo del rapper? Ovviamente no, qualsiasi progetto rap che si rispetti padroneggia l’emittenza di uno o più significati latenti, pronti ad uscire allo scoperto al cospetto di un referente abile nel coglierli. Infatti l’album contestualizza nella nostra attuale scena rap l’estinzione del lupo, metafora di un artista che, nonostante gli sforzi di una scrittura pregnante e costantemente madre di contenuti, non riesce ad emergere dall’abisso di un oceano inquinato dalla superficialità.
“Le promesse fatte ci hanno seppellito Siamo morti come lupi di Hokkaido Siamo noi la colpa dell’estinzione Tu mi parli di una maledizione Io ti parlo tipo male dizione Non riesco a pronunciare il tuo nome”
Copertina del nuovo album in studio di Claver Gold e Kintsugi, Il lupo di Hokkaido EP
Ma nonostante tutto gli artisti come Claver Gold riescono ancora a tenere viva la musica in un ambiente snaturato da tantissimi fattori esterni che hanno fatto perdere di vista il vero senso delle cose. Di queste 7 tracce parleremo della forse più carica di significato, quella che solitamente nella carriera di un artista porta spesso alla paura di sbagliare la trattazione del contenuto.
La paura di sbagliare
“Parte di me” è la quinta traccia dell’EP, di seguito sono riportate le parole dell’autore rilasciate in un’intervista che ci chiariscono le idee prime dell’ascolto di queste rime.
“Ecco l’unico feat. del disco: chi se non Hyst, solo perché è giapponese? No, anche perché è un grandissimo scrittore ed interprete, ma il fatto che sia giapponese ha influito molto nella scelta… Ho contattato solo lui per questo EP. Questo è uno dei testi più complessi, un susseguirsi di immagini, metafore, rime di getto che si susseguono e rincorrono il tema principale che è la paura di sbagliare.”
La paura sopraggiunge dentro di noi nel momento in cui iniziamo a giudicare il nostro operato, veniamo afflitti da dubbi e incertezze e l’ansia causata da questi fattori ci blocca. Si è preso la briga di confutare questo concetto Epittèto, contemporaneo di Stazio e Tacito. Il filosofo greco, esponente dello stoicismo di epoca romana affermava che la paura di sbagliare ed il turbamento ad essa connesso derivano dalle opinioni che ognuno di noi ha sulle cose, e non da queste ultime in sé per sé. Infatti questa fobia è solo un’impressione fondalmente negativa, perchè in realtà è l’idea di una perfezione impossibile da raggiungere che ci fa provare le suddette sensazioni. Perché la perfezione ovviamente non esiste. Seguendo tre semplici regole riuscirai a superare la paura di sbagliare. In primis accetta il fatto che quest’ultima non si possa evitare, imbattitici e, in caso di sconfitta, accetta il fallimento e vai avanti! La vittoria è li ad aspettarti e l’unico modo per raggiungerla è seguire l’istinto.
Qui raffigurato Claver Gold, il rapper nativo delle Marche
Claver è l’esempio di colui che ce l’ha fatta, è riuscito a vincere le proprie paure attraverso la leggenda del lupo di Hokkaido, portandosi a casa il merito di aver creato un concept album strabordante di vita. La vita appartenente al lupo che, finché esisteranno penne che terranno in piedi la speranza di una scrittura propedeutica all’esistenza stessa, non cesserà mai di abitare le storie delle steppe dell’isola di Hokkaido.
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