Ed Sheeran e la critica alla società moderna a suon di musica.

 

Con ”Beautiful people” il cantante dei record, Ed Sheeran, tenta di fotografare la società moderna con efficace successo.

Nella società attuale, in cui si evince sempre più individualismo e necessità di apparenza, la gente si lascia trasportare dalla corrente che porta al ceto sociale considerato più elevato tra i giovani, ad eccezione di qualche ribelle.

Chi sono le “belle persone”?

Il cantante britannico Ed Sheeran, il cui ultimo tour ha superato il record d’incassi precedentemente detenuto dagli U2, ha deciso di dare sfogo in uno dei suoi testi a una forte critica nei confronti della società odierna. La canzone in dettaglio è “beautiful people” in cui con il termine “belle persone” l’artista fa riferimento a tutta quella parte della popolazione che segue costantemente la “corrente” tentando con ogni mezzo di entrare a far parte di quel ceto sociale, apparentemente più elevato, che offre l’illusione di affermazione sociale. Egli, con il suo testo, tenta di far comprendere ai suoi fan che per essere felici non occorre inseguire le masse e conformare i propri comportamenti e pensieri a quelli più in voga per assaporare una briciola di fama, ma è sufficiente essere sé stessi cercando di allinearsi da un asfissiante contesto nonostante questo comportamento condurrebbe ad essere giudicati “not beautiful people”. La critica che il cantante pone ai suoi ascoltatori trova riferimento nelle idee di alcuni sociologi classici che hanno gettato le basi dell’analisi della società.

 

La vita è un palcoscenico.

Quando non si ritiene qualcuno una “bella persona”? Per rispondere a questa domanda bisogna comprendere la presentazione del , ovvero la necessità da parte delle persone che interagiscono tra loro di apparire, agli occhi del proprio interlocutore, nel modo in cui quest’ultimo richiede. Per questa ragione E. Goffman definisce il mondo un “palcoscenico pieno di attori sociali” i quali recitano tenendo conto delle aspettative del pubblico e dell’effetto che si vuole suscitare, ma nel retroscena questi possono comportarsi in maniera molto differente. Quindi il cantante britannico definisce non belle persone coloro il cui sé viene messo alla prova in determinate situazioni da un gruppo più vasto di attori sociali che tendono a far sembrare come giusto solo il proprio comportamento.

Socializzazione e chiusura sociale.

Con il messaggio lanciato dal cantante non si può che collegarsi alle teorie alla base della sociologia elaborate da Emile Durkheim e Max Weber per trovare una causa a tale fenomeno. Innanzitutto, esprimiamo il concetto elaborato da Durkheim di “fatti sociali” ovvero ogni modo di fare, più o meno fissato, capace di esercitare sull’individuo una costrizione esterna, i quali vengono appresi tramite la socializzazione. Proprio grazie alla socializzazione, quindi, gli uomini comprendono diversi tipi di comportamento da utilizzare in determinati contesti ma un eventuale discostamento da tali standard comportamentali porterebbe a una risposta negativa da parte della gente con cui siamo intenzionati a interagire, motivo per cui si cerca in ogni qual modo di essere “belle persone”.  Un’altra motivazione per la quale ci si sforza di essere belle persone la comprendiamo tramite il concetto di chiusura sociale elaborato da Weber ovvero il processo attraverso cui determinati gruppi di persone tentano di monopolizzare risorse e opportunità, che nel nostro caso combaciano con popolarità e fama, creando una forte differenza tra ceti diversi. In tale maniera, seguendo la corrente, si mira ad eliminare, anche se solo apparentemente, il sistema di stratificazione sociale che pone le differenze di opportunità tra differenti ceti.

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