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Ecco cos’è l’ASMR e come si usa in psicologia : una sensazione non ancora identificata

L’ASMR è una sensazione di piacevolezza suscitata a livello psichico da stimoli specifici che può essere sfruttata per trattare disagi mentali come ansia e panico.

YouTube tramite apposite registrazioni, ha reso virale il fenomeno dell’ASMR, una specifica reazione organica, novità non così nuova, a quanto pare, dal momento che il dibattito su cosa sia questa cosa ignota è iniziato nel 2008. Per ora sappiamo che con Autonomous Sensory Meridian Response si intende una sorta di formicolio che provoca  una sensazione di piacevole rilassamento a livello fisico e mentale, ma molti aspetti di questa manifestazione corporea, sebbene studiati, rimangono ignoti.

Una sensazione ignota e inspiegabile

Questo curioso fenomeno era centro dell’attenzione di gruppi di dibattito online come la Society of Sensations già dal 2008; il web ha il potere di permettere a chi lo usa con giudizio di condividere e scambiare le proprie idee, ed è stato proprio con questa rete di condivisione che si è venuti a dare un nome ad una sensazione chiamata in causa da molti ma senza piena cognizione del suo fattore scatenante, identificandola come Attention Induced Head Orgasm. Fu solo dal Febbraio 2010 che Jennifer Allen utilizzò per la prima volta la sigla ASMR  all’interno di un gruppo Facebook che funzionava come un forum di discussione avente come oggetto questa strana e ignota sensazione di piacevolezza non altrimenti specificata. La Allen si impegnò a spiegare che in quanto reazione autonoma, necessariamente debba essere soggettiva e inspiegabile; non siamo tutti uguali e le fonti del piacere allo stesso modo possono essere comuni ma non identiche. Questa sostanziale incoerenza organica tra individui che però provoca piacere, viene definita Meridian fondamentalmente per usare un termine meno imbarazzante di Orgasm; chissà perchè parlare degli argomenti più naturali e biologici in termini aulici ne rende più facile la discussione… Secondo Tom Stafford, prof. di Psicologia all’Università di Stafford, potrebbe trattarsi di un fatto reale ma molto difficile da indagare, proprio perchè si tratta di una esperienza interiore, qualcosa che non è tangibile nè misurabile se non tramite una descrizione da parte della persona che la prova. E niente, il mistero si infittisce.

L’origine del piacere tra corpo e mente

Diciamo che l’acronimo contribuisce a rendere un po’ criptico il vero significato di ASMR e che pure parlarne in termini di ‘reazione fisica’ non la chiarisce molto, per cui, cerchiamo di dipanare la matassa in modo da avere qualche nozione in più sulla questione. La Risposta Sensoriale Apicale Autonoma o Risposta Autonoma del Meridiano Sensoriale è appunto una reazione che si manifesta sia a livello psichico, perchè consegue uno stimolo visivo, uditivo, tattile o mentale, sia a livello fisico, in quanto si manifesta concretamente come un formicolio localizzato sul retro della nuca. Ora, è cosa nota tipo da sempre che il collo e la nuca siano punti particolarmente sensibili, tanto che queste si fregiano di essere definite da molte persone come zone erogene, che, appunto, una volta stimolate, provocano un intenso piacere. L’ASMR funziona all’incirca con lo stesso principio; come le zone erogene costituisce una esperienza soggettiva a seguito di stimolazione che non necessariamente chiunque è in grado di provare e che può dipendere da trigger diversi. La differenza sostanziale è che l’ASMR si manifesta a livello mentale come un Brain Orgasm, con tanto di attivazione cerebrale come un vero e proprio orgasmo che è riscontrabile grazie ad una Risonanza Magnetica Funzionale. Ma come stimolarla? Dunque, tra i metodi più diffusi c’è la tecnica del whispering cioè la riproduzione di voci registrate che sussurrano o parlano dolcemente come se stessero bisbigliando qualcosa all’orecchio. Inoltre c’è la tecnica del role-play, cioè simulazioni audio di sedute dal dottore o dalla parrucchiera, insomma, tutte situazioni di relax.

L’uso non convenzionale dell’ASMR : l’Antipsichiatria

A fronte dei risultati ottenuti da tecniche di brain-imaging funzionale quali la fMRI (Risonanza Magnetica Funzionale) e la Stimolazione Magnetica Transcranica, il direttore di Neurologia Generale del Dipartimento di Medicina dell’Università di Yale, tale Steven Novella, è il primo ad introdurre il concetto di neurodiversità. Trattasi di un tipo di approccio noto come Antipsichitria che va a contrastare con le diagnosi e le terapie psichiatriche classiche, ne critica il dogmatismo nel sistema di categorizzazioni a compartimenti stagni e al contrario sostiene la complessità del cervello e le mille variabili che la caratterizzano passando da individuo ad individuo. Questo tipo di approccio è da prendere un po’ con le pinze perchè mette in discussione un complesso ingente di solide basi biochimiche, genetiche e sistemi terapeutici che sono supportati da prove scientifiche e organiche. Per quanto riguarda l’ASMR, è proprio la mancanza di evidenze misurabili che non consente di legittimarla in quanto reazione fisiologica. Nonostante questo, diverse persone sottoposte all’ascolto di registrazioni che stimolino l’orgasmo mentale, in aggiunta alla dichiarata sensazione di piacere, affermano che il rilassamento indotto aiuterebbe ad alleviare situazioni di insonnia, ansia o panico.

Giusto o sbagliato che sia, se è vero che lo scopo della psicologia, come del resto anche della medicina, è quello di curare un paziente che manifesta dei disagi, si può condannare un metodo che provoca effettivi benefici solo perchè non presenta sufficienti basi scientifiche? La carenza di evidenze quanto a reazioni e uso terapeutico dell’ASMR rende difficile ovviare il problema della soggettività delle esperienze. Tuttavia, tra i metodi di ricerca non è infrequente lo studio dei casi singoli, se questi sono particolarmente eclatanti e degni di nota. Allo stesso modo, laddove non sia possibile generalizzare un fenomeno o la sua cura, si può scegliere tra le varie pratiche di trattamento e testare quella più adatta alle esigenze del soggetto affetto. Ritengo che le basi scientifiche a supporto di una qualsivoglia teoria siano di importanza relativa alla misura in cui quest’ultime si rivelino innocue e concorrano a migliorare la qualità della vita della persona.

 

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