Il sepolcro come luogo di dialogo tra vivi e morti: Camilleri incontra i suoi lettori

Ad un anno dalla morte di Camilleri, ancora tantissimi visitatori lasciano messaggi di ogni tipo sulla sua tomba. Il sepolcro riesce davvero a strappare l’uomo alla morte?

Su Robinson – la Repubblica dell’11 luglio c’è un articolo intitolato I pizzini d’amore, Angelo Melone (autore del pezzo) scrive: “A un anno dalla morte del grande scrittore, migliaia di lettori continuano a parlare con lui”. Che senso ha lasciare dei bigliettini ad un defunto? Eppure, molti sentono il bisogno di farlo. Foscolo ci spiega l’importanza di una degna sepoltura che rende quasi possibile una “corrispondenza d’amorosi sensi” tra i vivi e i morti.

Sopravvivere grazie all’illusione

Il carme dei Sepolcri di Foscolo ha come tema proprio quello delle tombe. L’occasione per comporre quest’opera fu offerta dall’editto napoleonico di Saint-Cloud del 1804, quest’ultimo non permetteva la tumulazione delle salme entro l’abitato dei comuni, l’incisione sulle lapidi di stemmi o titoli nobiliari e vietava che le lapidi fossero poste nel luogo di sepoltura del defunto così da lasciare disponibile il terreno per le successive inumazioni. Foscolo inizialmente favorevole a queste decisioni, tre mesi dopo scrive i Sepolcri e cambia completamente il suo punto di vista in merito all’editto.

Se il poeta inizialmente sostiene tesi a favore dell’inutilità delle tombe e, in un’ottica tutta razionale, sottolinea che il defunto non può trarre alcun giovamento o svantaggio dalla sepoltura perché morto; successivamente cambia idea nell’opera e, al contrario della ragione che vede nella morte una distruzione totale dell’individuo, trova nel sepolcro il mezzo per mantenere in vita, almeno nel ricordo, chi ci ha lasciato. Infatti, il materialismo settecentesco viene  superato sul piano poetico e sentimentale grazie alle illusioni. Se la ragione non lascia spazio alla sopravvivenza, l’illusione di una vita dopo la morte Foscolo la affida alle tombe: il luogo in cui è possibile ritrovarsi con la persona che non è più in vita e che conferisce all’uomo quell’immortalità che è propria solo degli dei.

In realtà l’opera ha anche altri fini, tra questi è da menzionare quello politico: le tombe dei grandi personaggi del passato, ad esempio, sono necessarie perché devono stimolare gli uomini contemporanei a compiere “grandi azioni”; accanto alla funzione eternatrice delle tombe, il poeta affianca quella civilizzatrice.

Il bisogno di una corrispondenza tra i vivi e i morti

Le parole di Foscolo seppur “irrazionali” sembrano rispecchiare la realtà della nostra civiltà. Ad un anno dell’anniversario di morte di Camilleri, la tomba dello scrittore è ancora luogo di molte visite da parte, non solo, di familiari e amici, ma anche di chi lo ha amato da lontano: i suoi lettori.

Andrea Camilleri ci ha lasciato il 17 luglio del 2019 e, dopo un funerale strettamente privato, è stato sepolto nel cimitero acattolico di Roma. Tuttora sulla sua tomba vengono lasciati bigliettini, lettere e oggettini di ogni tipo in segno di riconoscenza. Angelo Melone scrive: “Il flusso di affetto che lo ha accompagnato nella vita non si è interrotto, anzi. E si è via via materializzato […]. A scrivere, ora, sono i suoi lettori: una marea di pizzini per Camilleri semplici, commossi, spontanei”.

Chi gli ha voluto bene sente il bisogno di fargli visita, quello di Camilleri è un esempio di come la tomba diventa il luogo in cui chi amiamo continua a stare tra noi, dove è possibile “incontrarsi” e “comunicare” in qualche modo, rendere possibile quella ”corrispondenza d’amorosi sensi” di cui Foscolo parlava.

Non è  forse proprio l’illusione  a spiegarci cosa smuove gli animi di quei visitatori? Ogni nostro gesto ha un senso e la letteratura, oggi come ieri, può aiutarci spesso ad interrogarci e, magari, a trovare anche delle risposte. Proprio come sosteneva Foscolo, una degna sepoltura, che razionalmente sembra non aver alcun valore, riesce invece a mantenere in vita il defunto attraverso l’illusione: strappa l’uomo alla sua condizione effimera, rendendolo immortale.

 

 

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