Ecco come la  tecnologia immaginata in Godzilla 2 cambierebbe il mondo della bioacustica

Nel nuovo film di Godzilla: King of the Monsters una tecnologia fantascientifica permette di calmare creature sconosciute come i titani. Le possibili applicazioni nella realtà sarebbero infinite (Spoiler Free).

Godzilla: King of the Monsters è un film del 2019 diretto da Michael Dougherty e scritto dallo stesso Dougherty, Zack Shields e Max Borestein. Si tratta di un sequel, il trentacinquesimo della franchigie Godzilla, nonché terzo film del Legendary’s Monstervers. Senza entrare nei particolari della trama, la pellicola presenta una tecnologia fantascientifica: una sorta di emulatore bioacustico. Tale dispositivo sarebbe in grado di emettere determinati suoni per interagire con qualunque specie animale, richiamandola o addirittura calmarla. Scopriamo quali sono le basi scientifiche e i grandi benefici che porterebbe uno strumento del genere.

 

Cos’è la bioacustica?

Naturalmente si tratta di una scienza interdisciplinare che combina il pragmatico mondo della biologia con quello più utopico della fisica, in particolare dell’acustica. Si riferisce allo studio della produzione, dispersione e ricezione del suono negli animali (incluso l’uomo). Tutto ciò implica basi neurofisiologiche e anatomiche della produzione e dell’individuazione de suono e la relazione dei segnali acustici con il mezzo attraverso cui di disperdono. Per molto tempo l’uomo ha impiegato il suono degli animali per riconoscerli e trovarli. Ma queste ultime due sono solo esempi delle svariate applicazioni che questa disciplina fornisce e potrebbe fornire. I più recenti progressi riguardano le relazioni tra gli animali e il loro ambiente acustico e l’impatto del rumore antropogenico. L’impiego più importante rimane però la stima della biodiversità di un’area: capire la quantità e la diversità delle specie animali tramite il semplice ascolto, sembra quasi fantascienza!

Oggi la rilevazione dei suoni per riconoscere e quantificare le specie in un’area è l’applicazione principale della bioacustica ma in futuro potrebbero aprirsi nuove frontiere.

Interazione dirette con gli animali

Nonostante ciò siamo ancora ben lontani dall’essere in grado di interagire completamente con gli animali stessi. Principalmente a causa della complessità della vasta gamma di suoni posseduta da ogni singola specie. ‘L’Orca’ è un emulatore fantascientifico presente nel film. Registrando rumori provenienti dagli animali, il macchinario è in grado di emulare una vasta gamma di suoni. Quindi un operatore, selezionando l’opportuna frequenza, sarebbe in grado di calmare, allontanare o richiamare l’animale stesso. Questa tecnologia è sfruttata dalla Monarch (consiglio di premere il link) per cercare titani amichevoli che potrebbero portare beneficio alla razza umana se risvegliati. E’ dunque possibile captare un determinato numero di suoni, interpretarlo e sfruttarlo ma non nella loro totalità, soprattutto con specie sconosciute come Mothra.

Possibili benefici

Ovviamente nel corso della trama, nulla andrà per il verso giusto e lo strumento sarà utilizzato per scopi di dubbia onestà. In ogni caso, possiamo immaginare gli innumerevoli vantaggi nel possedere una tale tecnologia. Un esempio è proposto nella pellicola stessa quando ci viene detto che l’Orca è stato creato per comunicare con le balene, affinché esse rimangano distanti dalle coste. O ancora, immaginate di poter evitare inutili spargimenti di sangue facendo calmare l’animale. Nonostante ci sia ancora molta strada da fare, la  bioacustica rappresenta il futuro della comunicazione interspecie.

 

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