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Ecco 6 curiosità che (probabilmente) non conoscevi sulle lingue del mondo

La linguistica è la disciplina che studia la lingua, identificabile come il principale strumento utilizzato dalla specie umana per comunicare, cioè per trasmettere agli altri quello che si ha in mente.

Anche le lingue sono social, la comunità influenza la lingua

Una definizione più precisa (e specifica) di lingua potrebbe essere questa: la lingua è un codice simbolico, proprio della specie umana, diverso da comunità a comunità, trasmesso per via culturale e non ereditato biologicamente; tale sistema, basato su simboli vocali o gestuali, è condiviso dai parlanti che lo utilizzano per esprimere pensieri e conoscenze.

1. Quante lingue si parlano nel mondo?

Non è facile rispondere a questa domanda, sia perché alcune aree geografiche risultano ancora oggi insufficientemente studiate (anche a causa della loro inaccessibilità o della riluttanza delle popolazioni indigene a condividere i loro usi e costumi), sia perché non è univoca la definizione di lingua. Secondo uno degli studi più recenti, nel mondo si parlano ben 7117 lingue (citando www.ethnologue.com ).

Quali sono le lingue più parlate nel mondo? | inlingua Roma

2. Quante sono le lingue che vengono anche scritte?

Può sembrare strano ma, in realtà, tra le poco più di 7000 lingue parlate nel mondo, solo 2000 sono anche scritte; difatti, alcune lingue vengono soltanto parlate perché la scrittura non è un elemento necessario per far sì che la comunicazione funzioni. In altre parole, anche una persona analfabeta (che, cioè, non sa né leggere né scrivere) può parlare con un’altra; si contano circa 650 milioni di adulti analfabeti nel mondo che utilizzano la loro lingua solo in forma orale.

3. Le lingue più parlate al mondo

Per indicare quali sono le lingue più parlate al mondo, si fa una classifica in base al numero di parlanti nativi di una lingua, cioè quei parlanti che hanno imparato quella determinata lingua nella socializzazione primaria e che la possiedono come lingua madre.

Secondo la stima di “Language of the World” (ma ve ne sono tante altre come quella dell’ONU o di Ethnologue), le dieci lingue più parlate al mondo sono nell’ordine: cinese mandarino, spagnolo, inglese, hindi-urdu, arabo, portoghese, bengali, russo, francese e giapponese. Tutte lingue, queste, che hanno più di 100 milioni di parlanti nativi.

L’italiano, invece, è al 21° o 22° posto con una settantina di milioni di parlanti nativi.

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4. Le lingue più importanti del mondo

Non è detto che le lingue più importanti siano necessariamente quelle con il più elevato numero di parlanti nativi; infatti, per stilare una classifica complementare, occorre tener presente altri fattori come il numero di parlanti totali. Se prendiamo in considerazione il numero di parlanti totali delle lingue al primo posto non si trova più il cinese mandarino, bensì l’inglese.

Inoltre, vanno valutate anche altre variabili, come: il numero di Paesi in cui la lingua in questione è considerata lingua ufficiale, l’impiego della lingua nei rapporti commerciali e nella ricerca; la tradizione e il prestigio culturale di cui gode la lingua; il numero di Paesi in cui viene insegnata a scuola come lingua straniera…

Seguendo questi criteri è possibile compilare una lista più completa e, in un certo senso, più veritiera: ai primi posti si trovano le cosiddette lingue transglottiche o super-lingue, quali l’inglese, lo spagnolo, il cinese e l’arabo; l’italiano, secondo questi parametri, si colloca al 10° posto.

5. Le zone in cui si concentrano più lingue

La maggior parte delle lingue parlate al mondo si concentra in regioni specifiche nei pressi dell’Equatore: nell’Africa sub-sahariana e in Asia meridionale; ad esempio in Papua Nuova Guinea -che conta 8 milioni di abitanti- si parlano ben 860 lingue, in Indonesia 670, in Nigeria 430, in India 380 e in Australia 250.

Il record del Paese in cui si parlano più lingue lo detiene, quindi, la Papua Nuova Guinea; al contrario, la nazione in cui si parlano meno lingue, almeno sulla carta e a livello ufficiale, è la Corea del Nord, dove solo il coreano viene computato.

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6. Lingue un po’ diverse dalle altre

Esistono alcuni tipi di lingue molto particolari che nascono dall’incontro e dalla mescolanza di lingue diverse e distanti tra loro. Il pidgin è un sistema linguistico semplificato che non ha parlanti nativi, tra quelli più noti si trovano il tok pisin, il WAPE, il russenorsk; il creolo è un tipo specifico di pidgin che diventa lingua materna in una comunità, come il krio, il giamaicano, il creolo haitiano e il mauriziano.

Tra le lingue parlate al mondo rientrano anche i pidgin e i creoli.

BONUS. Una lecita curiosità: quante lingue si parlano in Italia?

Con una risposta banale si potrebbe dire “Una, l’italiano”. Beh, non è così, in Italia oltre l’italiano si contano:

  • una quindicina di minoranze linguistiche -alcune delle quali tutelate dalla legge numero 482 del 1999- tra cui i dialetti sardi, il friulano, alcune varietà di tedesco, il francese, i dialetti zingari, il francoprovenzale, l’albanese, lo sloveno, l’occitano, il greco e il croato.
  • Una trentina di dialetti indigeni -se intesi, appunto, come lingue a sé, autonome rispetto all’italiano- tra quelli più parlati si ha il napoletano, il siciliano, il veneto, il piemontese, l’emiliano, il ligure… Non bisogna considerare i dialetti come forme inferiori dell’italiano, bensì come varianti di quest’ultimo, con una propria storia, con delle proprie strutture morfologiche e sintattiche.
  • Alcune nuove minoranze di recente immigrazione come l’arabo, il cinese, il rumeno.

Quali sono le lingue parlate in Italia?

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