Al giorno d’oggi i giovani sembrano essere molto più perfezionisti rispetto al passato. Se il perfezionismo è eccessivo, può essere fonte di disagio e di sofferenza.

‘Nessuno è perfetto’ e mai fu detta cosa più vera. Nonostante ciò però è parte della natura umana tendere sempre alla perfezione, sotto tutti i punti di vista. Ovviamente si tratta di un tratto soggettivo, ma spesso purtroppo è fonte di disagio e perfino di sofferenza, soprattutto tra i giovani e la società nella quale viviamo certo non aiuta. L’errore infatti non sembra essere più ammesso e le imperfezioni devono essere tenute nascoste perché sono motivo di vergogna. Il perfezionismo è un fenomeno ancora poco conosciuto, ma soprattutto nell’ultimo ventennio sono state condotte molte ricerche per cercare di definire e di comprendere meglio tale fenomeno.

Cos’è il perfezionismo e studi recenti condotti in merito

Come suggerisce il nome stesso del fenomeno, esso riguarda la sfera della perfezione e dell’impeccabilità. Si tratta di caratteristiche richieste non solo a se stessi, ma anche agli altri. Inoltre sono presenti reazioni molto negative nei confronti dell’errore, un rigido autocriticismo, forti dubbi riguardo le proprie capacità e la percezione degli altri come estremamente esigenti e critici.

Perfezionismo
Se eccessivo, il perfezionismo può essere fonte di disagio e di sofferenza.

Uno degli studi più recenti sull’argomento è stato condotto dalla Dalhousie University e dalla York St John University, che ha approfondito alcuni aspetti del perfezionismo come la sua valutazione, la comprensione ed il trattamento. Lo studio comprende una meta-analisi di 77 ricerche e di circa 25.000 partecipanti (due terzi erano donne e l’età media oscillava tra 15 ed i 49 anni). Lo studio ha evidenziato che i giovani d’oggi hanno una tendenza maggiore al perfezionismo rispetto al passato e questo dipende da una serie di cause anche piuttosto complesse. Una prima causa riguarda il modello competitivo che caratterizza il mondo in cui viviamo. Ormai un’elevata posizione o un’ottima performance sono di vitale importanza, al punto da giustificare perfino azioni meschine e disoneste compiute per avere successo.

Anche i social network svolgono un ruolo non indifferente perchè spesso mostrano vite irrealisticamente perfette e contribuiscono nel diffondere standard sempre più vicini alla perfezione. In questo modo i giovani si trovano circondati da tanta finta perfezione, della quale vogliono essere all’altezza. Nella maggior parte dei casi però, per svariati motivi, raggiungere la perfezione non è possibile. Si cade quindi in una spirale di vergogna, disagio e sofferenza. Come se non bastasse spesso anche lo sviluppo di una personalità perfezionista, derivante da genitori troppo critici e controllanti, può fare la differenza.

Decorso del perfezionismo

Un altro risultato dello studio riguarda il decorso del perfezionismo nel tempo. Sembra che più questa tendenza non venga trattata, più essa diventi radicata, cronica ed immodificabile. Tutto ciò avrà delle ripercussioni negative soprattutto sulla personalità dell’individuo, poiché diventa sempre più nevrotica. Di conseguenza egli sperimenterà in misura maggiore emozioni, sensazioni ed esperienze negative e proverà sempre più spesso ed intensamente sentimenti di colpa, di ansia e di invidia.

Purtroppo si entra in una spirale negativa dalla quale è molto difficile uscirne da soli. L’individuo tenderà a svalutarsi sempre di più perché (ovviamente) non riuscirà a raggiungere i suoi standard di perfezione. Aumenteranno così i suoi fallimenti e questo lo renderà ancora più sofferente e a disagio, portandolo a  sviluppare anche disturbi seri come la depressione, ansia e stress elevati, disturbi dell’alimentazione e della nutrizione e perfino a ricorrere al suicidio, visto come unica via d’uscita.

Limiti dello studio

Come già detto, lo studio sul fenomeno del perfezionismo ha iniziato ad essere approfondito solo nell’ultimo ventennio. Trattandosi quindi dei ‘primi studi’ in merito, ci sono ancora tanti punti ed aspetti che dovranno essere approfonditi in futuro. Per esempio approfondire il ruolo della motivazione che spinge gli individui al perfezionismo, individuando eventuali differenze tra uomini e donne. Lo studio sopra citato non ha individuato differenze di genere nei livelli di perfezionismo, ma ci sono delle supposizioni in merito a tipi differenti di perfezionismo tra i due generi. Le donne infatti potrebbero essere guidate da un perfezionismo di tipo ‘relazionale‘, cioè essere giudicate piacevoli ed amabili dagli altri. Gli uomini invece potrebbero perseguire obiettivi perfezionisti in ambito lavorativo, quindi raggiungere un’elevata posizione ed ottenere molto successo.

Il suicidio come unica via di fuga

Il suicidio è la dodicesima causa di morte nel mondo e non c’è un’età ben precisa che è a rischio maggiore rispetto ad altre. Approssimativamente però le persone che più spesso commettono il suicidio hanno un’età compresa tra i 15 ed i 44 anni. Uno dei fattori di rischio è una patologia psichiatrica che nella maggior parte dei casi danneggia un quadro clinico già notevolmente compromesso. Moltissimi disturbi come la depressione, alcuni disturbi di personalità e il disturbo da uso di sostanze presentano un’elevata comorbilità con il suicidio. Ma perché si ricorre al suicidio in determinate situazioni?

Suicidio
Il suicidio non è mai la soluzione giusta ai problemi.

Quest’ultimo purtroppo viene considerato come l’unica alternativa rimasta. Nel caso specifico dei perfezionisti si entra in un circolo vizioso che spesso si conclude proprio con il suicidio. Il perfezionista ha degli standard molto elevati, soprattutto nei confronti di se stesso. Vivere con determinati standard diventa sempre più difficile, se non addirittura impossibile, poiché nessuno è perfetto. L’individuo inizierà a collezionare sempre più fallimenti perché questi standard sono troppo elevati. Questo lo porterà a sentirsi sempre più a disagio e a soffrire senpre di più a causa dei suoi fallimenti. Arrivato quindi al limite potrebbe decidere di togliersi la vita.

La prima stagione di ‘This Is Us’ ci insegna che la perfezione non esiste

Tra i tanti insegnamenti che si possono trarre da questa serie tv, uno dei più importanti è certamente capire che la perfezione non esiste. La realtà è imperfetta, noi siamo imperfetti, tutto è imperfetto. Tutti sbagliano, tutti prima o poi commettono degli errori. Ciò che bisogna imparare è che errare è umano e che a tutto c’è rimedio. Ogni cosa può essere aggiustata, riparata ed in alcuni casi migliorata. Ogni problema ha una soluzione, basta solo riuscire a trovarla e spesso per farlo c’è bisogno dell’aiuto delle persone che più ci amano. Ѐ importante farsi aiutare soprattutto nelle situazioni che non siamo in grado di risolvere da soli perché la grandezza di una persona spesso risiede nella sua capacità di farsi aiutare.

Martina Morello

 

 

 

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